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Sanità

Amos al Pronto Soccorso? Per ora no, però...

L'azienda ospedaliera vorrebbe sostituire un gruppo di operatori sociosanitari, ma il fronte sindacale ferma l'intervento dicendo che si possono assumere dei lavoratori dalle graduatorie che sono ancora aperte
ALESSANDRIA – Personale di Amos in Pronto soccorso al posto di circa una dozzina di operatori sociosanitari (oss)? È bastata l'idea, messa nero su bianco, a scatenare la reazione sindacale che, alla fine, ha portato a congelare la situazione. Almeno per ora. Succede all'azienda ospedaliera di Alessandria dove, a fronte di una cronica carenza di personale, a un certo punto la direzione ritiene di affrontare la situazione spostando un po' di personale oss che lavora in Pronto soccorso in altri reparti, sostituendolo con dipendenti di Amos che sarebbero inoltre usati, in supporto, anche per la gestione della camera mortuaria ("In considerazione del perdurare del divieto di sostituire le cessazioni di personale di ruolo tecnico") e del trasporto interno dei malati (a personale dell'Amos è stato affidato già in parte il servizio dei barellieri, mentre l'azienda ha l'obiettivo "di arrivare alla totale gestione da parte di Amos, superando l'attuale non opportuna commistione organizzativa").

Prima la lettera della direzione ospedaliera, poi la replica e la diffida della Funzione pubblica Cgil, quindi l'incontro. Dal quale emergerebbe, come rileva la Fp Cgil, che il personale il servizio invece potrebbe essere potenziato "ricorrendo ad assunzioni a tempo indeterminato di personale diretto, oppure, in subordine, ad assunzioni a tempo determinato attigendo alle graduatorie ancora aperte". Il fronte della rappresentanza dei lavoratori non appare però omogeneo. Se sul ricorso a lavoratori di Amos all'interno del Pronto soccorso, appaiono tutti contrari, rispetto all'utilizzo negli altri servizi invece c'è chi è più possibilista. Solo la Fp Cgil mantiene la posizione originale, contrapponendosi al direttore generale, Giovanna Baraldi, che prima ha cercato di accelerare sull'affidamento, poi ha bloccato tutto. Sulla vicenda, l'azienda ospedaliera, ha diffuso una nota che recita così: "In tema di organizzazione e affidamento di servizi, è stata presentata alle organizzazioni sindacali una proposta riguardante un servizio di supporto al Pronto soccorso del presidio Civile. La stessa è attualmente all’esame delle organizzazioni sindacali".

Ma chi è Amos? Azienda multiservizi sanitari e ospedalieri con sede a Cuneo, è una società consortile a responsabilità limitata i cui soci sono l'azienda ospedaliera 'S. Croce e Carle' di Cuneo con il 34,93 per cento, l'Asl Cn1 (33,4 per cento), l'Asl di Asti (25,05 per cento), l'Asl Cn2 (4,18 per cento), l'azienda ospedaleria 'Santi Antonio e Biagio e Cesare Arrigo' di Alessandria (2,44 per cento). Amos "lavora per i soci azionisti che sono pubblici, però applica contratti differenti" è la contestazione che arriva da alcuni sindacati della provincia di Cuneo. Le polemiche non sono mancate e ancora l'anno scorso c'è stato uno scontro vivace dopo la decisione dell'Asl Cn2 di esternalizzare ad Amos gli oss di un reparto dell'ospedale di Alba. Allora era stata la Uil Funzione pubblica a contestare la decisione, parlando di applicazione "di un contratto privatistico simile, ma non uguale, a quello del pubblico impiego, dove mancano incentivi, premi e progressione orizzontale". L'ospedale di Cuneo è stato diretto dal primo maggio 2012 all'aprile 2015 da Giovanna Baraldi, poi nominata direttore generale dell'azienda ospedaliera di Alessandria dove è entrata in servizio il primo maggio 2015.  
15/04/2017
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