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Ovada

Scontro in consiglio comunale sul futuro di Saamo

Un passivo sempre più pesante e linee di trasporto pubblico locale che continuano a macinare perdite. E così, durante il consiglio comunale dell'altra sera, la maggioranza ha deciso di aggiornare lo statuto della Saamo, prevedendo che l'azienda possa ampliare il business ad altri settori di pubblica utilità. Scettiche le opposizioni.
OVADA - Il futuro a medio termine è già stato scritto. Oltre al servizio di trasporto pubblico locale, la Saamo potrà ampliare il business ad altri settori di pubblica utilità, quali manutenzione del verde pubblico degli impianti sportivi, gestione dei tributi locali (dall’Ici alla Tosap, dalla pubblicità alle affissioni) e dei cimiteri, onoranze e trasporti funebri, cremazioni, gestione e manutenzione degli impianti di illuminazione pubblica (compresa quella votiva nei cimiteri), progettazione e manutenzione della segnaletica stradale. Le continue perdite, stimate in 20-30 mila euro l'anno in alcune linee, hanno ormai portato ad un passivo di 237 mila euro. Pertanto l'amministrazione comunale di Ovada ha deciso di mettere nero su bianco sullo statuto dell'azienda, aggiornandolo con l'obiettivo di trovare nuove fonti di guadagno da affiancare a quella degli autobus tra Ovada e i paesi del circondario.

Le opposizioni, che da tempo chiedevano un passo per dare ossigeno all’azienda, si sono mostrate diffidenti verso la modifica che le si chiedeva di votare. Sotto accusa in particolare il fatto di codificare nel documento il passaggio dalla gestione affidata a un cda a quella consegnata a un amministratore unico. Un dato di fatto, nella realtà, visto che il ruolo è già toccato a Franco Piana e, ora, è ricoperto da Gianpiero Sciutto, ma che, in pratica, non era ancora stato messo nero su bianco. «Queste modifiche sono abissali – ha tuonato Giorgio Bricola, Patto per Ovada -. Avere un uomo solo al comando e una così vasta gamma di settori tra cui spaziare è un rischio». «Che sia una sola persona a decidere di lanciarsi in un business piuttosto che in un altro è pericoloso. Può andare molto bene ma anche molto male» gli ha fatto eco Mauro Rasore, Essere Ovada. Ed Emilio Braini, M5S: «Quello che serve a Saamo sono iniziative drastiche e innovative in tempi brevi o l’azienda fallirà. Con questa modifica si è persa un’occasione per mettere mano a una società agonizzante». Sul fronte opposto la capogruppo di maggioranza Elena Marchelli ha ricordato come l’apertura di Saamo a nuovi settori – «l’unica strada per non tagliare corse e linee, cosa che non vogliamo fare» - sarà  gestita con la regìa di Ovada e degli altri Comuni. Lo spiega anche l’amministratore unico Sciutto, che ha passato i primi mesi di incarico in un serrato controllo di gestione della società: «Ora che abbiamo le idee più chiare sullo stato di salute dell’azienda, ragioneremo sui servizi alternativi, da quelli cimiteriali al guardianaggio, alla riscossione tributi. Si vedrà».
29/11/2017
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