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Economia e lavoro

Il 13 sarà il numero magico del Grignolino?

Domenica torna la manifestazione curata da Slow Food Piemonte e dalla Condotta Slow Food del Monferrato Casalese e di Moncalvo. Le cantine coinvolte sono 24, anche fuori provincia. Una produzione complessiva di mezzo milione di bottiglie
ECONOMIA E LAVORO – Arriva l'edizione numero 13 della manifestazione 'Di Grignolino in Grignolino' che dopo una serie di anteprime fra Roma, Torino e Genova, è pronta ad andare in scena domenica 28 maggio. Quest'anno sono coinvolte 24 cantine in 14 Comuni a cavallo fra il Monferrato Casalese e l'Astigiano (le visite itineranti si fanno autonomamente) e non manca nemmeno un gioco di società che non può che chiamarsi 'Gioco del Grignolino'. La regia dell'evento che in tredici anni ha coinvolto almeno tremila persone che hanno consumato cinquantamila degustazioni è affidata a Slow Food Piemonte e alla Condotta Slow Food del Monferrato Casalese e di Moncalvo. La giornata del Grignolino si apre alle 10, e dura fino alle 19, al castello di Casale dove si paga l'iscrizione che costa 20 euro per i soci Slow Food, 30 euro per i non soci, e si ritirano portabicchiere, bicchiere, cartina, pass e il flyer con le regole del 'Gioco del Grignolino', gioco a quiz per misurare la conoscenza del vino e del territorio monferrino. È possibile iscriversi prima di domenica: per informazioni, scrivere a info@cantineanordovest.com oppure telefonare al 335 – 6365593. Il tour è a numero chiuso e il numero massimo di aderenti è quattrocento.

Chi sono i protagonisti del giorno del Grignolino? Accornero di Vignale, Angelini Vini di Ozzano, Gaudio Bricco Mondalino di Vignale, Marco Canato di Vignale, Cantine Valpane di Ozzano, Casalone di Lu, Castello di Gabiano, Castello di Uviglie di Rosignano, Dealessi di Lu, La Casaccia di Cellamonte, La Scamuzza di Vignale, Marco Botto di Sala, Mongetto di Vignale, Olivetta di Castelletto Merli, Oreste Buzio di Vignale, Saccoletto di Vignale, Tenuta la Tenaglia di Serralunga di Crea, Vicara di Rosignano, Tenuta Santa Caterina di Grazzano Badoglio, Sulin di Grazzano Badoglio, Cascina Montariolo di Alfiano Natta, Alemat di Ponzano Monferrato, Tenuta La Fiammenga di Cioccaro di Penango, Crealto di Alfiano Natta. “Credo sia semplice – osserva Ugo Bertana, fiduciario Slow Food del Monferrato – notare la trasversalità del gruppo, sia geografica, sia dimensionale e legata alla storicità. È un gruppo forte e coeso con cui è stato intrapreso un percorso di promozione dell'evento, del territorio e del vino”. Da alcune stime di massima, oggi la produzione complessiva di Grignolino si attesta su circa cinquecentomila bottiglie per un fatturato che si potrebbe ruotare sui quattro milioni di euro. La percentuale di invenduto resta molto bassa, mentre aumentano i mercati di nicchia anche all'estero.

Il mondo del Grignolino oggi può sfruttare opportunità di promozione come quella di Slow Food a sostegno di un “vino rosso, importante, strutturato, capace di competere con i grandi rossi italiani ed europei”. L'idea originale risale all'epoca della Condotta guidata da Augusto Lana che nel 2012 si era resa protagonista, con Maurizio Gily, della stesura del primo 'Manifesto del Capitolo del Grignolino storico'. Poi c'è il Consorzio delle colline del Monferrato casalese, nato per tutelare il Grignolino del Monferrato Casalese Doc, il Barbera del Monferrato Superiore Docg, il Rubino di Cantavenna Doc e il Gabiano Doc. I soci al momento sono 130, gli ettari tutelati circa 300. Il presidente è Domenico Ravizza, il vicepresidente è Claudio Coppo e il segretario Mirko Carzino. Il consiglio di amministrazione è composto da Mirko Carzino, Claudio Coppo, Franco Angelini, Beatrice Gaudio, Tina Sbarato, Giacomo Cattaneo Adorno, Paolo Angelino, Francesca Accornero. Tutte queste attività sul territorio provinciale sono sotto monitoraggio del gruppo di lavoro dedicato alla vitivinicoltura nato all'interno della Camera di Commercio e guidato da Carlo Ricagni. Uno dei fronti di attività è proprio quello del rapporto con i Consorzi di tutela per cercare di assicurare “la massima omogeneità di azione, forza e sostegno allo sviluppo”. Il progetto è stato promosso dalle tre organizzazioni professionali agricole di categoria.  
25/05/2017
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