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Politica

Il Consiglio dei Ministri stoppa la Regione: Asti va con Alessandria

Il consiglio dei ministri approva il decreto di riordino delle province. "Il primo tassello di una riforma più ampia che prevede la riorganizzazione degli uffici territoriali di governo (prefetture, questure, motorizzazione civile etc etc) in base al nuovo assetto". Filippi: "Lasciamo da parte le polemiche"
16:00 "A disposizione per collaborare alla nascita di un grande territorio astigiano ed alessandrino"
Così commenta la decisione del Consiglio dei Ministri il presidente della Provincia di Alessandria Paolo Filippi sul suo profilo Facebook: "Il Governo tecnico dei cooptati ha infine emanato il decreto sul riordino delle Province. Asti e' accorpata ad Alessandria. Non credo debba essere un momento di esternazione gioiosa. I tecnici stanno distruggendo finanziariamente gli enti locali. Gli amministratori sono lasciati a se' stessi. Non ci sono piu' neanche i denari per gestire i servizi. Come ho detto piu' volte, e lo ribadisco adesso, ci hanno fatto guardare il dito per nascondere la luna. Obtorto collo, affrontiamo questo processo consci delle difficolta', riconoscendo valore, storia e importanza dei territori. Lasciando da parte le polemiche e le posizioni del recente passato. Il futuro e' incerto, pieno di difficolta', ma anche affascinante per la sfida che ci attende: mettere insieme le cose migliori dei nostri territori per diventare piu' forti. Asti ed Alessandria hanno una storia e un presente importante, pronti insieme a costruire un futuro di ruoli importanti e comuni. Uniti e vincenti. Per quel che mi rimane da fare, sono a disposizione per collaborare alla nascita di un grande territorio astigiano ed alessandrino che unisca le forze per vincere le sfide del futuro. Nonostante questo Governo e i suoi provvedimenti populisti"
 


Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto-legge che completa il percorso avviato nel mese di luglio, finalizzato al riordino delle province e all’istituzione delle città metropolitane.
Dal 1° gennaio prossimo, dunque, le giunte delle province italiane saranno soppresse e il Presidente potrà delegare l’esercizio di funzioni a non più di 3 Consiglieri provinciali. 
Il numero delle province delle Regioni a statuto ordinario, inoltre, si ridurrà da 86 a 51 (ivi comprese le città metropolitane). 
Sempre dal 1° gennaio 2014 diventeranno operative le città metropolitane, che sostituiscono le province nei maggiori poli urbani del Paese.
Il riordino delle province è stata l’occasione che ha spinto numerosi Comuni a chiedere lo spostamento in un’altra provincia, confinante con quella di appartenenza, per ragioni di maggiore affinità territoriale e socio-economica.
Il Governo boccia inoltre la proposta avanzata del Consiglio Regionale del Piemonte che puntava a non accorpare la Provincia di Asti a quella di Alessandria.

Qui la cartina delle nuove Province.

 

31/10/2012
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