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Società

Emergenza Nord Africa alla fine: problemi e soluzioni

Giovedì 28 febbraio il piano voluto dal Ministero dell'Interno si chiuderà definitivamente. Tanti gli stranieri che hanno già lasciato spontaneamente le realtà che li hanno ospitati, spinti da un incentivo di 500 euro e dalla consapevolezza che non sarebbero arrivate nuove proroghe. Dalle questure titoli di viaggio a chi vuole partire
PROVINCIA - Il lungo percorso dell'Emergenza Nord Africa, progetto voluto dal Ministero dell'Interno per accogliere i profughi provenienti da Libia e Tunisia a partire dal 2011, sta  volgendo al termine. Nei giorni scorsi sono state messe a punto le ultime disposizioni per cercare di limitare i disordini quando, giovedì 28 febbraio, il progetto sarà ufficialmente concluso e anche le ultime realtà che ancora ospitano persone straniere dovranno scegliere se metterle alla porta o continuare a ospitarle a loro spese.

Negli ultimi mesi il contributo passato dal Governo ai luoghi di accoglienza è già stato ridotto, e un lavoro di informazione è stato compiuto nei confronti dei cittadini stranieri, a lungo speranzosi di poter trovare un impiego in Italia nei luoghi che li hanno ospitati. Ormai però questa convinzione è sfumata per molti di loro e ciò che resta sono i problemi burocratici che impediscono ad alcuni di loro di spostarsi altrove in cerca di fortuna. 
Al primo posto fra le difficoltà incontrate dagli stranieri c'è probabilmente la necessità di avere documenti validi per abbandonare l'Italia, visto che le ambasciate di alcuni dei paesi di provenienza dei cittadini stranieri hanno dimostrato fin da subito scarsa intenzione di collaborare. Per ovviare a questo problema il Ministero ha autorizzato le questure a rilasciare titoli di viaggio per quanti ancora non avessero ottenuto altri documenti. Inoltre, per incentivare le partenza spontanee dai centri, è stata prevista la possibilità per ciascuno stranieri di ricevere una somma di 500 euro: non una cifra sufficiente a cercare una sistemazione nuova sul territorio, ma utile per pagarsi un biglietto di viaggio verso altri luoghi, in cerca di fortuna. In realtà per tanti si tratterà probabilmente di un semplice spostamento da una città all'altra in Italia, con flussi che andranno a incrociarsi: dal nord al sud, da est a ovest, almeno secondo più di un operatore delle comunità. 

Nell'ultima circolare emessa dal Ministero è stata fatta luce anche sul futuro dei minori non accompagnati inseriti nel progetto. 

A Castelnuovo Scrivia, uno dei Paesi in provincia con la presenza maggiore di appartenenti al progetto, scadrà la convenzione statale con la cooperativa Bios, che si è occuptaa dell’accoglienza e assistenza dei profughi provenienti dalla Libia e residenti in Italia da circa 18 mesi. Dall'ultimo vertice in prefettura è emerso che 27 ospiti hanno già lasciato la struttura di via Garibaldi 7 e si sono iscritti presso il centro per l’impiego, in attesa di una risposta da Confagricoltura per un’eventuale collocazione. Un ospite resterà con la cooperativa e un altro sarà ospitato presso la parrocchia di Castelnuovo. 
25/02/2013
Marco Madonia - Nicola Santagostino - redazione@alessandrianews.it
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