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Provincia

Filippi: "non mi dimetto, nonostante le difficoltà"

Al termine di una lunga riunione di maggioranza il presidente della Provincia Paolo Filippi annuncia che non si dimetterà "per senso di responsabilità". Dovrà però rinunciare probabilmente a tre assessori. Nessuna indiscrezione sui nomi dei "sacrificati"

20:10 "Non mi dimetto, ma la situazione è drammatica"
Lunga riunione di maggioranza, a porte chiuse, tra il presidente della Provincia Paolo Filippi e le forze politiche che sostengono la giunta. Al termine della discussione, arriva l'annuncio: "non mi dimetto per senso di responsabilità nei confronti degli elettori". Filippi resterà quindi alla guida di palazzo Ghilini, sebbene costretto probabilmente a "rinunciare" a tre della squadra. Di nomi, al momento, non ne circolano. Ma è difficile pensare che possa chiedere a figure chiave come Gianfranco Comaschi (bilancio) o Graziano Moro (lavori pubblici) di fare un passo indietro. Le dimissioni prima della scadenza naturale del mandato da parte del presidente avrebbero comportato il commissariamento dell'ente, fino al 2014, quando gli alessandrini saranno chiamati a votare nuovamente la presidenza, probabilmente con nuove regole dopo la legge di revisione. Intanto, in queste ore, circolava anche l'ipotesi di un commissariamento generalizzato imposto dal governo. Insomma, in un quadro di assoluta incertezza, il presidente Filippi ha preferito "tenere duro e non mollare, nonostante le difficoltà dovute ai tagli e alle riforme"
Ore decisive a Palazzo Ghilini, dove la tensione è palpabile, e le indiscrezioni di corridoio si rincorrono. Dopo le dimissioni di Maria Teresa Armosino, presidente della Provincia di Asti (e parlamentare del Pdl), potrebbero arrivare a breve anche quelle di Paolo Filippi? La risposta è attesa entro sera, e da ieri si susseguono riunioni e incontri privati, per cercare di capire il da farsi.

Filippi ribadisce da tempo di ritenere il proprio compito esaurito con l’avvio del processo di unificazione fra le Province di Alessandria e Asti, e soprattutto dissente con vigore dalle politiche del governo Monti, che riversano sugli enti locali, e sulle province in particolare, una quantità di tagli tale da rendere sostanzialmente impossibile il proseguimento delle attività.

Naturalmente non manca chi segnala l’esistenza anche di un altro elemento, di carattere più personale. Ossia i presidenti di provincia che intendessero presentare la propria candidatura alle prossime elezioni politiche, dovrebbero presentare le proprie dimissioni entro domani, salvo poi poterle ritirare nei venti giorni successivi. A meno naturalmente di elezioni anticipate, che farebbero venir meno qualsiasi vincolo procedurale di dimissioni per gli amministratori locali.

Filippi ha in verità sempre escluso che questa possa essere “la molla” che potrebbe spingerlo a lasciare, evidenziando invece il forte senso di responsabilità che avverte nei confronti del territorio, e denunciandone appunto “l’abbandono” da parte del governo centrale. Tra Palazzo Ghilini e Palazzo Rosso, l’alessandrina piazza della Libertà sta indubbiamente vivendo giornate di grande tensione politica.
9/10/2012
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