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Ovada

Solimarket: l’economia del riciclo diventa una risorsa per tutti

Riutilizzare oggetti destinati precocemente allo smaltimento può fare bene all'economia e creare posti di lavoro. In un convegno i numeri dell'esperienza di Acqui e Ovada
 OVADA - La sfida è ambiziosa, e al tempo stesso complessa: creare un centro per il riuso per le aree dell’Ovadese e dell’Acquese. Il terreno fertile dal quale partire è l’esperienza portata avanti con i punti vendita “Solimarket” veri e propri riferimenti per lo scambio e la vendita di quegli oggetti altrimenti destinati a diventare rifiuti. La suggestione è stata lanciata sabato scorso nel convegno organizzato alla Loggia da “Impressioni grafiche”, la cooperativa che sette anni fa ha creato il progetto Solimarket ad Acqui e che ora sta lavorando per trasferire questa visione anche nella nostra città. Titolo: “Meglio prevenire che smaltire”. “In base alle nostre ipotesi – ha spiegato Pietro Stocchi, referente di Impressioni grafiche – un centro di riuso su questi due territori potrebbe permettere di rimpiegare 929 tonnellate di mobili e 19 tonnellate di vestiti, più altre di oggetti vari, per un valore economico di circa 217 mila euro e buoni di distribuzione gratuita (quelli dati agli utenti in difficoltà per gli acquisti nei due Solimarket, ndr) per circa 15 mila, con anche la nascita di 13 posti di lavoro”.

Su questo fronte, i numeri del negozio ovadese si via lung’Orba, a poco più di un anno dalla sua nascita, sono ancora abbastanza contenuti. Si parla di cento donazioni sul totale di 950 che hanno permesso di sottrarre alla discarica 96.200 kg di mobili, vestiti e oggetti vari. Gli oggetti usati trovano nuova vita e vanno ad aiutare famiglie in difficoltà. Sul territorio sono stati distribuiti 4 mila euro di buoni gratuiti poi divisi dalle associazioni tra i loro assistiti. La candidatura di Ovada a ospitare questo centro del riutilizzo è stata lanciata. “La città – ha affermato il sindaco Paolo Lantero nel suo intervento - si è distinta più volte come città adatta alle sperimentazioni innovative. Un luogo dove gli oggetti e i mobili non diventino subito rifiuti ma mantengano la loro natura, anche giuridica, di “beni” per essere dove possibile riutilizzati”. Non sarà facile, il percorso non sarà breve. La Regione Piemonte spinge decisa in questa direzione. “Per ora noi – ha concluso Stocchi - riusciamo a coprire per intero i costi, dagli affitti alle utenze, e anche a creare occupazione: abbiamo quattro dipendenti, a cui nel 2017 si sono aggiunte 2 borse lavoro, 2 tirocini e una ventina di volontari che hanno coperto circa 2.400 ore”.

3/11/2018
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