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Alessandria

Un po' di rotaia nel futuro dei bus alessandrini?

Oggi il piano industriale del Gruppo Amag arriva in Consiglio comunale, ma senza la società della Mobilità perché esclusa a causa delle incertezze della gara per l'aggiudicazione della gara. E fra le manifestazioni di interesse c'è Busitalia (gruppo Fs)
ALESSANDRIA - Mentre i conti e il piano industriale del Gruppo Amag vanno questa sera all'esame del Consiglio comunale, c'è un capitolo della multiutility, sulla quale ha investito moltissimo la politica e la maggioranza di Palazzo Rosso (anche con alcune ragioni d'impresa), ancora tutto da scrivere. È quello di Amag Mobilità e di un trasporto pubblico dal futuro alquanto incerto, sia rispetto al servizio, sia all'occupazione. La società attualmente gestisce il ramo d’azienda relativo alla società Atm, in liquidazione, per la gestione del servizio di trasporto pubblico locale. Date le incertezze circa la gara per l’affidamento del servizio, Amag Mobilità è stata al momento esclusa dal business plan. “Il disegno per il settore dei trasporti – è il pensiero dell'amministrazione comunale più volte espresso da Giorgio Abonante, assessore alle Finanze – è mantenere un presidio territoriale, attirando partner che abbiano solidità economico-finanziaria e capacità per rilanciare il servizio. Se questo progetto andrà in porto lo vedremo a fine marzo quando scadranno i termini della gara indetta dal curatore fallimentare di Atm”. In ogni caso chi si aggiudicherà la gara per l’acquisizione della maggioranza per le questioni straordinarie dovrà trovare un accordo con l'amministrazione pubblica. Ma è proprio la mano libera lasciata in mano alla nuova proprietà con il 51 per cento che sta preoccupando. Infatti le garanzie messe in campo dal Comune di Alessandria e dal gruppo Amag con l'amministratore delegato Mauro Bressan, e condivise dalle organizzazioni sindacali di categoria, reggono ancora per qualche settimana. Ma non oltre la fine del mese. Quando, con il 28 marzo, arriverà il giorno della gara.

Dopo la raccolta delle manifestazioni di interesse e al termine del primo giro di incontri è scattata la seconda fase con l'invio delle lettere e di invito alla gara che devono contenere tutte le indicazioni tecniche e gli impegni economici. Se il valore si attesta oltre i quattro milioni e settecentomila euro cui si deve aggiungere un ulteriore mezzo milione di investimento minimo, il valore reale del business è maggiore. C'è l'aspetto immobiliare (rappresentato, per esempio, dal parcheggio di via Parma per il quale sarebbe pronto anche un progetto di parziale ristrutturazione e recupero degli spazi) e quello legato al trasporto pubblico di area vasta. Adesso le società interessate all'operazione hanno tempo fino al 15 marzo per rispondere. Poi arriverà la parola fine. Chi vincerà potrà farlo con una alleanza con Amag, oppure rilevando in modo autonomo la 'vecchia' Atm. L'unica certezze è che il 28 marzo i dipendenti dell'azienda di trasporto tornano in capo alla fallita Atm per avviare il passaggio, attraverso accordi individuali, alla nuova società. Il meccanismo è identico a quello seguito per il trasferimento dei lavoratori dall'Amiu ad Amag Ambiente, con il trf (trattamento di fine rapporto) che resta ancora nella vecchia azienda e la ridefinizione della contrattualizzazione di secondo livello. E senza dimenticare che la dotazione organica la decide la nuova proprietà. Le garanzie sull'occupazione assicurate da Amag e Comune di Alessandria a quel punto sono finite.

Chi potrebbe aggiudicarsi la gara? Le manifestazioni di interesse sono arrivate da Line di Pavia, Bus company di Saluzzo, Arfea di Alessandria, Gtt di Torino, Tper dell’Emilia Romagna (società a totale controllo pubblico (opera storicamente nelle province di Bologna e Ferrara e ha progressivamente espanso le acquisizioni societarie in aziende di trasporto di Rimini, Reggio Emilia, Modena e Piacenza) e Busitalia, società controllata dal Gruppo Ferrovie dello Stato che ha avviato una campagna di espansione nel settore del trasporto su gomma. A parte chi ha deciso di aderire ma sapendo di non avere la forza economica o l'interesse diretto di mercato, non manca chi invece potrebbe avere un serio interesse di business. Forse Tper, ma ancora di più Busitalia paiono le papabili. Però a quali condizioni? Con una alleanza alessandrina o con l'ingresso diretto, magari mettendo sul piatto risorse maggiori di quelle richieste? La politica locale pare accarezzare l'idea di una alleanza con la società che fa capo a Ferrovie, anche per cercare di concretizzare progetti paralleli di trasporto collegati alla rotaia. Il business è però business. E magari all'ultimo la rotta prevista potrebbe cambiare in modo repentino
2/03/2017
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