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Ovada

Acqui - Genova: in arrivo un’estate meno ''calda''

Rispetto al tradizionale mese di stop per ragioni tecnico-operative o di risparmio economico, quest'anno è prevista l'interruzione per due settimane, con l'alternanza fra i treni nelle ore di punta e gli autobus

OVADA - Si prospetta un'estate meno "calda" per i pendolari della linea Acqui-Genova che, quest'anno dovranno fare i conti con la "solita" sostituzione fra i treni e gli autobus per due settimane anziché quattro. E' quanto emerge dal tavolo tecnico convocato dall'assessore ligure Giovanni Berrino, che lunedì scorso ha incontrato i rappresentanti del comitato Difesa trasporti delle Valli Stura e Orba ed il collega piemontese Francesco Balocco. Rispetto al tradizionale mese di stop per ragioni tecnico-operative o di risparmio economico (quest’anno i lavori del Terzo Valico costringeranno a dirottare qui alcuni treni), è prevista l'interruzione della tratta solo dal 16 al 29 agosto. E neppure in toto, dato che alcuni treni continueranno a circolare nelle ore di punta, proprio come si era deciso di fare nel 2018, anche se poi il crollo del ponte Morandi aveva vanificato ogni beneficio. E dei disagi nei collegamenti ancora legati alla tragedia pare si sia tenuto conto quest’anno, optando per un taglio più breve.

L’organizzazione pare non sarà diversa da quella del 2018: i treni potrebbero essere sei, tre da Ovada verso Genova e tre in senso opposto. Lo si vedrà nei prossimi mesi. Soddisfatto il presidente della Provincia di Alessandria, Gianfranco Baldi, che ha incontrato Berrino e Balocco prima del faccia a faccia coi viaggiatori. Agli assessori, Baldi ha elencato le richieste dei pendolari - dalla coppia di treni in aggiunta per colmare il vuoto orario del primo pomeriggio, risolvere il problema della frana di Mele e migliorare la qualità dei treni -, poi ribadite poco dopo dai rappresentanti del comitato Alessandra Rapetti, Paolo Trincheri e Simona Repetto. Non particolarmente incoraggianti le risposte, visto che "il costo per le nuove corse - dicono dal comitato - è stato quantificato in un milione e mezzo l'anno. Visto che le risorse non ci sono, l’unica strada sarebbe quella di rinunciare ad altre due corse, che per Regione ed Fs sono le meno frequentate, ossia quella delle 11,13 da Brignole, che pare si possa rimpiazzare con un bus solo fino a Ovada, e quella delle 12,17 da Acqui. Ma noi non possiamo prenderci la responsabilità di una scelta simile». Forse se la prenderanno direttamente Regione e Ferrovie, che per quanto riguarda la frana di Mele hanno stimato invece costi per 20 milioni: 12,5 per i lavori, 7 per sistemare la sottostazione elettrica di Acquasanta. Berrino e Balocco hanno annunciato di voler fare richiesta congiunta a Rfi per inserire l’intervento nella programmazione. 

16/04/2019
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