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Ovada

Rapporto immigrazione Caritas: ''Solo l'8% della popolazione è straniero''

Venerdì scorso, presso il salone del Santuario di San Paolo, la Caritas diocesana ha presentato il rapporto immigrazione ad una cinquantina di ovadesi presenti alla serata.
OVADA - Proseguirà nel mese di dicembre - il 15 a Canelli, per poi proseguire nel 2019 - il ciclo di incontri organizzati dalla Diocesi di Acqui Terme sulle tematiche sociali, con un occhio attento all'attualità. Venerdì scorso, presso il salone del Santuario di San Paolo, la Caritas diocesana (in collaborazione con l'Ufficio migranti diocesano e altre realtà del volontariato) ha presentato il rapporto immigrazione ad una cinquantina di ovadesi presenti alla serata. Nel corso dell'evento sono stati proiettati video e si è discusso soprattutto della presenza di cittadini stranieri sul territorio italiano, attraverso i dati raccolti dalla Fondazione Migrantes. "La nostra percezione è distorta rispetto alla realtà  - ha esordito Daniele Albanese della Caritas di Biella -. Un po' per colpa dei media e un po' per la propaganda politica, che utilizza il termine invasione ogni volta che si parla di immigrazione".

Secondo le statistiche presentate durante la relazione, la maggior parte dei cittadini stranieri che vive in Italia sarebbe arrivata in aereo, principalmente per motivi di lavoro, e non sui barconi - grazie al lavoro oscuro della criminalità organizzata - come spesso mostrato dagli organi di informazione. "Spesso sui giornali ed in tv si parla di immigazione in maniera non corretta - prosegue Albanese -. Nel 78% dei casi questo fenomeno viene correlato al terrorismo e al tema della sicurezza. L'Italia è al decimo posto a livello mondiale per l'accoglienza di migranti, e al primo posto per i nuovi cittadini. Questo dato ci dice che, a dispetto della propaganda politica, c'è una buona integrazione. La percezione media sulla presenza di stranieri si attesta sul 22%, quando in realtà è pari circa all'8%". Gli stranieri sarebbero, secondo i dati forniti da Migrantes, tra i più colpiti dalla recente crisi economica (56,2% contro il 42,8% degli italiani), oltre alla discriminante nel caso di reati per l'impossibilità di scontare la pena ai domiciliari. "E' vero, però - conclude Albanese - che l'Europa ci ha lasciato da soli. In questi ultimi mesi il fenomeno è diminuito ma, in proporzione, è aumentata la mortalità, visto che i migranti affrontano percorsi sempre più impervi per sfuggire ai controlli e alla prigionia". 
27/11/2018
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