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Cronaca

Rifiuti: aziende nel mirino per gestione illegale

Inchiesta del Corpo Forestale dello stato sulla gestione illegale dei rifuti: ditte di trasporto e centrali a biomasse nel mirino perchè utilizzavano spazzatura come biomassa. Diverse le aziende interessate nel tortonese e milanese per un giro da un milione di euro
CRONACA – L'ipotesi di reato è di traffico illecito di rifiuti, associazione a delinquere e truffa per una serie di ditte di trasporto e centrali a biomasse nella zona del tortonese e milanese. L'inchiesta del Corpo Forestale dello Stato è partita nell'ambito dell'operazione Triangolo, che ha portato alla scoperta di un traffico di rifiuti nelle cave della provincia. 
Dalle prime indiscrezioni emerge come ditte di trasporto consegnassero ad un impianto a biomasse del materiale non conforme. Insieme alla biomassa erano infatti nascosti anche rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata. Non si tratterebbe di rifiuti pericolosi, ma saranno i successivi accertamenti a fare luce sulla vicenda. Si tratta, in ogni caso, di materiale non idoneo a produrre energia “pulita”.
In queste ore gli uomini del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale di Alessandria del Corpo forestale dello Stato, stanno eseguendo perquisizioni presso ditte Alessandrine, su richiesta della Procura della Repubblica di Milano, sulla gestione dei materiali utilizzate come biomassa – combustibile solido secondario –vegetale.
Si tratterebbe di un giro da almeno un milione di euro. Il materiale trasportato veniva consegnato per una prima lavorazione ad un impianto del tortonese che, a sua volta, lo inviata ad una centrale in Lombardia. Dalle indagini viene evidenziata una illegale gestione di materiali, per generare energia rinnovabile, attraverso una fraudolenta operazione di recupero di rifiuti .
Il personale  del Corpo Forestale sta sottoponendo a sequestro la relativa documentazione (formulari, DDT, schede sistri, analisi chimiche, dischi cronotachigrafi , contratti di conferimento) ed eventuale materiale probatorio.
Agli indagati sono stati contestati il reato di traffico illecito di rifiuti, associazione per delinquere, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche per milioni di euro e falso.
(immagine d'archivio generica)
27/01/2016
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