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Alessandria

Rossa: "la scuola è il primo amore. Delusa dalla politica al ribasso di Cuttica"

Dal ritorno all'insegnamento al ruolo all'opposizione, dalla possibilità di future ricandidature fino al giudizio sui primi mesi della giunta Cuttica, ecco le riflessioni di Rita Rossa
ALESSANDRIA - L'anno scolastico è iniziato già da qualche mese, così come l'esperienza dell'amministrazione  guidata da Gianfranco Cuttica di Revigliasco. Abbiamo deciso d'incontrare l'ex sindaco Rita Rossa per farci raccontare il suo ritorno a scuola e raccogliere le sue impressioni sulla città vista questa volta dai banchi dell'opposizione. 

Com'è stato tornare a scuola dopo 12 anni?
E' stato un ritorno positivo ed entusiasmante. Il rapporto con i ragazzi e con la scuola mi piace, nonostante le problematiche che la stessa stia indubbiamente attraversando. Mi sono da subito rimessa a studiare perché un insegnante non si ferma mai: quest'anno mi è stata assegnata una cattedra di Italiano e Latino, anche se ho un'abilitazione anche per l'insegnamento della Storia. Sono impegnate in due classi al Plana e quattro al Saluzzo. 

I ragazzi le chiedono della sua esperienza precedente? Si interessano e discutono degli aspetti della città? 
Purtroppo non c'è tanto interesse quanto forse dovrebbe essercene. Da un lato noto che i ragazzi sono un po' distanti, o meglio è il mondo della politica e delle istituzioni che è distante da loro. Dall'altro però hanno passioni e sanno impegnarsi. Mi ha fatto piacere aiutarli recentemente nell'organizzazione della "Plana night", una sorta di ballo scolastico in stile un po' americano ma che i ragazzi hanno preparato da soli, dimostrando spirito d'iniziativa e capacità di organizzarsi con serietà e responsabilità. 

Avrebbe potuto insegnare nel polo intitolato a Eco, invece... 

Sull’intitolazione credo ci sia stata una mancanza di conoscenza delle cose. L’istituto dal 2001 è Saluzzo-Plana, si è di fatto costruito un unico istituto che è un polo umanistico importante di una città capoluogo e anche l’organico è unico fra i due plessi. Senza togliere nulla alla storia dei due istituti, intitolare il polo umanistico a una figura come quella di Umberto Eco sarebbe stato un bene anche per il bisogno di creare un’identità unitaria per questa nuova realtà, che conta 1600 allievi in totale. E' stata un'ccasione persa ma magari in futuro ci si arriverà. 

Cosa ne pensa della sperimentazione sul Liceo Classico in 4 anni?
Non nascondo che personalmente o ho avuto delle perplessità. È una scelta facoltativa ma così come è stata elaborato è stata sottratta alla contrattazione sindacale e a un iter parlamentare che potesse inserirla in una riforma più complessiva. In ogni caso il vosto è stato quasi unanime e anche io mi sono sentita ascoltata e ho potuto esprimere il mio pensiero in libertà. Dal giorno dopo la scelta ho lavorato comunque perché la sperimentazione possa andare a buon fine e sarà interessante vedere come andrà, considerando l'alto grado di interdisciplinarietà che questo esperimento porta con sé. .

Torniamo alla politica. Nessuna sirena da Roma? 

Ho preso molto seriamente il compito di consigliere di opposizione e penso il mio ruolo sia in città. Non ho chiesto nulla riguardo alle elezioni romane, anche se ovviamente resto a disposizione per eventuali necessità future.
Mi è rimasto un forte attaccamento ai valori di impegno civile, e mi sento più libera di praticare la politica nel mio nuovo ruolo con meno necessità di mediazione istituzionale. Non è diminuita la passione per ll’impegno politico anche se ovviamente devo dosare i miei interventi perché l'attività da consigliere non è sempre compatibile con l'insegnamento. Nonostante la legga consenta di ottenere permessi per partecipare a commissioni e attività che si svolgono al mattino, sarebbe un danno per la didattica con i ragazzi assentarmi di frequente. Diciamo che non posso dirmi contenta di com'è andata alle ultime elezioni, mi sono candidata per vincere e per proseguire un lavoro che ora sento a rischio, ma l'essere tornata a scuola è sicuramente un elemento positivo della vicenda. 

Qual è il suo giudizio sui primi mesi dell'Amministrazione Cuttica? 

Vedo dei cambiamenti di rotta rispetto a decisioni prese dalla precedente amministrazione, il che è legittimo ovviamente, ma mi pare che manchi un progetto vero per la città e ci sia in generale poca ambizione su quello che Alessandria possa diventare in futuro.  Il nostro capoluogo ha avuto problematiche grandi, determinate da una situazione che ha vissuto fra la crisi internazionale e scelte amministrative locali che non hanno certo aiutato in passato a prendere di petto questa crisi. Noi abbiamo risollevato la città pur a caro prezzo e lo abbiamo pagato in termini di consenso elettorale.
Al di là dei proclami da campagna elettorale i provvedimenti presentati sul piano economico dall'assessore al bilancio Cinzia Lumiera dimostrano che abbiamo lavorato bene, perché confermano in toto i nostri interventi. 
Mi sembra però che questa giunta stia abbassando la visuale e serva invece uno sguardo sull’orizzonte per dare respiro a certe scelte. .Un esempio  su tutti: il documento unico di programmazione: da lì si vede la marcia indietro e la poca chiarezza rispetto a tanti tema che avevamo posto al centro del rilancio di Alessandria, come il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, un lavoro importante che è stato lasciato cadere. 

In particolare le vostre critiche si sono concentrate recentemente sul tema della Cittadella... 
La Cittadella è lo specchio dell’insipienza rispetto all’ambizione di questa Giunta. È vero che avevamo facilità di progettazione con il Governo nazionale, ma senza la credibilità che siamo stati capaci di mettere in campo non non sarebbero arrivati i tanti fondi oggi disponibili. Purtroppo chi dovrebbe amministrarli oggi non sta dando finora buona prova di sé. Il primo milione era calendariazzato per il 2017 con progetti già determinati ma è andato perso e speriamo si possa recuperare in futuro. Nessuno mette in discussione il valore che può avere il recupero della chiesa di San Francesco e dell'ex Ospedale Militare, progetto che già l'ex assessore Vittoria Oneto aveva ben chiaro. Ma resta un progetto cittadino, dal respiro ridotto rispetto all'occasione di rilancio per la città in un contesto nazionale e internazionale che la Cittadella può rappresentare. La situazione ci preoccupa: anche io da sindaco avrei voluto utilizzare parte dei fondi regionali per rilanciare il teatro, ma fui convinta che solamente un grande investimento congiunto con i fondi ministeriali avrebbe potuto consentire alla fortezza un rilancio importante e in tempi ragionevoli, capace anche di attrarre fondi d'investimento privati. Oggi questo progetto sta sfumando e non escludo che la maggioranza punti a una vittoria sul piano nazionale per sperare di utilizzare anche i 25 milioni inizialmente destinati alla Cittadella magari per altro. 
29/01/2018
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