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Alessandria

Insetti, cibo del futuro? Apre la prima Bugsfarm in provincia, ma per mangiarli si deve aspettare

A Casalnoceto ha aperto la prima bugsfarm per produzione di farina per allevamento. Gli insetti nel piatto sono ancora un mezzo tabù. Non chiedetelo al re del bollito, Beppe Sardi. Li abbiamo provati, e non sono poi così male
ALESSANDRIA - Il primo gennaio 2018 è entrato in vigore il nuovo regolamento Ue sui “novel food” che permette di riconoscere gli insetti interi sia come nuovi alimenti che come prodotti tradizionali da paesi terzi, aprendo di fatto alla loro produzione e vendita anche in Italia. In Italia mancano ancora i decreti sulle regole sanitarie e sui controlli che spettano sempre all’Asl.

Di fatto gli allevamenti di insetti per uso alimentare sono ancora sperimentali, forse anche perché nel paese del buon cibo aprire ad un bel piatto di larve è ancora difficile da digerire. In tutti i sensi. Coldiretti aveva commissionato uno studio dall’Universdità del Gusto di Pollenzo ed aveva scoperto che ancora il 54% degli italiani è contratio a diventare insettivori, perché contrario alla cultura alimentare di casa nostra. Maggiore disponibilità si è, invece, riscontrata al consumo di prodotti che contengono insetti nel preparato (come ad esempio farina di grilli o pasta con farina di larve). L’associazione agricola è più preoccupoata che sulle tavole possano arrivare insetti di importazione dal Sud Est Asiatico, area del Mondo in cui si registrano fin troppo spesso casi di alimentazione non troppo controllata. Se ci fosse già il grillo made in Italy a chilometro zero forse sarebbe meglio, insomma. Quello che si sta cercando di fare, con molti problemi burocratici. 
Da Monselice (PD) i gemelli Bozzaotra ci hanno offerto una scorpacciata di insetti disidratati sotto sale per provare le loro specialità con le zampette: allevano bachi da seta, ma da anni si battono perché le norme europee siano attuate anche da noi e i cibi a base di insetti siano legali. "Manca il personale formato ai controlli e le regole su come allevare gli insetti". 

Così abbiamo provato il sapore del cibo del futuro. Superato lo schifo iniziale ecco una larva del bambù, poi una vespa e una cavalletta. Di cosa sanno? Così secchi e disidratati, in verità, non sanno di molto. Scrocchiano sotto i denti, ma se non ci avessero detto che sono alimenti altamenti proteici, non ce ne saremmo certo accorti. 

Antonio Bozzaotra: “In una scatoletta da 20 litri possono vivere 100 grilli, ognuno dei quali può deporre 100 uova al giorno. Un chilo di farina viene realizzata con 15 mila grilli. È un’allevamento più che bio e molto ecosostenibile. Non vengono mai a contatto con l’uomo o con contaminanti”.
Il re del bollito, lo chef Beppe Sardi, inorridisce al solo pensiero di cucinare degli insetti: “Spero di non farlo mai”, scherza, “Sono molto tradizionalista ai fornelli, persino con la cucina molecolare… assaggio tutto, ma quelle cose no. Sono stato in Thailandia: lì vendono gli scarafaggi sulle bancarelle, ma non ho nessuna curiosità nel provarle. Saranno pure il cibo del futuro, ma per fortuna non dovrò cucinarle”.
 
Al di là della dieta a base di cavallette, l’insetticoltura può essere utilizzata per creare mangimi animali e quindi abbattere i costi nel ciclo del biogas, molto presente tra aziende agricole della pianura padana. Il tema dell’insetticoltura e delle sue prospettive per le aziende agricole verrà trattato in un convegno a Mezzana Bigli (PV).

Nell’azienda Razza di San Carlo del marchese Brivio Sforza è stata creata una serra sperimentale per l’allevamento di insetti, una Bugsfarm in piena regola completa, ossia un sistema industriale per l’allevamento di insetti da destinare alla produzione di farina proteica. “Per gli impianti di biogas, ampiamente diffusi nella Pianura Padana, l’allevamento di insetti può costituire una fonte di reddito interessante” afferma Giuseppe Tresso, Presidente Esecutivo di BEF Biosystems che ha curato la ricerca e la coltura della mosca soldato, particolarmente adatta a questo scopo. 

4/02/2019
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