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Alessandria

“I quattro re Magi”: all'Acit Film Forum il film della regista Theresa von Eltz

Il film si concentra sulle vicende personali e collettive di quattro giovani (i “Re Magi” del titolo, a dispetto di tutto l’autentico dono che una società complessa e in crisi come quella moderna può farsi, per edificare il futuro) costretti a trascorrere le feste di Natale lontano dalle loro famiglie, nell’asettico e impersonale contesto di una clinica psichiatrica per adolescenti. Appuntamento lunedì 8 aprile a Cultura e Sviluppo


CINEMA - “L’idea del Natale nel reparto psichiatrico di una clinica giovanile non mi ha più lasciato in pace. Perché in un primo momento evento e luogo appaiono diametralmente opposti. Il Natale è quel momento dell’anno in cui tutto dovrebbe essere armonico e positivo, la festa della famiglia, delle luci, delle speranze, dei regali. Un reparto psichiatrico invece è la quintessenza della crisi, un posto in cui si va quando non sembra funzionare più niente, quando la famiglia ha fallito e il mondo è impazzito. Eppure mi sembra lampante che proprio lì, in un luogo dove tutti i mascheramenti cadono e la vita interiore esce allo scoperto, possa avere luogo un Natale che diventi un momento di vera speranza e bellezza, privo di qualsiasi artificiosità e false speranze”.

Così la giovane regista tedesca Theresa Von Eltz, al suo esordio nel 2015 con il lungometraggio I quattro Re Magi, opera vincitrice del premio Alice nelle città (sezione riservata ai giovani registi della Festa del Cinema di Roma), ora riproposta all’interno della rassegna Acit Film Forum 2019: Registe, in collaborazione con il Goethe Institut di Torino, ne racconta l’idea primigenia.

Il film si concentra sulle vicende personali e collettive di quattro giovani (i “Re Magi” del titolo, a dispetto di tutto l’autentico dono che una società complessa e in crisi come quella moderna può farsi, per edificare il futuro) costretti a trascorrere le feste di Natale lontano dalle loro famiglie, nell’asettico e impersonale contesto di una clinica psichiatrica per adolescenti. I motivi del loro temporaneo confino sono disparati: Alex (Paula Beer) deve quotidianamente fare i conti con una madre ansiosa e sofferente di attacchi di panico, da cui non riesce a distaccarsi; Lara (Jella Haase), esteriormente la più spregiudicata del gruppo, si scontra con i propri genitori, che il giorno del suo compleanno sembrano preoccuparsi soltanto dell’organizzazione della cena natalizia; Fedja (Moritz Leu), georgiano timido e introverso, è rimasto vittima di atti di bullismo a scuola; infine, Timo (Jannis Niewöhner), lotta violentemente con i propri sensi di colpa, con la rabbia nei confronti del padre.

In mezzo a loro il dottor Wolff (Clemens Schick), giovane terapeuta dai metodi piuttosto anticonvenzionali, che per aiutare i suoi ragazzi nel lento e doloroso processo di guarigione li dota di videocamera per interrogarsi reciprocamente sul significato del Natale, li porta a passeggiare e a correre, a sciogliere le tensioni nel bosco accanto alla clinica, accettando di mettersi - come tutti loro - in gioco.

Nel corso del tempo i quattro ragazzi imparano a specchiarsi l’uno nello sguardo dell’altro, a condividere ricordi, emozioni, momenti di crisi, a ri-conoscersi senza pregiudizi e barriere per quello che sono e per ciò che potranno diventare in futuro.

Il film esplora con occhio attento e vigile, con realismo non privo di speranza una difficile realtà generazionale e sociale, escludendo di proporre facili soluzioni ma aprendosi, invece, alla possibilità e alla bellezza della condivisione solidale di esperienze, vissuti, umanità.

"Ho una certa esperienza con il lavoro sociale e ho scoperto che molto spesso le famiglie mandano i figli con problemi comportamentali in una clinica, specie prima di Natale, perché vogliono festeggiare in famiglia senza stress», racconta la regista. “La maggior parte delle volte, il problema vissuto dalle persone con tali disturbi è la mancanza di fiducia e hanno bisogno di qualcuno che li aiuti a ritrovarla. Ho sviluppato la sceneggiatura in collaborazione con la scrittrice tedesca Esther Bernstorff, che ha avuto l'ispirazione per questa storia dopo aver incontrato uno psicologo specializzato in adolescenti. Ci siamo completate l'un l'altra molto bene; ha un talento per la creazione di personaggi e per esprimere le cose con uno stile particolare. La nostra sceneggiatura è stata nominata per il German Script Award”.

La von Eltz ha presentato il suo primo cortometraggio, Gecko, nella competizione cortometraggi della Berlinale, nel 2007. “Sognavo di essere una regista sin da bambina – ricorda - Sono cresciuta in una famiglia di cinque figli in campagna. Non ci era permesso guardare la televisione. Quando i nostri genitori uscivano la sera, cercavamo la chiave del mobile in cui mio padre teneva tutti i suoi film preferiti. Ho visto film come Don't Look Now di Nicolas Roeg quand'ero molto piccola. Quando un film diventava troppo spaventoso, mettevamo un po' di musica. All'età di 17 anni, provai ad entrare alla Scuola di Cinema di Monaco, ma fui respinta perché troppo giovane. Mi dissero che sarei andata bene ma che non avevo ancora alcuna esperienza di vita. Ho studiato Scienze Politiche e Storia all'università, e ho lavorato come video operatore per Le Vite Degli Altri di Florian Henckel von Donnersmarck, che mi ha suggerito di studiare cinema all'estero. Mandai le iscrizioni alle scuole di cinema di Monaco, Ludwigsburg e alla National Film & Television School di Beaconsfield, Regno Unito. Poiché fui ammessa a tutte, decisi di studiare per tre anni nel Regno Unito, dove i miei insegnanti sarebbero stati Stephen Frears e Ken Loach”. 
 
4 Könige (I quattro Re Magi) di Theresa von Eltz, sarà proiettato lunedì 8 aprile alle 21.15, nela sede dell'Associazione Cultura e Sviluppo (piazza De Andrè 76), nell’ambito della rassegna Acit Film Forum organizzata da Acit (Associazione Culturale Italo-Tedesca) di Alessandria e Goethe Institut di Torino, in collaborazione con Associazione Cultura e Sviluppo, AlessandriaNews, La Voce della Luna-Associazione di cultura cinematografica e umanistica. I commenti introduttivi ai film sono a cura dell’Associazione La Voce della Luna. Tutti i film sono in versione originale con sottotitoli in italiano. Ingresso libero fino a esaurimento posti.
 
7/04/2019
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Cultura e Sviluppo


 
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