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Novi Ligure

Cit e Val Borbera, “recuperati” chilometri e servizi

Mentre oggi si tiene un nuovo incontro per trovare l'accordo sui contratti di solidarietà al Cit, i sindacati “strappano” a Provincia e azienda 37 mila chilometri (e corse in più) sulle strade del comprensorio novese
NOVI LIGURE – Saranno ripristinate quasi totalmente le corse di Cit e Autolinee Val Borbera a partire da oggi, fino a fine anno. Un risultato che hanno portato a casa i sindacati dopo una lunga “contrattazione” con le aziende e la Provincia.
Da agosto, infatti, per consentire un risparmio sui costi, erano state sospese molte corse lungo le strade del novese, ridotte praticamente a due giornaliere, nella fascia mattutina e pomeridiana. “Dopo la garanzia della Regione di aver rimesso una parte dei fondi tagliati – spiega Paolo Grosso, Rsu Cit – abbiamo ottenuto un impegno da parte della Provincia di ripristinare 23 mila chilometri per Cit e 14 mila per le Autolinee Val Borbera. Sono chilometri che si traducono in un miglior servizio per gli utenti”.
I sindacati esprimono quindi “soddisfazione” per il risultato ottenuto, frutto di un piano elaborato nel dettaglio e presentato alle aziende ed agli uffici provinciali nel corso di una riunione la scorsa settimana. Di fatto, le corse tagliate ad agosto saranno praticamente ripristinate, “anche se questo non toglie che vada fatta un'analisi a più ampio respiro, anche in previsione dei tagli che potrebbero esserci nel 2014”.
La ripresa di un certo numero di corse potrebbe essere messa nuovamente in forse con gennaio 2014, “poichè sono in previsione nuovi tagli sul trasporto pubblico locale”.
Intanto, oggi, le parti sociali, per quanto riguarda Cit, si incontreranno nuovamente nella sede di Confapi, ad Alessandria, per tentare di raggiungere un accordo sull'applicazione dei contratti di solidarietà. “Non avevamo ricevuto sufficienti garanzie da parte di Cit sul piano industriale. Noi non ci siamo mai sottratti al confronto ed abbiamo fatto la nostra parte, ma se dobbiamo fare dei sacrifici, ci deve essere un obiettivo, un perché. Il piano industriale deve indicare cosa l'azienda vuole fare e quali obiettivi di sviluppo vuole perseguire – spiega Grosso – a nostro avviso ci sono i margini affinché l'azienda sopravviva e cresca. Ripeto, possiamo anche accettare un sacrificio, rinunciando a parte del salario, purchè ci sia un disegno complessivo di rilancio”.
10/09/2013
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