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Opinioni

Leggere sviluppa il cervello

Leggere non serve solo a imparare, a conoscere, ma anche a stare meglio con se stessi e con gli altri o addirittura a guarire. Sono sempre di più gli studi che mostrano come i libri siano fonte inesauribile di benessere, psicologico e non solo
OPINIONI - Diceva Jorge Luis Borgès: “Menino vanto gli altri delle pagine che hanno scritto. Il mio orgoglio sta in quelle che ho letto”. In Italia si legge poco, pochissimo: secondo gli ultimi dati Istat oltre metà degli italiani non prende in mano neppure un libro nell’arco di un anno, mentre nei Paesi stranieri le percentuali sono decisamente più elevate (legge il 61,4% degli spagnoli, il 70% dei francesi, il 72% degli statunitensi, l’82% dei tedeschi). Purtroppo il nostro Paese si perde qualcosa di prezioso snobbando i libri, non solo in termini di istruzione, ma anche di competenze, e di sviluppo della persona umana nella sua totalità.

Infatti leggere non serve solo a imparare, a conoscere, serve anche a stare meglio con se stessi e con gli altri o addirittura a guarire. Sono sempre di più gli studi che mostrano come i libri siano fonte inesauribile di benessere, psicologico e non solo: una ricerca dell’Università svedese di Göteborg, condotta di recente su un gruppo di donne con patologie che riducevano la loro capacità lavorativa, ha dimostrato, ad esempio, che la lettura di romanzi porta in breve tempo a stare meglio e anche a fare passi avanti notevoli nella riabilitazione. I ricercatori raccontano che la malattia aveva tolto la voglia di un buon libro perfino alle più assidue lettrici; poi, però, le donne hanno ricominciato a leggere, tutte hanno affermato di trovare sollievo nei libri e sono riuscite a tornare al lavoro prima del previsto.

Già Aristotele credeva che la letteratura potesse guarire le persone e gli antichi romani riconobbero l’esistenza di un rapporto tra medicina e lettura. Nel 1937, lo psichiatra W.C. Menninger iniziò a parlare di libro-terapia utilizzando la tecnica nel trattamento della malattia mentale. Negli Stati Uniti e in Inghilterra, la biblioterapia è più diffusa e sono molti gli studi internazionali che ne attestano la validità nel trattamento di vari disturbi psichici dell’età adulta ma anche evolutiva.

In Italia la psicologa Rosa Minimmo ha fondato circa dieci anni fa un sito web dedicato all’approfondimento e alla divulgazione della biblioterapia.“Rime di rapido effetto, per anima e cuore, che risolvono catastrofi sentimentali lievi e mediamente gravi. Salvo diversa prescrizione, si consiglia la somministrazione su più giorni in un dosaggio ben tollerabile (da 5 a 50 pagine). Se possibile, effettuare il trattamento con i piedi caldi e/o un gatto in grembo”. È questa l'inconsueta “prescrizione medica” contenuta nel libro Una piccola libreria a Parigi, cui protagonista è la Farmacia Letteraria di Jean Perdu, straordinario libraio che trova un libro-medicina per tutti.

Ma soprattutto chi legge romanzi diventa una persona migliore : comprende meglio il prossimo, diventa più compassionevole, tollerante e intuitivo. A sostenere questa tesi è un recente studio pubblicato sulla rivista Science e condotto da uno psicologo italiano, Emanuele Castano, alla New School for social research di New York. L’ipotesi da cui sono partiti i ricercatori è che il romanzo possa rappresentare una specie di allenamento alla comprensione delle emozioni degli altri, perché leggere un libro significa mettersi nei panni del protagonista e vivere con lui le sue avventure , fare esperienze che solitamente non si possono collezionare in una sola vita. E’ possibile insomma per un lettore “forte” diventare un esperto in “Teoria della mente”, cioè nella capacità di comprendere gli stati mentali, nostri e degli altri, e di metterli in relazione ai comportamenti.

Dallo svolgimento della ricerca è emerso che i volontari che avevano letto pagine di romanzi che fossero dei “classici” o avessero vinto premi letterari (considerabili quindi esempi di letteratura “alta”, come Il camaleonte di Cechov, le Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar, o il più recente Le correzioni di Jonathan Franzen) aveva ottenuto punteggi migliori nei test di teoria della mente (per esempio, riconoscere dagli occhi l’emozione provata) rispetto a chi aveva letto libri di saggistica oppure niente.

Non è merito della lingua utilizzata dagli scrittori “bravi” ma, come spiega Castano, "deve essere qualcosa che risiede nel modo in cui l’autore scrive e presenta i personaggi e le situazioni, in quello che dice e quello che invece lascia interpretare al lettore".

Devono quindi essere non solo libri, ma grandi libri, che richiedano una partecipazione attiva da parte del lettore, dipanando contraddizioni e rispondendo a domande sottintese; qui infatti troviamo personaggi che ci spiazzano, costringendoci in questo modo a vedere la realtà sotto altri punti di vista. Se invece fatti e persone risultano prevedibili, come accade spesso nei romanzi di scarsa qualità, il nostro coinvolgimento intellettuale e “creativo” è necessariamente minore e non ci abitua a cambiare prospettiva, a capire l’altro nei suoi sentimenti e motivazioni mettendoci nei suoi panni.

Ma la cosa più importante emersa dagli studi dei neuroscienziati è quella che le trasformazioni biologiche indotte dalla lettura sono permanenti: ricercatori della Emory University di Atlanta hanno riscontrato, utilizzando la risonanza magnetica, effetti persistenti della lettura sul cervello, dal momento che alcune reti neurali manifestavano un aumento significativo della connettività, in particolare tra i neuroni della corteccia temporale sinistra, specializzata nella comprensione del linguaggio, e neuroni della corteccia somatosensoriale, quella coinvolta nella creazione delle rappresentazioni sensoriali delle sensazioni fisiche e nel sistema di movimento. Questo suggerisce che il romanzo trasporti il lettore letteralmente “nel corpo” e nei panni dei personaggi di cui legge.

Noi lettori l’abbiamo sempre saputo: leggere non solo rende più istruiti, ma soprattutto più umani.
22/09/2015
Maria Grazia Caldirola - redazione@alessandrianews.it
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