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Cerco lavoro, parto?

Dall'Italia alla Svezia: "un'esperienza da fantascienza"

Trovare lavoro dopo appena due settimane di ricerca, avere servizi efficienti e a misura d'uomo, vivere in un contesto dove il rispetto della natura è un fenomeno tanto diffuso quanto scontato. Ecco il racconto, per noi un po' "futuristico", di chi ha scelto la Svezia per vivere un'esperienza di vita all'estero
CERCO LAVORO, PARTO? - Proseguiamo il nostro "viaggio" incontrando ragazzi della provincia che hanno deciso di passare un periodo della propria vita all'estero e, in qualche caso, di stabilirvisi definitivamente. Questa è la volta di Mauro e Ylenia, da alcuni mesi in Svezia e ancora indecisi su dove sarà il loro futuro. Ecco il loro racconto...

Perché avete deciso di fare questa nuova esperienza? 
Siamo due ragazzi di 29 e 31 anni e, avendo deciso di partire per un'esperienza lavorativa all’estero, abbiamo scelto uno dei paesi europei in cui ci è sembrato fosse meno presente lo spettro della crisi: la Svezia. Un caro amico che vive qui da tempo ci ha offerto supporto e consulenza per le prime questioni logistiche. Lui ormai è un vero esperto e gestisce perfino un sito internet per chi desidera tentare di trasfersi lì. 
 La nostra “avventura” alla volta di Stoccolma, la capitale del Paese, è cominciata così.
La principale molla che ci ha convinti a comprare il biglietto, chiudere le valigie e partire è stata la possibilità di metterci in gioco e di misurarci con una realtà nuova, dove sapevamo saremmo stati proiettati una volta giunti qui: è un’esperienza completamente diversa rispetto a quella di trovarsi a casa, con lingua e abitudini che non ci appartengono e un approccio alla vita differente e tutto da scoprire.

E‘ stato difficile trovare lavoro?

Sicuramente bisogna partire con un po’ di spirito d’adattamento e di coraggio. Conosciamo tutti il brutto momento che sta attraversando il nostro paese e avevamo bisogno di avere altre opportunità, sebbene questo volesse dire essere pronti a reinventarci e partire da zero. La fortuna è stata però dalla nostra parte e in poco tempo ci siamo trovati a fare il pizzaiolo e la cameriera nella stessa pizzeria italo-svedese il che ci ha permesso di calarci totalmente nella reale quotidianità svedese. La paga, per il tipo di lavoro che svolgiamo, non è per niente male e ci regala un potere d’acquisto che in Italia, a parità di lavoro, certamente non avremmo. In più c’è da considerare il fatto che non avevamo esperienza nel settore della ristorazione e questo non ci ha impedito di trovare lavoro in circa due settimane: è evidente quanto siano diverse le opportunità qui rispetto che ad Alessandria e, più in generale, in Italia.

Come vi state trovando dopo qualche mese di permanenza in Svezia?
La Svezia ha una cultura estremamente diversa dalla nostra, su quasi tutto quello che riguarda la quotidianità: una delle prime cose che ci hanno colpito, stupito e meravigliato è stato il rispetto per la natura e per l'arredo urbano che tutti dimostrano di avere. Qui non ci sono scritte sui muri e sui monumenti, le persone buttano tutta la spazzatura con la massima osservanza del riciclo e nessuno si azzarda a buttare qualcosa per tera, nulla di nulla, mai. In Svezia, per quello che abbiamo potuto osservare, lo Stato effettivamente "carica" i cittadini di tasse, ma poi devolve tutto il ricavato in infrastrutture e servizi che funzionano per il cittadino stesso: non c'è quartiere senza parchi giochi per i piccoli, piste ciclabili ovunque (e rispettate), mezzi di trasporto efficienti e puntuali, ovviamente non distrutti o scarabocchiati come in Italia. C’è però da dire che anche i cittadini svedesi danno il loro contributo “muovendo l’economia” e dimostrano di non temere il domani incerto. Da quello che abbiamo potuto constatare sono abituati a spendere lo stipendio alla ricerca di benessere per se stessi: hobby, divertimenti, uscite la sera e viaggi. Insomma, senza bisogno di ammazzare le persone di tasse l’economia può funzionare a gonfie vele. 



