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Alessandria

“Wicked game": è possibile fare un patto col diavolo e uscire indenni?

Lo spettacolo propone una riflessione sulla malvagità dell’essere umano, una cattiveria che porta anche al piacere: infatti il protagonista si diverte a fare l’aguzzino quasi come fosse un personaggio in un gioco di ruolo. Sabato 13 aprile al Teatro Ambra il settimo appuntamento di 'Ambra Brama di Teatro'
ALESSANDRIA - Sabato 13 aprile alle 21 al Teatro Ambra si terrà il settimo appuntamento della XII edizione della stagione teatrale Ambra Brama di Teatro con lo spettacolo Wicked game (gioco malvagio), produzione Cani da Compagnia, scritto e diretto da Paolo Scepi con Fulvio Ferrari, Stefano Gilardone, Giovanni Pesce, Roberta Ponticello, Elisabetta Puppo e Paolo Scepi.

È possibile fare un patto col diavolo ed uscire indenni? Wicked game racconta di un uomo che guadagna una fortuna al gioco ma poi di colpo perde tutto. Quando scopre che è stato raggirato è troppo tardi. Tutto cambia il giorno in cui il diavolo si materializza con le sembianze di un uomo enigmatico che gli prospetta il riscatto. Cosa chiede in cambio? Tenere la bocca chiusa e non fare domande. Lui accetta: il suo compito è di sovrintendere al lavoro di tre individui che hanno il compito di portare dei pacchi e di ritornare con delle buste, il cui contenuto è sconosciuto.

I tre non hanno documenti, sono stranieri? Forse, sono sicuramente persone che sono sfuggite da un incubo per entrare in uno peggiore. Infatti, il barista, rinvigorito dal patto col diavolo, inizia un suo personalissimo gioco malvagio in cui si diverte a recitare la parte del malvagio fino in fondo, quasi volesse provare quanto i tre possano tollerare la sua cattiveria.

Ma questo gioco è divertente? Fino a che punto può spingersi con questo gioco malvagio? Fino a che punto può evitare di farsi delle domande? O meglio, fino a che punto può fare finta di ascoltare le risposte? Perché tutto è chiaro, dal giorno in cui ha siglato il patto. Arriva un giorno in cui la realtà si manifesta in tutta la sua crudità e allora deve compiere una scelta: da che parte stare.

Lo spettacolo intende proporre una riflessione sulla malvagità dell’essere umano, una cattiveria, per certi versi, che porta anche al piacere, infatti il protagonista si diverte a fare l’aguzzino quasi come fosse un personaggio in un gioco di ruolo. Altra riflessione è sugli incubi che alcuni esseri umani sono costretti a sopportare, sulle speranze che vengono disattese, sull’umiliazione a cui si sottopongono pur di tener viva un’esile speranza. Speranza che alla fine ci sarà, però il prezzo pagato sarà decisamente alto perché, come dice il protagonista, quello che hai fatto non si cancella.

Per rendere più efficace e disturbante la storia la scelta registica è stata quella di dare un taglio alla narrazione utilizzando registri quasi grotteschi, talvolta surreali, che volutamente stridono con il testo.

Alla rassegna contribuisce Alegas.

13/04/2019
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