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Provincia

Si riparte da Grinding: a Cassine si torna in fabbrica, ma il piano aziendale non c'è

Luned' 3 riprendono le attività nell'ex stabilimento Imt-Tacchella, ora sotto la guida di Grinding Technology. Tanti gli interrogativi per i mesi a venire: "il piano aziendale non è stato presentato, la nuova dirigenza deve dare le necessarie garanzie a tutti i 60 dipendenti" dichiara Mirko Oliaro, segretario provinciale Fiom
PROVINCIA - Dopo mesi di sostanziale inattività, la produzione dello stabilimento ex Imt-Tacchella di Cassine sta per riprendere. I circa 60 dipendenti mantenuti in organico dal Grinding Technology, la new.co con sede a Piacenza - proprietà di una multinazionale taiwanese - che oltre a quello cassinese comprende gli stabilimenti di Riva presso Chieri e Casalecchio di Reno, potranno finalmente tornare in fabbrica. Una buona notizia che però nasconde ancora tanti interrogativi: il più grande riguarda il piano aziendale, inizialmente annunciato per la fine del gennaio e, di fatto, non ancora presentato. Ciò significa entrare a regime senza avere un sistema operativo che definisca strategie ed obiettivi.

Martedì 28 è stata indetta un'assemblea straordinaria per illustrare a coloro che non sono stati riassunti dalla nuova proprietà (al momento una ventina di lavoratori sui complessivi ottanta dipendenti Imt) le procedure necessarie per usufruire dell'indennità di disoccupazione (Naspi). “E' stata però anche l'occasione per parlare con i dipendenti che tra pochi giorni dovranno tornare a lavoro. - ha dichiarato Mirko Oliaro, segretario provinciale Fiom - Lunedì 3, finalmente, incontreremo l'amministratore delegato di Grinding Technology, dott. Livelli, insieme al futuro responsabile dello stabilimento cassinese, dott. Caligaris, coloro che dovranno guidare questa prima fase di avvio. Sarà l'occasione per avere chiarimenti su tutta una serie di punti rimasti ancora aperti”.

Di chiaro, in effetti, finora c'è ben poco. La cosa certa, è che dalla mezzanotte di oggi, venerdì 31, i lavoratori dello stabilimento cassinese diventeranno a tutti gli effetti dipendenti di Grinding Technology. Venerdì 7 aprile, inoltre, scadrà il termine della cassa intergrazione straordinaria concordata dalla procedura di commissariamento, “quindi la nuova proprietà dovrà attivarsi celermente per programmare la nuova cassa intergrazione prevista dagli accordi stipulati durante la trattatativa d'acquisto” spiega Oliaro. I circa 60 lavoratori neo assunti entreranno perciò in fabbrica “per fare quello che c'è. Noi siamo stati molto chiari; i lavoratori non possono rimetterci ulteriormente, sarà compito dell'azienda assegnare precise mansioni ad ognuno di loro”.

Intanto, negli ultimi tre mesi, quattro dei sessanta dipendenti selezionati a gennaio dalla nuova proprietà hanno scelto la via del licenziamento volontatio, lasciando così vacanti altrettanti posti di lavoro. Figure professionali che, presumibilmente, dovranno essere sostituite andando a ripescare alcuni 'fortunati' tra i circa venti dipendenti in esubero. “Questi profili mancanti devono essere rimpiazzati per forza di cose . Nell'incontro di lunedì con la nuova dirigenza parleremo anche di questo” ha sottolineato il segretario provinciale di Fiom-Cgil.

Un ciclo produttivo fermo da mesi con un piano strategico ancora ignoto, parecchi ordini del 2016 in stand-by e un organico da integrare che al momento non si sa bene come e dove collocare. L'impressione è che l'alba della nuova era 'Grinding' in quel di Cassine vada profilandosi tra contorni ancora molto incerti.
31/03/2017
Alessandro Francini - redazione@alessandrianews.it
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