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Alessandria

In attesa del "salva-Comuni", procede il lavoro sui bilanci

In questa settimana l'amministrazione dovrà affrontare il bilancio di previsione: una prima giunta si è già tenuta alle 19 di ieri, 24 aprile. Anche perché entro fine mese dovrà essere decisa la data del Consiglio comunale, visto che quello di lunedì 29 aprile si occuperà di "rifiuti". Intanto dal Decreto Crescita è stato per ora stralciato il Salva-Roma e anche Alessandria attende e spera in una norma ad hoc per tutti, il "salva-Comuni"
 ALESSANDRIA - La giunta era convocata alle 19 di ieri, 24 aprile. Una prima seduta per passare al vaglio i bilanci, almeno quello di previsione 2019-2021, visto che sono stati chiamati a firmare il DUP, Documento unico di programmazione, anche i dirigenti nel tardo pomeriggio, cui è seguita anche una riunione di maggioranza. Il sindaco lo aveva detto: entro questa settimana la giunta dovrà aver terminato il lavoro sui bilanci, per i quali si sta aspettando il parere del Collegio dei Revisori dei Conti. Che ad oggi però ancora non c'è.

Perché poi ci sono ancora diversi passaggi, con la possibilità di analisi e di presentazione di emendamenti da parte dei consiglieri comunali, prima del Consiglio chiamato a votarli i documenti contabili. Una seduta che il presidente Emanuele Locci, dovrebbe convocare entro la fine del mese, come richiesto dal Prefetto, visto che quello di lunedì prossimo sarà un altri temi, in particolare sui “rifiuti” (con approvazione dei Patti parasociali di Aral e del Regolamento sui rifiuti). Un Consiglio comunale che arriverà quindi a metà maggio, se tutto fila liscio.

Visto che sul piatto della bilancia c'è ancora tutta la questione dei 46 milioni che risalgono al dissesto che devono essere re-inseriti nei bilanci, come chiesto dalla Corte dei Conti. Ma su questa partita resta aperto il fronte di “aiuto” romano: il salva- Roma è stato stralciato al momento dal Decreto Crescita, proprio perché dalle parole dello stesso Matteo Salvini era nata la polemica sul “salviamo anche tanti altri comuni in difficoltà, come Alessandria o Catania”. Così ora Palazzo Rosso potrebbe rientrare in una norma fatta ad hoc, soprannominata “salva-Comuni”. Ma per ora non resta che aspettare e sperare....e intanto pensare a far tornare i conti, per evitare il rischio di un nuovo “dissesto”.

Che ha riportato Alessandria alla ribalta anche sulle reti televisive nazionali: un servizio su La7, poi l'inviata alessandrina Vera Gandini per Rete4. “Spero di non avere le mani legate per le assunzioni della Polizia Municipale che sono garanzia per maggiore sicurezza per la nostra città”. Un servizio che mostra, il palazzo del Comune che “cade a pezzi” e il poco decoro ai giardini della stazione. “C'era poca legna da ardere già quando siamo arrivati, ma ci siamo comunque dati da fare” sono state le parole di Cuttica di Revigliasco. A dare voce ad Alessandria e al perché “gli alessandrini non dovrebbero essere salvati tanto quanto quelli romani?” nella giornata di ieri c'erano anche in diretta le telecamere di Canale5 di fronte a Palazzo Rosso, con Vittorio Ferrari presidente di Ascom.

Sulla vicenda si registra anche una nota del sindaco Cuttica di Revigliasco che attacca l'ex sindaco Rita Rossa: "Alessandria merita la verità", dice.

“Merita di tornare al centro dell’attenzione per trasparenza, legalità, coerenza con un indirizzo politico che richiami tutti al rigore e al buon senso, necessari per una sana gestione finanziaria ed economica. Il tempo del 'rimescolamento' dei numeri, per fingere quello che non c’era e non si è stati capaci di fare, è finito", dichiara.

