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Lotta alle Mafie

Un Parlamento senza corruzione? Secondo Libera si può

A gennaio la nuova campagna di Libera "Riparte il futuro", indirizzata a tutti i candidati al Parlamento. Don Ciotti: "Senza la lotta alla corruzione impossibile cambiare davvero". "L'approvazione della legge anticorruzione è un primo passo ma non basta" - spiega Carlo Piccini, responsabile provinciale
PROVINCIA - Gennaio è tempo di progetti per il futuro, ma anche occasione giusta per guardarsi indietro e tentare un bilancio di quanto fatto negli ultimi 12 mesi. Libera - Associazioni Nomi e Numeri contro le Mafie - ha presentato pochi giorni fa il calendario delle iniziative realizzate l’anno scorso e annunciato un nuovo ambizioso obiettivo. “Riparte il futuro” sarà infatti il titolo scelto per la campagna 2013 messa a punto in occasione delle elezioni politiche di febbraio. A presentarla è lo stesso Don Luigi Ciotti, anima ispiratrice di Libera, che in una lettera alla cittadinanza esorta a unirsi: “alla più grande missione digitale per vincere la lotta contro la corruzione, conquistare la trasparenza nella politica, nella società e nell’economia e far ripartire il futuro”.

Come già avvenuto per le elezioni amministrative, attraverso per esempio il progetto AL10, Libera tenterà un’opera di sensabilizzazione dei candidati in Parlamento, richiedendo l’adesione a una serie di impegni e monitorando poi in itinere il rispetto delle promesse fatte. “La corruzione in Italia - ha spiegato don Ciotti - è la principale ragione per cui non si riesce a cambiare davvero: mazzette, appalti truccati, concorsi manovrati, sono tra le cause dei nostri peggiori problemi, come la disoccupazione e la crisi di cui tanto si parla. Libera ha già fatto molto raccogliendo 1 milione e 200000 firme tra il 2011 e il 2012. Anche per questo oggi c'è una nuova legge sulla corruzione, ma è ancora insufficiente. Ecco l’elenco dei nostri obiettivi per il nuovo progetto. Tutti sono invitati a registrarsi al sito realizzato ad hoc, dal quale raccoglieremo le adesioni e coordineremo l’attività dei volontari”. AlessandriaNews, come già in occasione del progetto "Al10", sarà media partner del progetto, intervistando i candidati del territorio e sostenendo momenti di verifica periodica degli impegni presi. 

Ecco, di seguito, i propositi di Libera:
1- Cercheremo tra i candidati alle prossime elezioni politiche quelli che vogliono sposare la trasparenza, a cui presenteremo richieste chiare e misurabili.

2- Monitoreremo con il TUO AIUTO la vita istituzionale e il rispetto delle responsabilità prese sui territori locali, Regioni, Province e Comuni.

3- Come sta accadendo in molti Paesi nel mondo, sfrutteremo internet per semplificare il controllo.

4- Il nostro simbolo sarà un gadget - il braccialetto bianco che dovrà diventare più irrinunciabile di una moda da spiaggia,anche fuori stagione. I politici che sceglieranno di indossarlo dovranno dimostrare l’impegno con i fatti.

5- Chiederemo al Parlamento di intervenire adottando in un tempo preciso il necessario miglioramento delle leggi anticorruzione (in particolare - secondo i responsabili di Libera - non è sufficiente punire il voto di scambio solo quando la controparte sia costituita da denaro. Ogni tipo di vantaggio in cambio del voto "venduto" va sanzionato come comportamento espressione di corruzione ndr).

6- Sveleremo la natura di questo fenomeno nascosto, parleremo di come viene arginato in altri Stati nel mondo, daremo a tutti la possibilità di raccontare la propria esperienza.

7- Saremo uniti, senza colore né partito, per riaccendere il motore sano dell’Italia e ripartire verso il futuro.

Carlo Piccini (nella foto), responsabile della sezione provinciale di Libera, commenta: “con Al10 lo scorso anno abbiamo gettato le basi per un primo grande percorso di trasparenza. Vista la situazione di grande difficoltà legata al dissesto del Comune di Alessandria abbiamo deciso di fissare in concomitanza con la scadenza del primo anno di mandato della Giunta Rossa un primo bilancio pubblico del progetto. In quella sede faremo il punto su quanto fatto finora dai consiglieri che hanno sottoscritto il nostro appello, e su ciò che resta da fare. Siamo un po’ amareggiati perché ci era stata ventilata entro l’autunno la costituzione di una commissione antimafia e ancora non è successo. Speriamo di avere presto novità da parte dell’amministrazione”. Nel bilancio di questo 2012 non può poi mancare un accenno al percorso svolto e da svolgere per il recupero di “Cascina Saetta”. Spiega Piccini: “con il nuovo prefetto il progetto ha finalmente avuto un'accelerata. E' stato un percorso lungo, e ovviamente il grosso deve ancora essere realizzato. Noi contiamo entro un anno di poter iniziare concretamente l'attività produttiva vera e propria. Tutti i soggetti interessati dal progetto (Comune di Bosco Marengo, Regione, Fondazioni Cassa di Risparmio di Torino e Alessandria, Libera) hanno trovato l'intesa su chi farà cosa. La strada intrapresa è quella giusta, il primo passo sarà abbattere la parte crollata in parte in passato, mettere in sicurezza l'area e ultimare i lavori necessari. Lì nascerà un'attività floro-vivaistica capace di coinvolgere diverse realtà sul territorio e di offrire lavoro protetto anche a soggetti svantaggiati". 
7/01/2013
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