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Alessandria

Assemblea dei sindaci Amag: Alessandria vota sì. Si astengono gli altri comuni

Il Consiglio comunale ha votato ieri la modifica della Statuto di Amag, così da permettere di svolgere tutte le attività sotto lo stesso tetto: gas, rete idrica integrata e filiera rifiuti. Oggi il provvedimento è stato portato in assemblea straordinaria dei sindaci: il Comune di Alessandria ha votato a favore. Ma è stato l'unico....
 ALESSANDRIA -12:15 Assemblea dei sindaci: tutti i Comuni si astengono, tranne Alessandria

L'assemblea dei sindaci di Amag era stata convocata in seduta straordinaria per approvare la modifica dello Statuto dell'azienda (passato ieri in Consiglio comunale). La votazione ha visto il solo parere favorevole del Comune di Alessandria, detentore del 75% delle quote, mentre tutti gli altri Comuni soci si sono astenuti. A partire da Acqui Terme. La motivazione? "Non abbiamo ancora portato la delibera in Consiglio comunale. Quindi ci asteniamo". Ora l'assemblea proseguiva con i lavori ordinari della convocazione.

“Aprire una finestra”. Così è stata definita dal capogruppo del Partito Democratico, Giorgio Abonante, la modifica dello Statuto di Amag portata al voto in Consiglio comunale ieri, martedì 3 giugno, in vista dell'assemblea dei sindaci Amag convocata per questa mattina. La finestra si apre su un mondo nuovo per l'azienda e “prospetta delle possibilità di gestione di attività che prima Amag non aveva”. Infatti è proprio il cambiamento di alcuni specifici articoli dello Statuto a consentire che “l'ape regina” del nostro territorio possa svolgere tutte le attività che rientrano nella sfera gas, rete idrica integrata e – oggi anche - filiera dei rifiuti. “E un po' il pavimento su cui poggerà le fondamenta il nuovo assetto societario” ha chiarito il sindaco Rossa.
Una finestra.... “dalla quale facciamo un salto nel vuoto” secondo il presidente del Popolo della Libertà, Piercarlo Fabbio. Intanto l'ex sindaco considera questo secondo passo, successivo all'atto d'indirizzo votato solo pochi giorni fa in Consiglio comunale, “non un inizio di percorso, ma una decisione e un progetto che in realtà è già definitivo e che è già stato preso”. E poi elenca tutta una serie di aspetti e di questioni che stanno alla base del voto contrario del suo gruppo politico (appoggiato nel dire no anche dal resto dell'opposizione, Barosini per l'Udc e il Movimento 5 Stelle. Assente la Lega Nord e anche il Gruppo Misto di Raica). Secondo Fabbio, “non si è fatto altro che prendere lo scopo sociale di Amiu e buttarlo nello scopo sociale di Amag...e nemmeno facendolo troppo bene”. “Certi marchiani errori si sarebbero potuti evitare se le cose fossero state fatte meglio, con meno fretta”. Un punto a sfavore resta, quindi, la frettolosità dell'amministrazione nell'intraprendere questo percorso, sostenuta anche se in altri termini anche dal Movimento 5 Stelle, che non “boccia come eresia l'idea della Multiutility”, ma critica il “come si fa”, il metodo.

Poi c'è la questione del mercato: “il lavorare in house non ci permette di uscire nel mercato libero, ma di poter essere a servizio solo dei soci – commenta Fabbio – E' sicuramente difficile che il comune di Losanna decida di fare accordi con noi, ma comunque questa strada è preclusa”. Altra questione “problematica” sollevata dall'ex sindaco è quella che vede protagonisti i sindaci di comuni minori, soci di Amag. “La politica di area vasta, vista anche la prossima fine della Provincia, organismo intermediario, noi così facendo la stiamo polverizzando”. La critica arriva nell'atteggiamento tenuto dall'amministrazione comunale alessandrina nei confronti degli altri comuni: “150 comuni hanno appena cambiato amministrazione. I sindaci non potranno avere il tempo di confrontarsi su questa scelta né con la loro giunta, né con il proprio Consiglio comunale e tanto meno con i propri cittadini. Potranno solo prendere questa decisione come 'dogma'. Non iniziamo bene questo percorso di collaborazione e dialogo nella logica delle politiche di area vasta”.

“Non vuole essere una polemica – premette il capogruppo Abonante – Ma non mi sembra che i sindaci dei comuni minori fossero una vostra priorità quando nel 2007 avete cambiato i Patti Parasociali di Amag, rendendo il Comune di Alessandria il deus dell'azienda”. “E nemmeno quando stavate iniziando l'operazione con Iren – aggiunge Renzo Penna di Sel – mi sembra abbiate avuto tutta questa attenzione per i Comuni minori”.
A dare il colpo finale arriva il primo cittadino, nella replica: “Intanto la politica di area vasta attende alla programmazione dei servizi e non alla loro gestione. Comunque in questo periodo sono state fatte riunioni informali con i sindaci soci sia di Aral che di Amag, proprio per profilare le linee guida di questo percorso. Il prendere tempo non è una cosa che ci possiamo permettere oggi....e comunque i tempi non sono dettati da noi”. E poi aggiunge: “Se non procediamo con questo percorso, qual'è l'alternativa? Qualcuno ha proposto una soluzione alternativa credibile, che desse garanzie di gestione pubblica? No e l'alternativa a questa strada è l'affidamento ad un privato” ha concluso Rita Rossa. “Può davvero essere il rinnovo di 150 sindaci il 25 maggio a mettere un freno a questa prospettiva? O è un freno strumentale?” chiede al Consiglio comunale. Al quale l'attuale primo cittadino ha descritto questo percorso “non solo come una soluzione ad un'emergenza (Amiu) che è ancora aperta, ma anche come soluzione di governo di ambiti che si ritengono strategici e che “se sono arrivati in queste condizioni è perché non si è mai messo mano in passato a progetti seri di riforma”. “La realizzazione di un desiderio - è stata la dichiarazione di appoggio all'atto di Ciro Fiorentino della Federazione della Sinistra – E' sempre stato un nostro obiettivo unificare la filiera dei rifiuti sotto un'unica azienda, pubblica”.

La risposta negativa non arriva solo dal Pdl e dall'Udc, ma anche dai 5 Stelle: il consigliere Di Filippo si fa delle domande sui consigli di amministrazione delle singole società che andranno a formare la Multiutility e cerca di proporre soluzioni tese al “risparmio”, come la “valorizzazione di alcuni dirigenti, competenti, che potrebbero convogliare nella New.co”. Stesso discorso per i contratti di servizio: “all'interno di Amiu ci sono contratti che sono stati prolungati fino al 2046!”.
Ma tra le paure maggiori dei penta stellati – che hanno infatti presentato anche un emendamento, a sua volta sub-emendato e approvato dalla giunta – c'è la possibile creazione di un termovalorizzatore. “Per noi questo emendamento è importante – ha affermato Di Filippo – perché non lascia spazio a possibili termovalorizzatori nella nostra terra (art. 3 – punto i: “....escludendo l'uso di rifiuti come combustibile (M5S), sub emendato dalla giunta con “escluso per impianti di gestori anaerobici”). “Non creiamo paure che oggi ad Alessandria non esistono – ferma subito tutti Abonante – visto che non c'è nell'aria e non c'è da molto tempo, alcuna idea di un termovalorizzatore!”. La modifica dello Statuto Amag passa con i 19 voti a favore di maggioranza più Fiorentino e con i 5 contrari di M5S (Di Filippo e Malerba), Pdl (Fabbio e Sciaudone) e Udc (Barosini).
4/06/2014
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