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Ovada

L'Asl punta sull'Ospedale di comunità. "Sarà il futuro"

Nel seminario organizzato ieri le modalità di funzionamento del reparto avviato lo scorso 28 marzo al secondo piano del presidio di via Ruffini
 OVADA - Un ambiente diverso da quello propriamente ospedaliero in cui il paziente rimane allettato: una maggiore interazione con i famigliari rispetto al classico reparto, un indirizzo nel quale diventa importante anche l’educazione di chi riceve le terapie alla patologia per la quale viene curato. Sono i punti fermi della sperimentazione dell’ospedale di comunità avviato lo scorso 28 marzo presso il presidio di via Ruffini. A parlarne è stato il direttore generale dell’Asl Al, Antonio Brambilla, nel seminario che si è svolto ieri alla loggia di San Sebastiano. Quattro medici di famiglia che assicureranno, in alternanza, una presenza di almeno tre ore al giorno, ampio margine al personale infermieristico che sarà il punto di riferimento della struttura. “Siamo contenti – ha spiegato Brambilla – che i medici di famiglia si siano proposti, il loro coinvolgimento è molto importante. Il modello che proveremo a sviluppare può essere quello del prossimo futuro. In questo senso si è mossa la Regione avviando questa sperimentazione”. Quindici posti letto divisi in sette camere doppie a una singola, spazi comuni, la vicinanza della Guardia Medica (per l’assistenza nelle ore notturno) e dell’ambulatorio delle cronicità a gestione infermieristica. Degenze che in genere non potranno superare i venti giorni. Questo il contesto che diventerà punto di riferimento per l’intero distretto di “Acqui  - Ovada”.

All’interno del reparto – ha ripetuto Brambilla – potranno accedere pazienti stabili, con diagnosi certa per patologie croniche o non meritevoli di inserimento in reparti per acuti. La presenza del presidio ospedaliero offre tutte le prerogative di sicurezza necessarie per portare avanti questa sperimentazione”. La ristrutturazione e il riassetto del secondo piano dell’ospedale ha previsto un impegno economico di 83 mila. A detta dei vertici Asl i primi ricoveri dovrebbero concretizzarsi in questi giorni. Domani mattina, presso il salone del convento dei Cappuccini di via Cairoli, è prevista una giornata di formazione per gli operatori che potranno confrontarsi sulle esperienze delle realtà già avviate in questo senso.

 

18/04/2019
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