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Provincia

Provincia: via gli assessori Barbadoro, Caldone e Morando

Il presidente Paolo Filippi ha scelto secondo criteri "territoriali" ma anche tenendo conto delle deleghe che presto la Provincia non avrà più. E sulla presunta intenzione del Governo di commissariare tutte le Province a breve commenta: "sarebbe un provvedimento degno del metodo 'fascista'"
17:00 Confermate le indiscrezioni: la Giunta passa da 9 a 6 assessori. Via Barbadoro, Caldone e Morando

In una conferenza stampa indetta questo pomeriggio, sabato 13 ottobre, il presidente Paolo Filippi ha annunciato di aver firmato il provvedimento con il quale intende mantenere le prime promesse annunciate martedì scorso: l'Amministrazione provinciale continuerà la sua opera di tagli nel tentativo di adempiere alle linee dettate dalla spending review, pur non condividendole, e lo farà partendo dalla testa. Oggi sono stati ufficialmente "tagliati" tre assessori, Massimo Barbadoro, Giancarlo Caldone e Maria Grazia Morando, "in parte tenendo conto di criteri di rappresentatività territoriale, in parte considerando le deleghe e le competenze ricoperte da ciascuno, alla luce della riorganizzazione che ne avrebbe comunque sottratto la titolarità alla Provincia". Il presidente Filippi ha così commentato la sua scelta, che definisce comunque dolorosa e travagliata: "sono stati collaboratori preziosi, dei quali ho stima. Sembreranno frasi fatte ma li ringrazio davvero per il lavoro svolto finora. Le scelte del Governo con i tagli lineari imposti agli Enti locali sono gravi, e sarebbe facile disimpegnarsi rassegnando le dimissioni o lasciando che tutto prosegua così fino al commissariamento di tutte le Province, che apprendiamo dai giornali potrebbe essere immenente. Io lo considererei un atto 'fascista' da parte del Governo, non in senso ideologico ma nel metodo utilizzato. Non si possono tagliare Enti di rappresentanza del territorio eletti democraticamente con un decreto".

Sul futuro il presidente Paolo Filippi aggiunge: "questi tagli sono solo i primi, come del resto già annunciato. Passando da 9 a 6, visto che la vicepresidente Rita Rossa non è stata sostituita dopo la sua elezione a sindaco di Alessandria, abbiamo già tagliato la Giunta del 40%. Il prossimo passo riguarderà il gradino immediatamente inferiore, cioè quello dei dirigenti. Non ne ridurremo il numero, che comunque nel corso della mia permanenza a Palazzo Ghilini si è già praticamente dimezzato, ma interverremo sulla parte variabile dello loro retribuzioni, riducendole di conseguenza. Serviranno sforzi enormi, da fare a tutti i livelli. Se poi il Governo confermerà la sua intenzione di cancellare le Province con un atto tanto grave non potremo che prenderne atto, ma nessuno ci potrà accusare di aver scelto in questi mesi la via più semplice o di non aver cercato di compire fino in fondo il nostro dovere".

Le deleghe degli assessori uscenti fino all'inizio della prossima settimana saranno acquisite dal presidente Filippi, che provvederà forse già lunedì a organizzarne la redistribuzione.

 


Scalda i motori Paolo Filippi che sembra intenzionato a voler firmare entro la serata di oggi, sabato, il decreto “taglia assessori”. Lo aveva anticipato durante la conferenza stampa di martedì scorso di voler procedere ad una cura dimagrante dei costi della provincia partendo dalla “testa” ossia da assessori e dirigenti. Una scelta presa in solitaria ma condivisa con la maggioranza che lo appoggia. Così come “in solitaria” sembra essere la scelta dei nomi degli assessori a cui chiedere di fare un passo indietro, per "colpa" della spending review. Voci ben informate parlano di Giancarlo Caldone, tortonese, con delega a trasporti, caccia e pesca, Maria Grazia Morando, arquatese, ex vice presidente e assessore alle politiche sociali, sanità, pari opportunità, Massimo Barbadoro, valenzano, assessore al lavoro e alla formazione. Tutte indiscrezioni da confermare. I nomi, se confermati, risponderebbero ad un criterio "territoriale", andando a potare su tutti i territori provinciali rappresentati in maggioranza.
Intanto, Paolo Filippi esorta la città di Alessandria a scendere in piazza, giovedì prossimo, in occasione della fiaccolata organizzata da Cgil, Cisl e Uil,  “in difesa del comune abbandonato dai tecnici prestati alla politica e che, naturalmente, si apprestano a diventare politici a tutti gli effetti alle prossime elezioni. Ma quel giorno ci chiederemo, e chiederemo pubblicamente: ma quando era ora di difendere il territorio, in quale convegno o inaugurazione eravate, cari tecnici prestati alla politica per salvare l'Italia?
13/10/2012
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