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Cronaca

Gavi incredula di fronte all'assassinio di Franco Belsito

Il 52enne ritrovato cadavere a Lu Monferrato era arrivato nel paese della val Lemme una dozzina d'anni fa, dalla Calabria. Viveva in una palazzina in località Bettolino con la moglie e la figlioletta di appena cinque anni. "Un uomo normalissimo, un gran lavoratore", dicono i vicini di casa.
GAVI – Chi conosceva Franco Domenico Belsito non sa darsi una spiegazione. L’uomo, 52 anni, originario di Sant’Onofrio in provincia di Vibo Valentia, viveva a Gavi con la moglie Giuseppina e con la figlioletta di appena cinque anni. Abitava in una palazzina di località Bettolino [nella foto], sulla strada che da Libarna porta a Gavi. «Una persona tranquilla», così la descrivono i vicini di casa, arrivata dalla Calabria nel 2001.

Alle undici di ieri notte, giovedì 28 novembre, una telefonata al 112 ha avvertito i carabinieri di Solero che, all’interno di un’auto parcheggiata a Lu Monferrato, c’era il cadavere di un uomo. Qualche ora dopo, il corpo senza vita è stato identificato come quello di Belsito, piccolo imprenditore gaviese. Vestito solo con una maglietta e un paio di jeans, il 52enne gaviese è stato rinvenuto morto, chiuso nel bagagliaio di una vecchia Fiat Croma. Un omicidio, dunque. Su cui i carabinieri hanno sùbito cominciato a indagare. L’autovettura – che poi è risultata essere di proprietà di Belsito stesso – era in sosta in una piazza, nel pieno centro di Lu Monferrato.

Coordinati dal procuratore della Repubblica Fabrizio Givri, il nucleo di investigazioni scientifiche dell’Arma ha cominciato i rilievi tecnici sulla vettura, mentre il nucleo investigativo e i militari della compagnia di Alessandria ha iniziato a ricostruire la possibile dinamica dell’assassinio e le ultime ore di vita della vittima. Attualmente poi sono in corso accertamenti biologici sul corpo per stabilire l’ora della morte di Belsito e cercare altri utili elementi per il proseguimento delle indagini.

I vicini di casa hanno saputo della morte di Franco Domenico Belsito questa mattina, quando hanno visto arrivare l’auto dei carabinieri incaricata di portare alla moglie Giuseppina (che tutti in paese chiamano Pina) la straziante notizia.
«Sia Franco che Pina sono miei carissimi amici – afferma una donna che abita nella palazzina di località Bettolino dove viveva anche l’uomo ucciso – In questo palazzo gli inquilini vanno e vengono, non ci sono nemmeno più i nomi sui campanelli». La famiglia Belsito, invece, aveva fatto di quell’edificio abbarbicato sulle colline gaviesi la propria casa da una dozzina d’anni.

Nell’ultimo periodo le cose non erano facili. «La crisi è arrivata per tutti – spiega ancora l’amica di famiglia – Franco si aggiustava come poteva, faceva il muratore, il meccanico, tutto quello che capitava. Era un gran lavoratore». Cinque anni fa, la vita di Franco Domenico e di Pina (43 anni) era stata allietata dalla nascita di una bambina. «Capitava spesso qui – dicono dalla farmacia di piazza Dante, nel centro di Gavi – Acquistava come tutti le cose necessarie quando si ha un bambino piccolo. Una persona assolutamente normale, la notizia della sua morte ci lascia sconvolti».
30/11/2013
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