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Alessandria

Consiglio comunale: la protesta silenziosa della minoranza

Così è iniziata la seduta del Consiglio comunale di ieri sera tra i banchi della minoranza, prima dell'abbandono dell'aula con l'inizio dell'ordine dei lavori previsto dalla capigruppo. Un silenzio polemico contro la mancata concessione di tornare a parlare della pronuncia della Corte dei Conti, con l'audizione del sindaco Fabbio
Un Consiglio comunale ordinario quello di ieri sera, interrotto sul nascere dalla protesta silenziosa nata tra i banchi della minoranza. I consiglieri di opposizione del Partito Democratico, dell'Italia dei Valori, dei Moderati e di Rifondazione Comunista hanno voluto protestare, attraverso un polemico silenzio, contro la scelta della capigruppo, tenutasi nella mattinata di ieri, che ha negato la possibilità di tornare a parlare con il primo cittadino presente in aula di Consiglio della pronuncia della Corte dei Conti e dei provvedimenti che l'amministrazione intende prendere in materia. "Noi abbiamo messo al voto la proposta di parlare con il sindaco di fronte al Consiglio della situazione disastrosa che il Comune sta vivendo - dichiara il capogruppo del Pd Gianni Ivaldi - Ma siccome la maggioranza non ha acconsentito e mancano 20 giorni al dissesto finanziario, abbiamo deciso di farci sentire, non più a parole, ma con i gesti". Cartelloni che parlano da soli: "Dimissioni subito" e "Il comune è in dissesto e il sindaco latita" erano le parole della protesta silenziosa dei consiglieri che indossavano anche una mascherina bianca sulla bocca. "La mascherina è il simbolo di come la maggioranza continui a tapparci la bocca, a non lasciarci parlare", precisa Gianni Ivaldi. Mentre la protesta cattura l'attenzione di tutti, fotografi, giornalisti ma anche consiglieri di maggioranza, il presidente del Consiglio, Gianfranco Cuttica di Revigliasco, decide di procedere con l'ordine dei lavori, mettendo in votazione le surroghe dei consiglieri dimissionari con i neo eletti. Stupore, agitazione, ma anche indignazione da parte del consigliere di maggioranza Mario Bocchio che chiede che il presidente Cuttica faccia intervenire gli agenti e interrompa il "circo". Cuttica preferisce ingnorare la protesta e procedere con "le cose importanti che si devono approvare e che erano già state interotte nella precedente seduta consiliare".

Giusto il tempo di approvare l'ordine del giorno "sull'omicidio stradale", che ha coinvolto unilateralmente maggioranza e minoranza, e poi l'opposizione abbandona l'aula, non partecipando agli altri argomenti di discussione e votazione. Inizialmente gli unici due superstiti sembrano essere il consigliere Carlo Cattaneo, che dopo un po' comunque rinuncia a restare seduto nel suo banco, e la consigliera Mara Scagni che invece, pur non partecipando al voto, non abbandona il Consiglio sino alla fine, intervenendo anche su temi importanti come lo Statuto comunale e il regolamento dei Centri d'Incontro.
Senza la minoranza, ma con il sostegno (talvolta favorevole, talvolta di astensione) dei rappresentanti della Lega Nord (Sarti, Autano e Cuttica di Revigliasco) il Consiglio procede regolarmente portando a termine tutti gli argomenti in programma: passa con 20 voti a favore e 4 astenuti il provvedimento relativo al "servizio di tesoreria", che ha prorogato l'attività fino a giugno 2012 alla Cassa di Risparmio di Alessandria, attuale tesoriere, e nel frattempo ha attuato il bando di gara per il periodo 2012-2015.

Anche il "nuovo regolamento dei Centri d'Incontro comunali" che ha visto l'assessore Teresa Curino e i membri delle commissioni intensamente impegnati in queste ultime settimane arriva alla fine del suo lungo e travagliato percorso, con oltre 40 bozze e due anni di lavoro. Salta l'approvazione sul tema forse più importante di tutto il Consiglio, il nuovo Statuto comunale: 25 presenti e favorevoli, che non sono però sufficienti per l'approvazione che necessita dei 2/3 dei consiglieri, cioè 27. Risultato che non poteva che essere tale vista la mancanza della controparte con cui aprire il dibattito, come ha sottolineato il capogruppo Fabrizio Priano, che rende "monco l'atto". Ora come dettato dal Testo Unico degli Enti locali l'iter da seguire, prima di giungere all'approvazione definitiva, è di altre due votazioni successive, da eseguire entro 30 giorni, che devono ottenere il favore della maggioranza più uno, cioè di 21.
Staremo a vedere cosa si riuscirà a decidere prima del 21 marzo, data ultima per l'amministrazione per mettere a posto i bilanci secondo le ultime richieste della Corte dei Conti, oppure dichiarare il dissesto.
29/02/2012
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