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Interviste

Mauro Buzzi: “le mie idee per il Cissaca che verrà”

Il nuovo presidente racconta la sua visione dei servizi socio educativi: “l’obiettivo è costruire percorsi utili ‘per e con’ la città, e non solo accogliere chi ha un problema”. Improbabile la gestione di attività ora in carico ad Aspal. E anticipa: “un consorzio moderno può vendere servizi”
ALESSANDRIA - Martedì è stato nominato il nuovo cda del Consorzio per i servizi socio educativi che serve Alessandria e gli oltre venti comuni consociati. Abbiamo incontrato Mauro Buzzi (nella foto), alcuni mesi fa sfidante di Rita Rossa per le primarie del centro sinistra nella corsa a Palazzo Rosso e oggi scelto come nuovo presidente, per farci illustrare le linee guida che caratterizzeranno il futuro del Cissaca. Insieme a lui sono stati eletti Maria Daville (nominata vicepresidente), e i consiglieri Manuela Bolla, Pierpaolo Caniggia, Angela Rolando, Paola Quaglia e Laura Panelli. L’avvicendamento ha riguardato anche la presidenza dell’assemblea dei sindaci, dove a Francesco Zanini succede Maria Teresa Guaschino, consigliere provinciale e primo cittadino di Solero (la vicepresidente sarà Angela Lamborizio, sindaco di Bosco Marengo).

Presidente, lei subentra in un momento sicuramente delicato per il Cissaca. Pur con le grandi difficoltà legate al dissesto il Comune di Alessandria ha cominciato a versare nuovamente la proprie quote. Pensa che il peggio da un punto di vista finanziario sia passato?
Purtroppo è ancora troppo presto per dirlo: se è vero che da qualche mese il capoluogo è tornato a fare la propria parte, così come hanno sempre fatto gli altri comuni consorziati, mancano ancora circa 4 milioni dalla Regione e 11 del debito pregresso accumulato dal comune di Alessandria. Sono cifre enormi per noi e in questi mesi abbiamo sentito quanto i nostri fornitori siano in difficoltà e non possano attendere oltre. L’assemblea dei sindaci martedì ha espresso la volontà di farsi portavoce presso la Regione perché saldi il prima possibile quanto dovuto. Sul passato dovremo attendere le decisioni dell’Organismo Straordinario di Liquidazione, ma è ovvio che la proposta di un’eventuale transazione (cioè il riconoscimento dei crediti pregressi solamente per un quota fra il 40 e il 60%) per noi e i nostri fornitori sarebbe un disastro. In questo senso pesano anche le scelte compiute in passato. La nostra sofferenza è di liquidità, perché il Consorzio è sano: aver scelto di rinunciare alla casa di riposo Basile, esternalizzandola, è stato un duro colpo. Quella struttura garantiva un flusso costante di denaro che ora farebbe comodissimo.

Ci sono già idee chiare per il futuro del Consorzio? Come si potrà affrontare una fase nella quale la crisi generale (e alessandrina in particolare) aumenta sempre più la richiesta di sostegno da parte dei servizi sociali e i fondi invece paiono essere sempre meno?
Storicamente il modello che dà i risultati migliori è quello che prevede una gestione delle problematiche capace di fare rete fra differenti realtà e di innervarsi sul territorio. E’ presto per dire quali strategie adotteremo, lunedì prossimo ci sarà il primo cda, cominceremo a conoscerci meglio e inizierà la fase di programmazione. Ho fiducia però nel gruppo che è stato scelto, mi pare ci siano talenti e professionalità importanti. La mia idea è che il Cissaca possa aprirsi maggiormente alla città, incontrando il territorio. Nell’ultimo periodo le sale d’attesa sono rimaste spesso vuote. Sarebbe bello se questo fosse legato a uno stato di benessere nella cittadinanza tale da rendere i nostri servizi inutili, ma sappiamo che non è così. La verità è che spesso mancano le risposte e le persone perdono fiducia. Non ho elementi per pensare che chi ha operato finora non abbia dato il massimo, ma il problema va affrontato su più livelli. Probabilmente ci troviamo di fronte a sfide nuove e abbiamo a disposizione strumenti superati. Bisognerà partire da una nuova progettualità

