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Ovada

Stazione di Ovada: a rischio la biglietteria

A distanza di poco più di un mese dall'inaugurazione della "rinnovata" stazione di Ovada, con un esborso di 4.5 milioni di euro da parte di Rfi, il servizio risulta a forte rischio

OVADA - I primi ad attivarsi sono stati i pendolari e membri del comitato "Difesa trasporti Valli Stura e Orba", che considerano la biglietteria come un servizio importante, un punto di riferimento per gli utenti in uno scalo altrimenti senza alcun presidio, visto che anche il bar è e resterà chiuso ancora per diversi mesi. Fatto sta che, a distanza di poco più di un mese dall'inaugurazione della "rinnovata" stazione di Ovada - a fronte di un esborso da parte di Rfi di 4.5 milioni di euro -, questo servizio è a forte rischio. «Abbiamo saputo che la dipendente andrà in pensione tra pochi mesi – dice Alessandra Rapetti, tra i componenti più attivi del comitato, che sta lavorando per trasformarsi in associazione -. Viene quindi naturale chiedersi che cosa succederà una volta che lei non ci sarà più. Sarà sostituita? O dovremo dire addio alla biglietteria?».

Secondo i dati di Rfi, che erano stati diffusi il mese scorso all’inaugurazione della stazione rinnovata, gli utenti che passano ogni anno dallo scalo ovadese sono 420 mila, non un’inezia. Ma, a quanto trapela, il volume d’affari della biglietteria non sarebbe stratosferico, complice un uso sempre più diffuso dei distributori automatici, delle app per i cellulari e degli acquisti on line sul sito di Trenitalia. Senza contare che lo sportello della stazione di Ovada, aperto da lunedì a venerdì dalle 6 alle 13,10, è l’unico in servizio su tutta la linea tra Acqui e Sampierdarena. Per ora, dalle Ferrovie, non sono arrivate notizie nette. «Confermiamo il pensionamento estivo, per il resto non è ancora stata fatta alcuna valutazione» spiegano. Tuttavia, tanto basta per allarmare non solo i pendolari ma anche il sindaco Paolo Lantero, che vuole chiedere alle Fs un incontro urgente: «La stazione è appena stata ristrutturata. Sarebbe anacronistico pensare di non avere più la biglietteria, direi quasi dispettoso. Noi avevamo già accettato, non senza mal di pancia, la riduzione d’orario al mattino, perché comprendevamo anche le esigenze dell’azienda, ma ci sono livelli di servizi sotto i quali non si può scendere. Non si può calibrare tutto sui numeri».

23/03/2019
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