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La pecora nera

La punta dell'iceberg

Nelle ultime settimane i partiti si sono accorti (bontà loro) che il sistema così com’è non va. Tutti a scandalizzarsi, tutti a correre ai ripari e a chiedere più regole, come se queste regole non potevano nascere prima per qualche volontà divina che impediva di legiferare sul tema

 Nelle ultime settimane i partiti si sono accorti (bontà loro) che il sistema così com’è non va.
Tutti a scandalizzarsi, tutti a correre ai ripari e a chiedere più regole, come se queste regole non potevano nascere prima per qualche volontà divina che impediva di legiferare sul tema.
Si è partiti con Lusi, poi si è passati da Belsito e il “Trota” per finire con “er batman”.
Sicuramente quest’ultimo ha fatto molto più scalpore rispetto agli altri perché l’arroganza del personaggio vista durante le comparsate nei vari programmi TV di approfondimento mostrava non soltanto una gran faccia tosta, ma anche una notevole sicurezza di essere dalla parte della ragione, perché per la collettività lui aveva fatto.
In pratica lui per la collettività aveva lavorato talmente tanto e bene, che se anche aveva rubato e se anche prendeva tre stipendi, ci si doveva passare sopra.
A parte la barzelletta che la politica italiana è riuscita a far andare in galera pure Batman, questo scandalo è solo la punta di un enorme colosso sommerso, fatto di rimborsi, incarichi e privilegi che i partiti cercano strenuamente di tenersi, ma che ha iniziato a scappar loro di mano, complice il fatto che certi figuri hanno calcato troppo la mano o non hanno condiviso troppo la torta.
Pensiamo ad esempio ad un altro scandalo sommerso, ovvero quello dei gruppi consigliari.
Nelle regioni che piangono tanto miseria ci sono ben 75 gruppi consigliari composti da un solo membro, ma a cui spettano rimborsi, ufficio, segreteria, cellulare, e via dicendo.
Ad esempio nel Lazio su 71 consiglieri si contano 17 gruppi, di cui quattro composti da due persone e ben OTTO “monogruppi”.
Ma anche in Piemonte ci sono alcune anomalie…
In attesa di sapere se gli accertamenti della magistratura in merito alle affermazioni dell’on. Rosso produrranno effetti (e sul perché l’on. Rosso abbia taciuto fino ad oggi), l’anomalia più evidente ce l’ha l’ex Presidente della Regione, Mercedes Bresso.
La Bresso, infatti, ha la particolarità di avere due gruppi a lei intitolati, “Uniti con Bresso” e “Insieme con Bresso”, ma pare che l’unità e l’insieme siano solo parole, visto che la Bresso è l’unica componente del primo gruppo e l'altro monogruppo è intestato al suo fidato collaboratore Andrea Stara.
Entrambi i gruppi hanno uffici diversi, diverso personale e ricevono (ovviamente) i finanziamenti regionali, nel pieno rispetto della parsimonia e dei cittadini.
Nel 2011 sono costati ai piemontesi “solo” quasi 90mila euro a “monogruppo”.
Finalmente a gennaio sembra che questa anomalia sparirà, visto che il PD si è deciso (dopo ben due anni) a dare l’ultimatum alla Bresso, minacciandone l’espulsione dal partito.
Divertente leggere sul sito dell’ex Presidente che “l’esistenza del gruppo diverso dal Pd è stata una decisione presa, fin dall’inizio della legislatura, in totale accordo con i vertici del mio partito”.
Se effettivamente la creazione del gruppo era concordata, perché non si chiedono le dimissioni di quei vertici che hanno autorizzato, di fatto, lo sperpero di soldi pubblici?
Ma il problema, come ben sappiamo, va dal parlamento fino ai Comuni.
L’Italia è piena di batman, che sono in assoluta sintonia con i vertici dei partiti per spartirsi la torta dei soldi pubblici destinati alla politica.
Altrimenti perché le tanto richieste leggi “anti-corruzione” non sono già operative?
Se davvero i vertici non sanno nulla di tutto questo magna-magna, perché i bilanci dei partiti non sono da tempo più trasparenti?
Sognare è gratuito, chissà che un giorno qualche buontempone non metta veramente un freno a questi sciacalli…

12/10/2012
Ermanno Cecconetto - ermanno.cecconetto@gmail.com
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