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Lettere

Acqui Storia, critiche al libro che nega il valore degli Italiani a Cefalonia

Critiche per un libro che figura nella cinquina per il premio Acqui Storia. Le interpretazioni storiche non darebbero il giusto valore ai protagonisti dell'eccidio di Cefalonia e Corfù
LETTERE - Egregio Signor Direttore,
le scrivo in merito al libro della prof.a Elena Aga Rossi Cefalonia. La resistenza, l’eccidio, il mito inserito nella “cinquina” della sezione scientifica del “Premio Acqui Storia”. Ciò senza in alcun modo voler interferire con la giuria chiamata ad assegnare i premi. Però in sede di recensione più di un commentatore l’ha giudicato come il libro che “fa giustizia del mito resistenziale” della Divisione Acqui.

Come Associazione Nazionale Divisione Acqui – A.N.D.A., riteniamo che tale giudizio sia del tutto errato, anche perché sarebbe contraddittorio assegnare un premio istituito per testimoniare il valore della scelta dei soldati italiani a Corfù e Cefalonia ad un libro che negherebbe tale valore. La “vicenda Acqui”, infatti, rimane in modo oggettivo, per usare le parole di Sergio Mattarella, il fatto che segna “il ritorno delle Forze Armate alla democrazia”.

Peraltro riguardo al significato di “resistenza”, al numero dei caduti, all’ “uscita dal mito”, alla nobiltà della figura del gen. Gandin, alla “giustizia negata”, alla necessità di formare una memoria condivisa esaminati nel libro, l’A.N.D.A. è già uscita da ogni equivoco pubblicando di sua iniziativa i contributi di una dozzina dei maggiori storici contemporanei nel compendio storiografico a cura di Camillo Brezzi Né eroi, né martiri, ma soltanto soldati (Il Mulino, 2014), che purtroppo ha avuto minor buona stampa di altri saggi recenti.

Quanto, poi, all’altro spinoso argomento trattato dal libro della prof.a Aga Rossi, ossia il cosiddetto “caso Apollonio”, ci pare sia stato un passo falso considerare il gen. Renzo Apollonio come un “collaborazionista” tenendo conto delle testimonianze a suo sfavore e ignorando o disconoscendo quelle che invece ne valorizzano le iniziative.

Se si vuole sul serio, invece, costruire una memoria condivisa anche sulla complessa personalità del gen. Apollonio, auspichiamo un’indagine più approfondita, libera da interpretazioni ideologiche, che tenga conto di tutte le testimonianze e le documentazioni, magari in apposito convegno che, perché no, proprio la città di Acqui potrebbe ospitare.
29/08/2017
Arch. Tiziano Zanisi Consigliere A.N.D.A. - Delegato ai rapporti col “Premio Acqui Storia” - redazione@alessandrianews.it
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