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Alessandria

"Basta allarmismi, la città è sicura. Case a bagno? Se sono in aree golenali..."

Ascoltate a Palazzo Rosso le associazioni che si occupano di sicurezza dal pericolo alluvioni, ma i tecnici rispondono alle sollecitazioni sottolineando come il piano di Aipo sia stato realizzato e nel 2016 il sistema abbia retto perfettamente. Servono però ricollocazioni delle cascine in aree golenali e l'asportazione della sabbia
ALESSANDRIA - "Ciò che è stato fatto finora è paragonabile a chi deve subire un intervento al cervello e gli vengono prima tagliati perfettamente i capelli. E' un lavoro che è stato fatto bene ma ora serve operare per davvero". E' questa la metafora utilizzata da Giuseppe Monticone e altri esponenti dei comitati e associazioni che si occupano della tutela dei cittadini dal pericolo alluvioni parlando dei recenti interventi realizzati sotto il ponte Forlanini da parte dell'Amministrazione Comunale, ritenuti un primo passo importante ma ancora non sufficienti a garantire la sicurezza in caso di piena, specialmente per chi ha abita a ridosso del fiume e negli anni precedenti ha già subito 3 o 4 allagamenti. 

I tecnici di Palazzo Rosso però non ci stanno e rispondono in maniera puntuale alle accuse, ricordando come "chi crea allarmismi dovrebbe contrapporre dati e studi a quelli presentati da Aipo, che disegnano un quadro con una serie di interventi già realizzati e che nel 2016 hanno garantito la piena sicurezza di Alessandria, con un franco, nella zona degli argini più sollecitata, dal ponte ferrovia fino al Meier, di 30 centimetri".
"Non basta dire di conoscere il Tanaro - ha spiegato infatti in Commissione Sviluppo e Territorio l'ingegner Marco Neri, durante l'incontro tenutosi martedì 14 novembre - perché con tutti i lavori realizzati negli anni a monte di Alessandria stiamo parlando di un fiume ormai profondamente mutato. Bisogna affidarsi ai modelli fisici che sono stati realizzati da chi ha le competenze per farli, e che raccontano di una città che è da considerarsi in sicurezza, fino a prova contraria. Il lavoro pur positivo di pulizia dagli alberi del ponte Forlanini è sostanzialmente ininfluente in regime di piena, mentre sarà importante l'asportazione della sabbia che si è accumulata nel tempo, per la quale il Comune ha indetto una nuova gara d'appalto che scadrà a metà dicembre (l'ultima finì con un nulla di fatto, visto che l'azienda aggiudicataria rinunciò al lavoro ndr). 

Ciò che resta da fare è migliorare il sistema di comunicazione della Protezione civile, e su questo l'amministrazione ha intenzione di lavorare nel 2018, come promesso dall'assessore Paolo Borasio, magari informando meglio i cittadini sul rischio di esondazione del Tanaro nella propria zona, come richiesto da Bruno Soro dell'associazione Orti Sicuri, che chiede venga posta una gigantografia con la mappa dei rischi che si corre a seconda di dove si abita da apporre nell'androne di Palazzo Rosso. 

Alcune case e cascine continuano però a subire allagamenti, ma il problema è legato alla collocazione delle stesse e come tale l'unica soluzione possibile è la ricollocazione, come spiegato dall'ingegner Neri e anche dal consigliere di minoranza Enrico Mazzoni: "la situazione è nota, ma è stato offerto a chi vive all'interno delle aree golenali di ricollocarsi altrove già dopo la tragica alluvione del 1994, quando vennero proposte 2 differenti cifre da parte della Regione, potendo scegliere di avere un risarcimento per ricostruire quanto distrutto dal Tanaro o una cifra quasi doppia per spostarsi in una zona più sicura. Chi ha scelto di non farlo era consapevole di dove si trovava e dei rischi futuri che avrebbe continuato a correre. Difendere case e cascine che si trovano all'interno degli argini e nelle zone golenali non è possibile, perché è normale che lì il Tanaro esondi in periodo di piena. Discorso diverso è per alcuni sobborghi, che continuano ad essere periodicamente allagati per colpa dei rii e non per il Tanaro. Su di essi c'è già un piano di interventi, va solo applicato, ovviamente trovando i finanziamenti per portarlo a termine". 

Su una cosa invece sia i tecnici e amministratori di Palazzo Rosso che i comitati cittadini si trovano d'accordo: l'intervento davvero risolutivo potrebbe riguardare le casse di laminazione da realizzare a monte di Alessandria, consentendo al Tanaro di ridurre la sua piena prima di arrivare in città. Per realizzarle servono almeno 100 milioni di euro, da trovare attraverso un lavoro di squadra con Aipo, Regione Piemonte e Governo centrale.
15/11/2017
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