Versione stampabile   Invia articolo a un amico   Scrivi alla redazione
Alessandria

"Siamo tutte bastarde", protesta Non una di meno. Ma l'imprenditore si difende: "Incastrato"

Il collettivo alessandrino 'Non una di meno': "La nostra voce, oggi, si leva chiara al di sopra di ogni linciaggio mediatico per urlare contro tutti gli uomini che si sentono autorizzati ad abusare del loro potere". L'imprenditore si difende: "E' stata una trappola"
ALESSANDRIA - Anche il collettivo alessandrino di 'Non una di meno' ha voluto dire la propria sul caso del videomaker alessandrino "con la fissa del pelo", beccato dal programma 'Le Iene' proprio nel bel mezzo di un chiaro approccio sessuale nei confronti della ragazza che, d'accordo con gli autori del programma, si era presentata nell'ufficio alessandrino del sedicente produttore per un colloquio di lavoro. Di seguito il comunicato diramato agli organi di stampa:
Il produttore protagonista del servizio andato in onda domenica sera, durante la trasmissione “Le Iene” su Italia1 si chiama Giuseppe Mercuri ed è il responsabile della webTV alessandrina Aries TV. Non scriviamo il suo nome per montare un'accusa personale nei suoi confronti, ma perchè in questo ultimo anno Non Una Di Meno, anche ad Alessandria, ha fatto sua ogni forma di lotta e contrasto alla violenza di genere. Uno dei nostri strumenti, dunque, è quello di non essere reticenti e di non fare omissioni, di non lasciare parole “non dette”.

Nelle stesse settimane che hanno portato allo scoperto le dinamiche di relazione tra sesso e potere che pervadono la più grande industria culturale dei nostri tempi, il caso sollevato dalla trasmissione di Italia1 ci ha portato a riflettere, di nuovo, su una serie di elementi culturali e comuni a queste vicende.

Cambiano i nomi e le coordinate geografiche. Da Hollywood ad Alessandria c'è anche una differenza abissale delle promesse o prospettive di carriera su cui si fa leva. A guardare bene, però, Harvey Weinstein, l'imprenditore alessandrino e molti altri figli, ancora senza nome, di questa società machista e patriarcale una cosa in comune ce l'hanno: il modo di agire. Da una parte della scrivania c'è un uomo che sfrutta la sua posizione di potere per ottenere prestazioni sessuali, dall'altra c'è una donna entrata in un ufficio come candidata ad un posto di lavoro che finisce per uscirne umiliata da quelle proposte o, peggio, vittima di una violenza sessuale.

Sappiamo molto bene da che parte stare, sempre. Indipendentemente dal tipo di annuncio di lavoro, dalla scaltrezza o dall'ingenuità di chi a quell'annuncio risponde.

Sappiamo anche molto bene che ci troviamo ancora di fronte alla punta di un iceberg, alla forma più disgustosa e scioccante della violenza di genere che, quotidianamente, si consuma nei luoghi di lavoro.

Crediamo che violenza sia anche dover mentire sulla propria situazione abitativa e sentimentale, dover discutere in fase di colloquio dei propri progetti di vita privata e della volontà o meno di diventare madri.

Crediamo che avere un salario inferiore a quello del collega uomo che ricopre la stessa posizione in azienda sia umiliante quanto una mano sulla coscia.

Crediamo anche che rispondere ad un annuncio di lavoro come hostess, presentatrice televisiva, fotomodella o attrice non significhi rendersi più disponibili di altre a scendere a compromessi. Sui nostri corpi decidiamo noi, anche quando si tratta di utilizzare la propria immagine per guadagnare uno stipendio.

Non puntiamo il dito contro Giuseppe Mercuri. La nostra voce, oggi, si leva chiara al di sopra di ogni linciaggio mediatico per urlare contro tutti gli uomini che si sentono autorizzati ad abusare del loro potere nei confronti di un'altra persona sulla base del suo genere.

Alziamo la voce per dire a tutte le donne che se quelle che denunciano le molestie sul lavoro “sono bastarde”, allora siamo tutte bastarde. Nessuna, in quegli uffici, verrà più lasciata sola.
 
Giuseppe Mercuri non vuol sentire parlare di sessismo o di abuso della sua posizione dominante come  professionista e come uomo: “Ho ideato cinque anni fa un talk show per sensibilizzare sul problema della violenza contro le donne”, ricorda puntando il dito contro Le Iene, rei di aver montato ad arte quella che chiama una vera e propria trappola. Mentre ci racconta la sua versione della storia squilla il telefono per disdire l’ennesimo lavoro. “Mi hanno rovinato la reputazione”, conclude con gli occhi lucidi, “alla mia età, ormai…”. Per Mercuri la ragazza che lo aveva contattato via email all’inizio di novembre ha fatto di tutto per dimostrare di essere “disposta a tutto”. Ovviamente è la sua versione dei fatti: “Hanno montato i discorsi in modo tendenzioso. Prendete la storia delle donne tutte bastarde”. Già, prediamola. “Il ragionamento generale è che chi si concede volontariamente per uno scopo e poi denuncia lo fa in modo vigliacco”. I consigli sulla cura del corpo? “In questo campo è normale parlare di trucco eccessivo, dress code adeguato, pose da assumere o anche prescrizioni specifiche. I videobook si fanno poco vestiti, è la prassi”.

La “trappola” sarebbe scattata a casa di lei, che lo avrebbe invitato per un caffè: “Faceva molto caldo e mi sono tolto solo la giacca”, dice, “Poi si è presentata già molto svestita… non ho avuto il tempo materiale per andar via da una situazione troppo ambigua, è uscito subito l’inviato della trasmissione”.

Nella sua versione dei fatti sembrerebbe che l’unica leggerezza fosse stata quella di accettare l’invito da una ragazza sola, conosciuta qualche settimana prima e che nei rapporti di lavoro ("sono nel campo da vent'anni, di ragazze ne ho viste passare, alcune si sono proposte, ma le ho sempre cacciate" - si esprimesse in modo molto schietto ed amichevole tale che potesse essere frainteso.

Ad oggi nessuna ragazza ha mai sporto denuncia per comportamenti impropri, né lui a Le Iene: “I miei avvocati stanno valutando, decideremo come poter difendere la mia onorabilità di professionista, di persona, di padre e di nonno”.

 

20/12/2017
Versione stampabile   Invia articolo a un amico   Scrivi alla redazione


 
blog comments powered by Disqus



La Barbera Incontra 2018 - Tre giorni di Musica, spettacolo, dibattiti e divertimento
La Barbera Incontra 2018 - Tre giorni di Musica, spettacolo, dibattiti e divertimento
Passodopopasso Attraverso i miei occhi - Un aiuto per Karoona
Passodopopasso Attraverso i miei occhi - Un aiuto per Karoona
Arturo Brachetti incontra Osvaldo Guerrieri per l'anteprima di Passepartout Festival
Arturo Brachetti incontra Osvaldo Guerrieri per l'anteprima di Passepartout Festival
La Barbera Incontra 15-16-17 giugno 2018 San Damiano d'Asti
La Barbera Incontra 15-16-17 giugno 2018 San Damiano d'Asti
L’originale Consorzio "Gli Ambulanti di Forte dei Marmi" ad Arquata Scrivia domenica 10 giugno
L’originale Consorzio "Gli Ambulanti di Forte dei Marmi" ad Arquata Scrivia domenica 10 giugno
L’originale Consorzio "Gli Ambulanti di Forte dei Marmi" a Valenza domenica 17 giugno
L’originale Consorzio "Gli Ambulanti di Forte dei Marmi" a Valenza domenica 17 giugno