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Opinioni

Opportunità in transito

La recente notizia del varo del piano industriale di Amag Mobilità e la contestuale conferma di un suo buon andamento economico rivela quanto felice sia stata la politica della passata amministrazione comunale sul delicato tema delle società partecipate

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OPINIONI - La recente notizia del varo del piano industriale di Amag Mobilità e la contestuale conferma di un suo buon andamento economico rivela quanto felice sia stata la politica della passata Amministrazione Comunale sul delicato tema delle società partecipate.

Non solo non era scontata la riuscita dell’operazione di salvataggio e di rilancio di quello che è diventato il sistema Amag, ma non era nemmeno scontato che la nuova Amag Mobilità a maggioranza privata divenisse da subito così promettente e potesse incoraggiare politiche della mobilità sostenibile al varo del suo primo vero piano industriale.

Attualmente la situazione partecipate e aziende di servizi ai cittadini di Alessandria è normale, come normalmente provinciale appare la lentezza con cui si ragiona su un nuovo sistema di mobilità che riduca drasticamente l’uso del mezzo privato a vantaggio di mobilità dolce e trasporto pubblico.

In verità la normalità è stata determinata dal risanamento della città derubricato erroneamente a cronaca passata nell’inconscio collettivo urbano e più gravemente nelle amministrazioni politiche dal livello comunale al livello regionale.

A proposito di Amag Mobilità un breve ripasso di come sia fallita Atm e come siano andate le cose nel periodo precedente al nuovo corso amministrativo è utile e doveroso, non solo perché è giusto che vengano ricordati i motivi per cui il capoluogo ha di nuovo un servizio di trasporto dignitoso e, conseguentemente, la possibilità di attuare una politica della mobilità sostenibile, ma perché da questa storia si imparano due concetti fondamentali: il primo è che il partenariato pubblico-privato nella gestione del trasporto pubblico è uno strumento efficace ed efficiente che non penalizza i lavoratori e il servizio sociale ed il secondo è la lezione che impartisce l’analisi del ragioni del fallimento di Atm e delle politiche di mobilità non aventi il trasporto pubblico come asse portante.

Già con la chiusura 2011 Atm evidenziava un debito di 29 milioni di euro, per due terzi crediti verso il Comune le cui condizioni economiche si rivelarono, poco tempo dopo, in tutta la loro tragicità. L’Amministrazione comunale di allora ipotizzò la messa a gara dei servizi tpl, parcheggi e disabili unitariamente alla ricerca di un partner privato, sembrava che addirittura la Atm milanese potesse assorbire quella alessandrina, ma nulla avvenne e nessuna azione venne intrapresa tanto che l’amministrazione Rossa si prese in carico la gestione di un Comune fallito e  con delle partecipate con conti economici tali che nel triennio successivo non poté portare a soluzione diversa della consegna dei libri in Tribunale.

Con coraggio e in sinergia con la direttiva europea l’Amministrazione Rossa “decise di avvalersi dello strumento della gara dopo aver presentato in Consiglio Comunale un programma triennale dei trasporti pubblici ed elaborando un piano industriale che ha consentito il mantenimento di un equilibrio economico-finanziario ancorché Atm fosse in condizione di liquidazione e fallimento (Giorgio Abonante)”.

Attraverso una selezione di evidenza pubblica è stato individuato un partner privato che ha consentito al gruppo Amag di partecipare e risultare aggiudicatario dell’asta pubblica indetta dall’Ufficio Giudiziario della fallita Atm.

Sono stati salvaguardati i posti di lavoro e l’inserimento di un forte socio privato ha consentito gli investimenti che la risorsa pubblica non consentiva per la crisi finanziaria dell’Ente e che comunque, vista la gravità della situazione, sarebbero stati impegnativi anche in condizioni normali; il socio privato, inoltre, ha introdotto un imprinting manageriale nella gestione dell’azienda, imprinting la cui assenza, per molte ragioni anche esterne all’azienda, è stata concausa importante della sua crisi.

Qualunque altra soluzione non avrebbe consentito il mantenimento del livello occupazionale e/o non avrebbe consentito in così pochi anni l’attuale livello di servizio.

Resta a questo punto un interrogativo non polemico ma oggettivo su cosa voglia fare l’Amministrazione attuale della città: se ne abbia una visione di tranquilla cittadina di provincia oppure se intenda darle un futuro di polo attrattore in ambito economico e sociale quindi anche in ambito politico. Per importanza politica si intende un territorio in grado di condizionare le scelte dei decisori politici di ordine superiore, quindi Regioni quando si parla di distribuzione di risorse e Stato quando si parla di infrastrutturazione e progetti di lungo periodo.

Per esempio è’ stata anche la debolezza politica a determinare la progressiva contrazione della logistica alessandrina a vantaggio di quella novarese: se l’allora amministrazione comunale in sinergia con le realtà economiche locali non avesse sottovalutato l’opportunità della presenza di Railion (l’allora partecipata cargo di Deutsche Bahn) ad Alessandria Smistamento e parallelamente non avesse trascurato Autozug e Autoslaap (treni con auto al seguito tedeschi e olandesi) ad Alessandria Centrale forse il corso delle cose per il comparto ferroviario e logistico alessandrino sarebbe stato molto diverso.

Amag Mobilità ora rappresenta una opportunità enorme e potrebbe essere la assoluta protagonista di una nuova politica della mobilità sostenibile e di un coraggioso piano di riduzione del traffico privato aumentando le aree a traffico limitato e concordando un aumento delle frequenze del mezzo pubblico sul centro cittadino ottenendo quel salotto commerciale che naturalmente è l’area centrale alessandrina, risollevando, quindi, un comparto che, nel piangersi addosso, promuove talvolta politiche di apertura al traffico totalmente sbagliate e perniciose per la vivibilità delle aree centrali e per la loro fruizione favorendo l’emorragia di attività invece di promuoverne nuove e consolidare quelle esistenti, eccellenza e patrimonio del territorio.

Da parte di una Amministrazione comunale politiche aggressive di disincentivo all’uso del mezzo privato possono comprensibilmente essere attuate solo a inizio mandato e in sinergia con una forte azienda di trasporto pubblico, proprio la situazione in cui si trova ora Alessandria, città che sta rivelando una nuova vivacità anche culturale e prospettive potenzialmente molto interessanti come il rilancio della Cittadella e il dinamismo dell’Università del Piemonte Orientale.

Recentemente sono stati discussi molti temi ed anche in Consiglio Comunale il dibattito si è più volte acceso sul tema opportunità in transito.

Indipendentemente dalla non causalità dell’apertura di tutte queste opportunità, segno che la semina fatta dopo la bonifica fra 2015 e il 2017 è stata buona, occorre cominciare a coglierle con la collaborazione di tutte le energie positive del territorio anche superando, specie ma non solo nel confronto con gli organi decisori superiori, alcune differenze politiche.

4/05/2018
Angelo Marinoni - Redazione Appunti Alessandrini - redazione@alessandrianews.it
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