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Novi Ligure

"Aral e Srt, salute e legalità non hanno colore politico"

Il coordinatore del Pd di Novi Ligure Matteo Morando chiede di riportare la discussione sulla gestione dei rifiuti nell'alveo della correttezza: "Finora l'obiettivo è stato fare scandalo. Nessuno ha pensato a soluzioni per fare fronte alla situazione, affinché il nostro territorio non si ritrovi in emergenza"
NOVI LIGURE – Riceviamo e pubblichiamo da Matteo Morando, coordinatore del circolo Pd di Novi Ligure, a proposito dell’inchiesta sulla gestione dei rifiuti in provincia di Alessandria.

Interveniamo sulla notizia (vera) di un’indagine che la Procura di Brescia sta conducendo, su società del Nord, tra cui Aral (Azienda rifiuti alessandrina) nonché su quelle (false) generate da un contratto (esistente e legittimo) che la lega a Srt (società partecipata da 116 comuni dell’acquese, dell’ovadese, del tortonese e del novese).

La prima falsa notizia riguarda l’arresto (mai avvenuto) di Andrea Firpo e di Claudio Cattaneo, rispettivamente direttore generale e responsabile dell’ufficio tecnico di Srt. Firpo, invece di essere in carcere (come falsamente scritto), era alla commissione consiliare del 26 luglio scorso per rispondere alle domande dei consiglieri comunali di Novi. Naturalmente, qualora ci sia (o ci sarà) un’indagine a carico di uno o più rappresentanti di Srt, ogni valutazione potrà e dovrà essere fatta al termine della stessa e/o dell’eventuale procedimento e/o processo. Se emergerà che qualcuno ha sbagliato, costui dovrà pagare, sia che appartenga a quelli di cui si scrive sia a quelli che hanno scritto.

La seconda, tenta di coinvolgere il consigliere Pd Francesco Andronico sebbene i di lui certificati penali siano negativi. Chi, in consiglio comunale, ne ha invocato le dimissioni dovrebbe, come minimo, scusarsi.

La terza, frutto di alcuni Consiglieri Comunali, riferiva di tumori per le discariche Srt sebbene esse siano state visitate da costoro; non siano state oggetto di alcuno studio; siano autorizzate per il trattamento di rifiuti non pericolosi; siano controllate da Arpa. Il giorno in cui Arpa, Asl o altro ente qualificato lanceranno un allarme, saremo i primi a pretendere interventi drastici e pene severe. Però, appigliarsi alla “puzza” per diffondere il panico non è un comportamento scientifico: anche il sacchetto dell’umido che abbiamo in casa puzza ma nessuno si sogna di dire che è cancerogeno.

La quarta notizia, parla di sacchi di amianto in Strada della Mazzola. A tutela dei cittadini, presenteremo un esposto alla Procura per chiarire se si tratti di reato ambientale o di procurato allarme.

In questo marasma sfugge che eventuali difficoltà per Srt riguarderebbero Acqui, Ovada, Tortona e i comuni limitrofi. Nessuno ha voluto ammettere che il problema non è politico ma operativo (non a caso, Acqui, a giunta M5s dopo anni di centrodestra, conferisce nella discarica di Novi). L’obiettivo è fare scandalo. Nessuno pensa a soluzioni per far fronte alla ridotta attività di Aral; a quale bacino rivolgersi per proseguire il ciclo dei rifiuti; alle conseguenze economiche che subirà Srt senza il contratto Aral; al fatto che, per prevenire l’emergenza, Srt si è già rivolta ad Asti e Torino.

Nel rispetto dei 116 Comuni soci di (e serviti da) Srt, chiediamo a tutte le forze politiche, agli organi di stampa e ai cittadini di non diffondere notizie false ma di collaborare affinché il territorio di Acqui-Ovada-Novi-Tortona non debba affrontare alcuna emergenza rifiuti. Poiché salute e legalità sono, da sempre, temi in cima alla nostra lista, saremo lieti di lavorare per questi obiettivi al fianco di tutte (e ribadiamo, tutte) le realtà politiche e associative, consapevoli che le divisioni – che taluni cercano di creare – abbassano il livello di guardia e favoriscono il malaffare. Alla magistratura, come è giusto, va il nostro totale appoggio in quanto la sua azione tende a perseguire una verità e una giustizia oggettive, che non conoscono né sospetti né illazioni.
3/08/2017
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