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Opinioni

Ma chi sono davvero i giornalisti?

Una studentessa del liceo Amaldi di Novi Ligure ha osservato il lavoro della nostra redazione per una settimana, provando a capire "chi sono davvero i giornalisti"
NOVI LIGURE – Una studentessa del liceo Amaldi di Novi Ligure ha osservato il lavoro della nostra redazione per una settimana, provando a capire "chi sono davvero i giornalisti".

Giornalista è colui che lavora nel campo dell’informazione e nel settore del giornalismo, con lo scopo di scoprire, analizzare e scegliere notizie per poi diffonderle. Detto in modo più formale è quella persona che cerca di tenere sempre aggiornata tutta quella popolazione che vive di fatti, raccontandoli in un italiano più corretto di quello che si usa nel parlato abituale.

E il giornale allora? Voi direte che è una raccolta di fogli di carta con un po’ di inchiostro sopra. Sì certo, è anche questo, ma non vi avvicinate neanche lontanamente a una sua descrizione per così dire completa. Immaginiamo per un istante che nel mondo non esistano quotidiani, di nessun tipo, rimarrebbe solamente internet, nel nostro smartphone o nel portatile: nulla da dire, se non che quelle milioni di persone che hanno difficoltà economiche, problemi di natura famigliare e sociale, il cui ultimo pensiero è sicuramente quello di procurarsi l’ultimo modem wifi con la fibra che ti permette di andare alla velocità di Valentino Rossi nella finale dei mondiali, come possono essere aggiornate su quello che succede e non succede? Ecco qua che i giornalisti ci vengono in soccorso e non ci fanno fare ipotesi strane.

La vita di questo tipo di scrittore si articola in varie fasi, ma possiamo dire con certezza che ogni sua situazione, si basi prevalentemente sul suo lavoro, perché dopo essersi posto domande per tanto tempo, per lo più tende a cercare solo risposte. Ciò che è scritto su un settimanale è la prova concreta di quello che accade al giornalista ogni sette giorni. Sicuramente i sentimenti non mancano, infatti per ogni giorno ben distinto si delineano varie emozioni: allegria, frustrazione, rabbia. Anche la redazione sembra cambiare radicalmente; infatti mano a mano che i giorni passano e l’uscita del settimanale si avvicina si riesce a percepire un crescendo di pressione: i titoli che non sono nella misura prestabilita, fogli di carta sparsi ovunque pieni di correzioni in penna rossa, il telefono che squilla, il ticchettio del mouse che risuona di continuo, la collaborazione tra colleghi e talvolta anche tanti battibecchi, la ventola del riscaldamento che non lascia spazio al silenzio e tante altre piccole distrazioni.

Non è tutto rosa e fiori, infatti molto spesso questo mestiere può essere messo alle strette, un po’ come succede agli arbitri: se sei una persona molto permalosa, che se la prende alla prima brutta parola che gli viene attribuita, puoi accomodarti nell’angolo di chi cerca una nuova occupazione. Il ruolo del giornalista viene definito dal blog “la crepa nel muro” come letteratura quotidiana, priva di principi, che isola completamente il pensiero degli uomini dalla loro individualità, di modo che la coscienza reale cessi di partecipare al loro pensiero. Accusa pesante, ma che sicuramente non ha fatto perdere la voglia di scrivere a chi ama davvero questo lavoro.

All’interno di questa grande corporazione possiamo riconoscere, però, anche tanti ruoli per il quale, il giornale, non potrebbe fare a meno: direttore e vicedirettore, per l’organizzazione generale, la grafica, responsabile della linea grafica di una testata, segreteria di redazione o centralinista, che si occupa della parte amministrativa, il caporedattore, gli inviati e il caposervizio. Un’iniziativa che ormai si vede sempre più spesso, è la presenza di stagisti provenienti da scuole di vari indirizzi che per alcuni periodi assistono gli impiegati per imparare il mestiere.

Non tutti sono portati per questo tipo di occupazione, perché sono necessari certi requisiti che non sempre si possono apprendere tra i banchi di scuola, quindi se qualcuno riesce a fornire informazioni che riguardano ciò che ci sta intorno quotidianamente, non è cosa da poco e sicuramente dovrebbe essere un pensiero che passa per la mente di ognuno ogni qualvolta che si prende quel pezzo di carta in mano.
Se questa mansione non dovesse essere apprezzata da chiunque per il suo fine ultimo, sappiate che la realtà è fatta da tante menzogne mascherate da un fascino di verità che mostra i fatti più convenienti in situazioni particolari.
9/02/2017
Martina Serafin - novionline@novionline.net
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