Perché scegliere Stoccolma?
Sebbene gli affitti siano molto cari e sia complesso trovare casa, Stoccolma ti fa presto capire perché si meriti di essere scelta: è una capitale europea davvero fatta su misura per le esigenze del cittadino, con ampi canali intorno ai quali si sviluppo la vita all'aria aperta d'estate e in grado di offrire comunque molti svaghi anche d’inverno. Ci sono aree verdi attrezzate per barbecue e pic-nic nei parchi cittadini, boschi nelle immediate vicinanze rispetto al centro città e questo concedersi passeggiate nel verde e qualche pausa pranzo sul mare a godersi un rilassante e caldo bagno di sole, magari spingendosi a fare qualche escursione nelle isole vicine che mantengono intatto il fascino dei paesini di pescatori di una volta. C’è da dire che non conosciamo ancora l'inverno svedese, ma dai presupposti e dalla personalità degli svedesi che abbiamo conosciuto siamo sicuri che questo paese possa essere bellissimo anche nei mesi più freddi.

Cosa rimpiangete di più dell'Italia? 
Non bisogna comunque dimenticare le proprie origini, anche se dell'Italia al momento, l'unica cosa che ci manca davvero sono le nostre famiglie e gli amici: qui non abbiamo modo di seguire assiduamente la situazione politica e sociale del nostro paese e, forse, questo tutto sommato è anche un bene perché è davvero avvilente essere continuamente tartassati di pessime notizie che riguardano la propria terra senza riuscire comunque a vedere una via d'uscita. Stoccolma è non solo una capitale europea, è anche una città in grado di darti mille stimoli: dalle gallerie d'arte agli eventi culturali e musicali, dallo sport (gli svedesi hanno una vera e propria cultura per lo sport, corrono e fanno footing a ogni ora) ai pic-nic nei parchi insieme ai tuoi colleghi a fine giornata. Qui stiamo davvero bene, ma questa situazione mette anche un po’ di rabbia quando pensiamo alla crisi italiana, sociale prima ancora che economica. Per non parlare di Alessandria, la nostra città.

Pensate di tornare in Italia o di trasferirvi definitivamente in Svezia? 
Noi abbiamo intrapreso quest'esperienza lo scorso giugno e siamo ancora in fase di scoperta assoluta di questa nuova realtà. Prendere la decisione definitiva di stabilirsi e costruirsi una vita lontano dai luoghi e dalle persone che ti hanno accompagnato nei tuoi primi 30 anni di vita non è cosa facile, pur pesando gli oggettivi vantaggi che abbiamo trovato in Svezia. Attualmente stiamo vivendo in un paese che “non ti spezza le gambe” ma che ti permette di goderti la vita come è giusto che sia e già questo basta per regalare un pò di sano ottimismo. Per ora cogliamo gli insegnamenti che questo percorso ci sta dando senza chiederci troppo dove ci porterà, consapevoli di aver scoperto un bellissimo posto non solo con occhi da turisti ma come persone coscienti che una realtà meno buia di quella in cui abbiamo vissuto finora esiste.
Mettersi a confronto con culture e mentalità diverse dalle proprie, arrivare in terra straniera e conoscere persone che qui ci sono nate e altre che per motivi simili o del tutto diversi dai nostri ci sono capitate, prendere la strada che va verso casa e sentirsi davvero una piccola parte mondo, vedere come giorno dopo giorno riesci a esprimerti sempre meglio in inglese: è riduttivo definire tutto questo solo "un'esperienza". Per noi è un percorso di crescita sia interiore che professionale e soltanto una scelta forte come quella di trasferirsi all’estero può dare tutto questo. Ci sentiamo quindi di consigliarlo a tutti coloro che ci hanno pensato almeno una volta. Scegliere di trasferirsi definitivamente all'estero però non è una cosa facile e per questo al momento ci sentiamo più propensi a tornare in Italia, anche se non subito".

11/09/2013
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