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I piccoli comuni vanno alla “guerra” contro Amag

Undici comuni chiedono l'intervento del socio di maggioranza di Amag (il comune di Alessandria) per porre fine “alla grave situazione della gestione” e per denunciare “lo stato di criticità dei conti peggiorati in modo rilevante nel corso dell'ultimo triennio”
I piccoli comuni “dichiarano guerra” al gigante Amag. Con una denuncia inviata al collegio sindacale di Amag e una lettera appello inviata al comune di Alessandria (nella foto il sindaco Piercarlo Fabbio con il presidente Amag Lorenzo Repetto), in qualità di socio di maggioranza dell'azienda che gestisce il servizio idrico e la distribuzione della rete gas, evidenziano una “anomala e grave situazione della gestione venutasi a verificare ormai da tempo in Amag”, nonché “lo stato di criticità dei conti peggiorati i modo rilevante nel corso dell'ultimi triennio".
Per gli undici piccoli centri in rivolta, scrive il sindaco del comune di Melazzo, Diego Vincenzo Caratti: “E' necessario fare riferimento in primo luogo alla nota del comune di Alessandria in data settembre 2007, a firma dell'assessore Vandone, con la quale veniva comunicata la decisione di non rinnovare i patti parasociali. In seguito a tale fatto la gestione della società è stata caratterizzata dall'assoluto dominio del socio di maggioranza, di fatto in grado di esprimere per intero sia il consiglio di amministrazione, organismo di gestione sia il collegio dei sindaci, organismo di garanzia”. Sono i primi cittadini dei centri di Bistagno, Cartosio, Cavatore, Denice, Melazzo, Monbaldone, Montechiaro d'Acqui, Pareto, Ponti, Sessame e Visone ad avere impugnato carta e penna per denunciare una serie di atti a loro avviso “gravi e anomali”. Dopo il “colpo di mano” del 2007 ne arriva un altro, “la modifica statutaria decisa nell'anno 2008, con la soppressione in organico del direttore generale e la conseguente attribuzione in capo al Presidente del Cda di poteri di amministrazione”. Modifica che “ha determinato un modello organizzativo societario di fatto incentrato su questa figura ed assolutamente inadatto alla gestione di un servizio pubblico”.
I piccoli, che insieme detengono lo 0,40% delle quote, ritengono che “l'attività della società è stata sistematicamente rivolta a perseguire interessi particolari del comune di Alessandria quale socio di maggioranza con svolgimento a suo esclusivo favore di continue quanto rilevanti arttività non pertinenti l'oggetto sociale”.
Ci sarebbe stato, inoltre, “una ripetuta e grave serie di rifiuti a varie richieste, formulate nell'interesse delle popolazioni rappresentate, ci si è trovati costretti a non partecipare all'assemblea ordinaria e straordinaria, indetta lo scorso 16 dicembre”
Gli undici chiedono quindi l'intervento del socio di maggioranza “affinché le fondamentali regole di legalità, partecipazione e rispetto possano tempestivamente essere ristabilite”.
E intanto, il presidente Amag ha annunciato che proprio ieri la società ha vinto la gara d'appalto per la distribuzuone gas in tre comuni: Borgoratto, Frascaro e Carpeneto.
23/03/2012
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