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Economia e Lavoro

Costruttori: è crisi e non si vede la ripresa

Presentato il report annuale del Collegio Costruttori: crisi di liquidità, opere pubbliche ferme, ritardi nei pagamenti dalla pubblica amministrazione. Mutti e Tosi: “il settore non può vivere solo di opere di manutenzione”
ECONOMIA E LAVORO - “La drammaticità del momento che vivono molte imprese, i loro famigliari, i dipendenti, non ha bisogno di tanti dati illustrativi. Nel contempo è maturata l'impressione che facciano oramai parte di un 'lontano' passato anche avvenimenti pubblici divenuti completamente anacronistici rispetto al mondo reale”. Inizia così la presentazione del report annuale dell'Associazione Nazionale Costruttori Edili da parte del presidente della sede locale Roberto Mutti. Il report veniva presentato abitualmente nella prima settimana di agosto nell'ambito dell'assemblea pubblica del Collegio Costruttori ma quest'anno si è volutamente scelto di affrontare la presentazione in modo meno cerimonioso e più pragmatico, dato il difficile periodo che sta attraversando il settore delle costruzioni. Anche la rivista Costruttori di futuro, che esce in coincidenza della presentazione, riassume e tratta i temi di un collasso che appare di proporzioni storiche.

Sono tre i problemi che la classe politica e gli amministratori locali devono affrontare per consentire alle imprese del settore edile di “riprendere fiato”: il credito locale, i pagamenti delle imprese e la ripresa degli investimenti. Il presidente Mutti illustra la necessità di “riavviare l'accesso al credito su base territoriale a favore delle piccole imprese tramite la dotazione di un fondo provinciale di garanzia”. Il sistema dei pagamenti dei lavori pubblici da parte degli Enti locali definito dal decreto del Consiglio dei Ministri per i costruttori deve proseguire con celerità e peraltro, ricorda Mutti “entro il 5 luglio le amministrazioni dovevano pubblicare on line l'elenco dei pagamenti che si sono impegnate ad effettuare”. Per la ripresa degli investimenti l'ingegner Mutti ricorda che “gli Enti locali devono essere in grado di riprendere gli investimenti minimi per le manutenzioni e gli adeguamenti infrastrutturali. Su questo tema occorre intervenire per un allentamento del patto di stabilità selettivo. A livello locale è fondamentale che si attuino gli investimenti nelle grandi opere già programmati, a condizione che, ove possibile, si possa incentivare una forte ricaduta territoriale per le piccole imprese e per l’occupazione, come richiesto anche dalla Regione. Peraltro, la soppressione delle Province è, a parere nostro, un intervento demagogico e da giudicare negativamente per l’economia territoriale, non solo per i riferimenti che esse hanno sempre saputo garantire dal punto di vista amministrativo, quanto per la confusione nelle competenze che la soppressione potrà creare nella gestione degli interventi tipici sul territorio”.

“È innegabile che provvedimenti come l’ecobonus e l’incentivazione in favore delle ristrutturazioni, da poco riproposti normativamente, non possono che favorire, anche nel settore dell’edilizia, una ripresa del lavoro – dice ancora Mutti (foto a destra) - Ma occorre una seria volontà di apertura e incentivazione dell’accesso al credito, anche e soprattutto alle famiglie, per promuovere gli interventi di adeguamento e ammodernamento del patrimonio residenziale oramai richiesti espressamente anche dalle norme di settore”.

Nel dettaglio, il rapporto congiunturale sull'industria delle costruzioni ha presentato i numeri della crisi in provincia di Alessandria. Come illustra Romano Mutti dell'area giuridico-fiscale, dopo la crescita esponenziale dal 2002 al 2007 il settore registra decrementi costanti dal 2008: le imprese fallite e, in misura minore, liquidate, mostravano già i segni di crisi prima dell'attuale recessione. I fallimenti sono raddoppiati, da 17 a 34, dal 2011 al 2012 e il saldo tra nuove imprese e cessazioni, è negativo (-130 in un anno). Le imprese necessitano di credito e lamentano in particolare ritardi nei pagamenti da parte della pubblica amministrazione (soprattutto comuni e province) e difficoltà di rapporti col sistema bancario (in particolare l'inasprimento delle condizioni contrattuali dei finanziamenti in essere). Mutti rileva anche il crollo, dal 2011 all'anno successivo, degli appalti a livello regionale (-43%) e provinciale (-21%).

Marco Massone, dell'area relazioni industriali, illustra gli effetti della crisi sulle imprese e sugli addetti: “in un anno il 15 per cento in meno di lavoratori e di imprese attive, dal 2008 il calo è di oltre il 40 per cento”. La crisi di liquidità delle aziende ha costretto alle dimissioni i dipendenti che non percepivano più lo stipendio per poter accedere agli ammortizzatori sociali. La dinamica occupazionale del settore ha visto un netto calo dei contratti a tempo determinato part-time e dell'apprendistato “a causa delle difficoltà causate dslla riforma Fornero”.

Claudio Mazzetto, responsabile dell'area tecnica, espone i dati dei cosiddetti titoli abitativi nei comuni centri zona: i permessi di costruire si sono ridotti del 33 per cento, i lavori di manutenzione straordinaria (ad esempio il rifacimento dei pavimenti e degli interni) sono invece aumentati dell'85 per cento, così come i permessi di costruire relativi ad ampliamenti in deroga degli edifici residenziali (+50%). il 2012 ha fatto registrare, rispetto all'anno precedente, una riduzione del 24 per cento degli infortuni (-50 rispetto al 2008). Mazzetto termina presentando il progetto Vector, un prototipo di tecnologie di innovazione e sostenibilità ambientale tra cui il tetto fotovoltaico da installare su mezzi di cantiere e di trasporto, progettato e realizzato cal consorzio AlTech in collaborazione con Coldcar.

Stefano Ponzano, del servizio urbanistica, ha parlato del programma Ristruttura, presentato nei mesi scorsi: Ance Alessandria si propone, insieme ai partner che hanno aderito all’iniziativa, di assistere le imprese interessate allo sviluppo dei programmi di ristrutturazione e all’adeguamento tecnologico dei fabbricati.

In conclusione il presidente Roberto Mutti e il direttore Luigi Tosi (foto in alto a sinistra) sottolineano come non si veda, al momento, alcuna possibilità di ripresa del settore. “I lavori programmati e finanziati devono essere realizzati e le banche devono dare credito alle imprese – dicono Mutti e Tosi – le solo opere di manutenzione non possono sostenere un settore che da cinque anni peggiora. La crisi di liquidità deve essere affrontata al più presto, è quindi indispensabile un aiuto dagli istituti di credito”.


Sul sito di Ance Alessandria il report completo 2013
10/09/2013
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