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Alessandria

Ad Alessandria niente “Question Time del cittadino”: bocciata la proposta M5S

Poter dare direttamente la parole alla popolazione, per tre minuti, durante il Consiglio comunale, per porre le proprie domande. Questo era l'obiettivo della mozione portata in aula dal Movimento 5 Stelle. “Siamo una democrazia rappresentativa: le interpellanze della gente sono mediate dai consiglieri comunali” la risposta. Anche per Locci, “questa non è una forma di partecipazione e condivisione delle scelte”
 ALESSANDRIA - Altri comuni l'hanno già sperimentato: “dare la parola direttamente al cittadino per porre domande all'amministrazione comunale durate le sedute del Consiglio comunale”. Una proposta per Alessandria che arriva dal Movimento 5 Stelle con la mozione per introdurre la “Question Time del cittadino”. Tre minuti di intervento per portare all'attenzione delle problematiche, nessuna carica elettiva e almeno 16 anni di età. Al massimo quattro per ogni singola persona. “Insomma delle interpellanze come quelle che facciamo noi consiglieri comunali, che siamo i rappresentanti in questa aula degli alessandrini che ci hanno votato” era stata una delle repliche arrivate dalla maggioranza già durante le commissioni che avevano affrontato il tema.

La proposta del capogruppo 5 Stelle Michelangelo Serra ha trovato però solo il favore del resto della minoranza, mentre è stata bocciata dai gruppi di maggioranza (con l'astensione del consigliere di Forza Italia, Federico Guerci). Voto sfavorevole in primis dalla giunta, con il primo cittadino Gianfranco Cuttica di Revigliasco che si è detto “dispiaciuto di dover deludere le aspettative, ma che siamo in una democrazia rappresentativa dove a mediare con la popolazione ci sono i consiglieri e dove comunque il dialogo con Palazzo Rosso già c'è sia attraverso le mail, che attraverso i Social”. Tutto vero, “ma l'intento è quello di aprire le porte di questo Comune, di questa aula e far tornare la gente ad avvicinarsi alla politica” hanno spiegato i pentastellati. Che si sono detti pronti a raccogliere – attraverso iniziative promosse dal Movimento - tutte le domande che i cittadini vorranno porre per portarle loro in aula.

Niente da fare. Nemmeno Emanuele Locci, da sempre battagliero sul tema della “partecipazione” è stato convinto dalla “Question Time”. “Io credo nella partecipazione e non credo che il problema sia la sovrapposizione con il ruolo dei consiglieri. Semplicemente esistono già gli strumenti per fare domande e portare all'attenzione delle problematiche. Mentre quelli che mancano sono gli strumenti di condivisione delle scelte dell'amministrazione. Che sono quelli che per me vogliono dire partecipazione della popolazione. E questa proposta non lo è”.
15/02/2019
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