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Società

"Sirene Operaie: la lotta di una è la lotta di tutte". Nostalgia e voglia di riscatto

L'iniziativa promossa dalla Cgil in occasione dell'8 marzo porta sulla scena lo spettacolo "Dita di Dama" con Laura Pozone. La storia è quella del lavoro femminile degli anni Settanta, della vita nelle fabbriche, delle lotte sindacali e delle conquiste
 SOCIETA' - Una interconnessione di tematiche, più che mai attuali: il lavoro, la figura della donna, le relazioni umane. Ma anche i valori, i diritti, le lotte e le conquiste. Una società, quella degli anni '70, gli anni di piombo da una parte e quella di oggi, del mondo del lavoro per le donne e soprattutto dei giovani in generale di oggi. Un'iniziativa che unisce “nostalgia e allo stesso tempo voglia di riscatto” è quella promossa dalla Cgil di Alessandria (Spi Cgil e Coordinamento Donne) per la festa dell'8 marzo. 

“Sirene Operai: la lotta di una è la lotta di tutte” è lo slogan scelto per riportare a vivere quegli anni di “conquiste” di diritti che oggi vengono sempre meno. Partendo dalla storia di Francesca e Maria, due diciottenni cresciute insieme nello stesso cortile della periferia romana: una sogna un futuro da veterinaria, l’altra di continuare a studiare. Ma sono i padri, a decidere per loro: una studierà legge, l’altra andrà in fabbrica. Siamo nel 1969, l’autunno caldo. Loro sono le protagoniste del libro di Chiara Ingrao “Dita di Dama” che è diventato uno spettacolo teatrale a cura di Laura Pozone e Massimiliano Loizzi in coproduzione con il Teatro della Cooperativa e Aporta Società cooperativa. Che sarà portato in scena l'8 marzo alle 21 all'Auditorium San Baudolino di via Bonardi 13 ad Alessandria.

“Le sirene erano quelle delle fabbriche, che nei piccoli paesi della provincia alessandrina, scandivano le giornate delle donne e delle famiglie: quella delle 7,30 del mattino, quando si portavano a scuola i figli e quella delle 17. Sono stati suoni che hanno accompagnato la vita di allora, il lavoro di allora, i diritti conquistati in quel tempo e che oggi vengono meno” sono state le parole di Antonella Albanese, segretaria provinciale Spi Cgil Alessandria. “Rievocare quei tempi, serve a dare nuova forza e valori alle generazioni di oggi che anche se in condizioni diverse vivono le anche loro paure e preoccupazioni come un tempo”. Il sindacato deve “stare vicino” ai giovani, aprire le porte, creare luoghi di aggregazione, ricreare “relazioni umane” che sono sempre più virtuali. “Insomma sembra assurdo ma è necessario tornare a guardare al passato, per ripartire. Non tanto quindi per rivendicare, ma per proporre”. Perché anche le ragazze e le giovani lavoratrici di oggi hanno voglia di riscatto: “ma la società e la politica di oggi hanno tolto loro il futuro, creando generazioni più fragili, dove le disuguaglianze che venivano combattute nelle lotte di allora (Anni '70) oggi non si riducono, ma aumentano e non sono terreno di condivisione e di battaglia” ha concluso Albanese.

Nello spettacolo, Maria vive da protagonista le lotte operaie del periodo, declinate nei rapporti con colleghi e colleghe, costellate dalle liti in famiglia o dai primi innamoramenti. Un periodo che Maria vive con leggerezza, nonostante tutto, e che porta a pensare come quella stagione non sia forse mai uscita dalla nostra storia e ne condizioni, in parte, anche quella attuale. Cambia il lavoro, ma non cambia l’aspirazione di ogni lavoratrice e lavoratore ad un futuro migliore.

“Per noi è importante trasmettere alla città alcuni valori che sono contenuti nel libro e anche nello spettacolo, valori che oggi si sono un po’ persi come quello della solidarietà, come quello dell’unità tra le lavoratrici e i lavoratori tutti, in questo caso specifico particolarmente per le donne” sono state le parole di Maria Iennaco, della segreteria della Camera di Lavoro di Alessandria.

Negli ultimi 40 anni in Italia molto è cambiato “e se negli anni Settanta a lavorare era solo una donna su tre, oggi a lavorare è quasi una donna su due anche se nonostante questo l’Italia si caratterizza per un tasso di occupazione femminile più basso della media europea (48,9% contro 62,4%). Si tratta del valore più basso dopo la Grecia”. Di sicuro i dati ci dicono che oggi ci sono molto più donne che lavorano, ma ancora ci sono molte difficoltà legate a vari aspetti: “domande che si spingono nella vita privata al momento del colloquio come l’intenzione di sposarsi o di fare figli, part time forzati o donne che al rientro dalla maternità vengono spostate di mansione che sarebbe vietato dalla legge, violenze e molestie nei luoghi di lavoro. In tutte queste difficoltà molto significherebbe la solidarietà e l’unità delle lavoratrici perché quando toccano una sola di noi è come se toccassero tutte” ha proseguito la Iennaco.

Un percorso per affrontare queste tematiche che la Cgil porta avanti da anni: “cerchiamo di fare corsi di formazione per i nostri delegati e le nostre delegate per fare contrattazione di genere nei luoghi di lavoro e provare a colmare i vuoti che lascia il nostro paese, cerchiamo di trasmettere gli stessi valori che abbiamo riscontrato nel libro e nello spettacolo, solidarietà e unità tra le lavoratrici per cercare di abbattere l’individualismo tra le persone”. E per l'8 marzo in un momento sociale, di spettacolo e cultura, ma anche di riflessione la figura della donna, “lavoratrice” torna al centro dell'attenzione con il monologo “Dita di Dama”, senza mai dimenticare che “quello che oggi non è capitato a me, potrebbe accadere però domani”.
4/03/2019
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