Insediatasi a metà 2017, l'attuale amministrazione ribadisce come "sin dall’inizio del mandato, si sia avuto sempre ben fermo come obiettivo il rispetto della legge. Ma non è stato sufficiente. Infatti, a febbraio è arrivata la deliberazione 14/2019 della Corte dei Conti - tranciante, ma anche illuminante - che invitava a un compiuto ripristino della regolarità amministrativa e contabile, nonché a rivedere gli interi impianto e impostazione, anche numerica, dei Bilanci dal 2012 al 2016. Un'analisi impietosa, che ha obbligato l’amministrazione comunale - si legge nella nota - a prendere coscienza di una realtà drammatica, che nemmeno la struttura burocratica è riuscita a cogliere nella sua complessità. Impegnate numerose risorse umane, costituito un gruppo di lavoro ad hoc, si è cercato di dipanare 'il mistero', ovvero il non inserimento in Bilancio del debito 2011, quantificato in 46.887.506,73 euro, riscontrato a partire dal 2012 fino all’ultimo esercizio di cui risulta approvato il rendiconto (2017)".

Quindi, prosegue il sindaco, "è stata necessaria una seria analisi sui numeri delle gestioni degli ultimi cinque anni con un lavoro di ricostruzione attento, attraverso un’analisi metodologica e comparativa. 
"Sbagliando - prosegue il sindaco - l’amministrazione comunale attuale si è fidata dei dati del Bilancio 2016, sulla base dei quali lo stesso Ministero dell’Interno, con il proprio silenzio-assenso, aveva di fatto sancito la fine del dissesto. Dissesto voluto dall'allora sindaco Rita Rossa, alla guida di un'amministrazione che non ha lavorato correttamente sull’impostazione del Bilancio dal 2012 al 2014, aggravando, o meglio, compromettendo definitivamente la drammaticità dei numeri nel 2015. Nel 2015 la Giunta Rossa ha infatti ignorato l’opportunità offerta dal D.Lgs. 126/2014, che avrebbe permesso di ripianare ogni squilibrio in 30 anni, rendendo indolore qualsiasi intervento. Nel 2015 l’amministrazione di sinistra ha perso l’occasione di restituire alla città un Bilancio veritiero, come imposto dalla legge, ritenendo meglio perseverare negli errori dei due anni precedenti, e scegliendo - per aggiustare le cose - di non effettuare gli accantonamenti doverosi che il nuovo ordinamento contabile imponeva, ma che purtroppo avrebbero palesato il grande deficit. Così ancora nel 2016 e 2017. L’ex sindaco ha poi continuato a sbagliare, sferrando attacchi mediatici senza precedenti, sparando a raffica numeri senza logica alcuna, evidentemente preoccupata che il vaso di Pandora sarebbe stato scoperchiato".

Ciò premesso, Cuttica di Revigliasco, "rivolgendosi a dipendenti, cittadini, società partecipate, associazioni, amministratori e consiglieri, rassicura da ogni allarmismo, rimarcando come sia stato avviato il necessario percorso per superare le condizioni che hanno causato il disavanzo, mettendo in campo tutte le misure utili per l’integrale ripiano e il finanziamento dei debiti fuori bilancio. Si provvederà, quindi, a una rigorosa revisione della spesa, alla verifica e alla valutazione dei costi dei servizi erogati, alla situazione di organismi e società partecipate. Nessuna conseguenza attende gli alessandrini sui tributi locali, già deliberati dalla passata amministrazione al massimo. Dovranno essere rafforzate le misure di controllo dell’evasione e del recupero. Dovranno cioè pagare tutti per pagare meno. I servizi a domanda individuale dovranno garantire la copertura nella misura prevista dalla legge. Per le nuove assunzioni resterà ferma la programmazione in atto, che dovrà essere sottoposta al controllo di compatibilità finanziaria da parte della Commissione. Nessuna limitazione alla contrazione di mutui, con totale salvaguardia per le spese di investimento su progetti e interventi per l’ottenimento di risparmi di gestione, funzionali agli obiettivi fissati nel piano di riequilibrio. La vigilanza della Corte dei Conti e il controllo del Collegio dei Revisori dei Conti - che dovrà trasmettere semestralmente al Ministero dell’Interno una relazione - unitamente al nostro impegno, consentiranno il recupero della dignità economica a una città che grida vendetta per gli orrori del recente passato”.

25/04/2019
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