Facciamo qualche esempio?
Alcune delle iniziative messe in campo in passato sono state eccellenti, e indicano la strada da seguire: penso al progetto Habital per esempio, capace di coinvolgere diverse realtà sul territorio, di metterle in rete e di portare i servizi all’esterno delle nostre strutture, direttamente fra le persone che ne hanno bisogno. Parlare di progettualità vuol dire prima di tutto saper ascoltare le proposte degli operatori e di quanti ogni giorno acquisiscono esperienza sul campo. Sia all’interno delle nostre strutture sia fra le cooperative e tutte le realtà che collaborano con noi. Solo da un confronto costante possono nascere idee davvero vincenti. I problemi evolvono, e così devono fare le strategie di intervento. Nei miei obiettivi c’è l’individuazione di piani di raccolta e distribuzione fondi come il prestito d’onore, e sicuramente un coinvolgimento anche delle imprese. La Costituzione attribuisce loro un importante ruolo di responsabilità sociale. Chi è sul territorio è necessario faccia la propria parte. Andrò a parlare con le più importanti attività produttive per provare a ideare strategie di sostegno alla città. Sarebbe bello trasformare il filantropismo estemporaneo in progetti più strutturati e consolidati. In più, non vedo perché il Cissaca non possa pensare di vendere alcuni servizi. Abbiamo diverse eccellenze e vanno sfruttate appieno. Penso alla piscina con acqua a 35 gradi e alla nostra palestra, tanto per cominciare. Sono realtà costose da mantenere ma importanti, perché offrono servizi a persone con disabilità che ne traggono grande beneficio. Nel tempo rimanente però sono inutilizzate, e non vedo perché non si possano realizzare attività a pagamento per il resto della cittadinanza. Un discorso analogo vale anche, ad esempio, per i servizi relativi alle badanti. Mi piacerebbe spingermi oltre il semplice registro, offrendo servizi di consulenza di tipo amministrativo e contabile. Non è detto che tutti siano in grado di fare correttamente la busta paga o le pratiche burocratiche necessarie. In questo modo forniremmo anche un aiuto concreto per una migliore integrazione delle persone straniere, garantendo la legalità.

La riorganizzazione riguarderà anche l’assetto interno? Cambierà il direttore? La rappresentanza legale tornerà al presidente?
Ovviamente non sta a me decidere se il direttore debba essere cambiato o meno. Certamente l’impulso al rinnovamento che arriva dal Comune di Alessandria, che è il socio di maggioranza del Consorzio, potrebbe far presumere un cambio, ma ci sono altri sindaci che si sono già espressi in direzione contraria: vedremo cosa succederà. D’altronde se la carica di direttore è prevista a tempo determinato una ragione ci sarà. La responsabilità del presidente è espressione di una maggioranza politica ed è giusto che anche gli organi dirigenziali vengano via via rinnovati, anche a garanzia del loro lavoro, quindi io sarei favorevole a un ritorno della rappresentanza legale in capo al presidente. Così è stato in passato, e solo di recente questo aspetto è stato affidato al direttore. In più, solamente avendo la titolarità della rappresentanza legale si può essere pienamente responsabili per ciò che si fa. Quella che si può eventualmente delegare è la facoltà di essere rappresentante in giudizio, anche perché, ad esempio nel caso di tutela di minori, è giusto che sia il dirigente che ha compiuto determinati atti a risponderne. 

Il Cissaca potrebbe assorbire alcuni dei servizi oggi gestiti da Costruire insieme nel caso fosse considerata illegittima? E quelli Aspal se venisse liquidata? 
Costruire insieme è pienamente legittima. E’ giusto ribadirlo con forza al di là di ogni illazione. La Corte dei Conti del Lazio si è espressa chiaramente su un caso analogo. Il punto è che la legge non considera gli Asili Nido come servizi fondamentali, mentre l’Unicef e l’Onu sì, sottolineando quanto sia importante il loro sviluppo. Oggi per il comune di Alessandria si tratta di un servizio a domanda individuale, ma, paradossalmente, proprio per questo era possibile creare un’azienda speciale che lo gestisse. Nel bilancio stabilmente riequilibrato all’azienda vengono garantite le risorse per operare e quindi penso abbia tutte le condizioni per proseguire. Il Cissaca, anche per quel che riguarda il possibile accoglimento di servizi oggi in capo ad Aspal, da statuto può gestire tutto ciò che ha a che fare con l’ambito sociale, ma le decisioni vengono prese dall’assemblea dei sindaci. Io credo che la volontà dell’amministrazione di Alessandria non vada per ora in questa direzione ma se un domani le valutazioni dovessero cambiare ci saranno gli spazi per discuterne.
28/02/2013
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