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Bosco Marengo

Cascina Saetta: "I soldi ci sono, basta procrastinare!"

Libera Alessandria torna a sollecitare l'intervento del Comune di Bosco Marengo affinchè siano avviati i lavori per la nuova destinazione del bene confiscato alla mafia. "Come da convenzione già stipulata, i fondi per iniziare la prima parte dei lavori sono interamente a carico delle associazioni di volontariato: il Comune deve solo dare l’incarico alle ditte già individuate"
BOSCO MARENGO - "In condizioni ordinarie sarebbe più che sufficiente la parola di un Sindaco per tranquillizzare l’opinione pubblica su di un semplice problema di “vicinato”. Trattandosi però di mafie, quando il problema di “vicinato” dopo più di tre anni non si risolve ancora, diventa lecito porsi dei dubbi su un eventuale clima intimidatorio diffuso e sopravvenuto ai normali problemi di vicinato. A prescindere dalla proprietà dell’immobile, il primo bene confiscato in provincia di Alessandria ha un forte valore simbolico per tutti coloro che credono nell’antimafia, ma evidentemente e per ragioni opposte, anche per tutti coloro chi si schierano dall’altra parte". 

Queste le parole con cui Libera Alessandria, attraverso il proprio blog, torna sulla questione "Cascina Saetta". 
Il 16 novembre, l'associazione contro le mafie aveva diffuso la petizione nata per sollecitare l'uso (in tempi brevi) del bene di Bosco Marengo confiscato all'oganizzazione criminale, e non molti giorni dopo il sindaco Angela Lamborizio, attraverso una testata locale, aveva sottolineato: 
"Nonostante gli intoppi il Comune si è attivato cercando la consulenza di diverse imprese edili che sono restie e recalcitranti ad accettare i lavori per i problemi sollevati dal proprietario confinante, comunque il Comune è assolutamente intenzionato a portare a termine il progetto simbolo dell'impegno condiviso del territorio contro la criminalità organizzata. andremo avanti malgrado le difficoltà non certo pretestuose e malgrado la scarsità di risorse, fino a quando il bilancio non sarà approvato non sarà possibile stabilire quale cifra protrà essere destinata al preoseguimento dei lavori". 

"Ricordiamo al Sindaco ed alla sua Giunta - continuano da Libera Alessandria - che come da convenzione già stipulata, non serve attendere l’approvazione del bilancio comunale, in quanto i fondi per iniziare la prima parte dei lavori nel cantiere comunale sul bene confiscato (recinzioni, pozzo, cancelli, ricovero, ecc.) sono interamente a carico delle associazioni di volontariato: il Comune deve solo dare l’incarico alle ditte già individuate, nel proprio cantiere, sulla sua proprietà, con il suo direttore dei lavori: a pagare le fatture ci pensano le associazioni!
Ma bisogna raccogliere tutte le volte 400 firme perché si muova qualcosa? Come cittadini non siamo purtroppo rassicurati per nulla. Attendiamo però fiduciosi la prova dei fatti, vicini a tutti i rappresentanti delle Istituzioni che si riconoscono nello Stato democratico e pronti come sempre, laddove necessario, ad accompagnare chi sceglie di ribellarsi alla paura e a trovare assieme le modalità più sicure per la denuncia".
29/11/2013
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