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Cronaca

Sequestrano un connazionale e minacciano di dargli fuoco. Quattro arresti

I carabinieri hanno arrestato quattro persone di nazionalità marocchina per sequestro di persona a scopo di estorsione. La vittima è un connazionale. Secondo i rapitori aveva un debito in denaro da saldare. L'episodio è avvenuto ad agosto
CRONACA – Prelevato a forza mentre prendeva un caffè in un bar ad Acqui Terme, è stato picchiato e minacciato di morte, se non avesse restituito la somma di 9 mila euro. I fatti risalgono ad 17 agosto 2017 ma gli arresti, quattro per sequestro a scopo di estorsione più un quinto per possesso di sostanze stupefacenti, sono stati eseguiti questa mattina dai carabinieri del comando provinciale di Alessandria.
Una vicenda che potrebbe essere la trama di un film e, invece, è realmente accaduta e consumata tra Acqui ed Alessandria. I sequestratori sono quattro cittadini di nazionalità marocchina, tutti con precedenti penali: Mehedi Fallahi, 33 anni, considerato il capo della banda, Abdellhak Madihi, 35 anni, Mourad Mouaddab, 46 anni, regolare sul territorio italiano e El Mostafa Kerkab 40 anni, regolare.
Il quinto arrestato, estraneo al rapimento ma accusato di possesso di cocaina, è Najib Fath, 21 anni.
La vittima e il capo, che ha il soprannome di Maradona, per una certa somiglianza fisica con il calciatore (da qui il nome dell'operazione “El Pibe”) si erano conosciuti in carcere, da dove sono usciti nel luglio 2017.
Dalla ricostruzione fatta dagli investigatori,sembra che “Maradona” avesse affidato una partita di 20 grammi di cocaina al compagno di cella, con l'incarico di piazzarla sul mercato. L'uomo però affermò di avere perso la droga. Ma Fallahi pretendeva comunque la somma di 9 mila euro. La sera del 17 agosto gli hanno quindi teso un agguato: lo hanno preso di forza in un bar ad Acqui, incappucciato e trasportato ad Alessandria, in un appartamento di via Medaglie d'Oro, di cui avevano la chiave (il proprietario dell'alloggio è però risultato allo scuro dei fatti). Qui lo hanno legato ad una sedia e malmenato.
Gli hanno anche imposto di chiamare i familiari affinchè questi portassero immediatamente un anticipo del denaro contante, 1800 euro. I famigliari hanno avvisato le forze dell'ordine e sono iniziate le ricerche. Il fratello provò a recarsi all'appuntamento, davanti ad un supermercato in zona. Ma non riuscì probabilmente ad arrivare il tempo. Infatti la banda stava per mettere in atto la minaccia: cospargere di benzina la vittima e dargli fuoco. Avevano già procurato la tanica con la benzina e stavano trasferendo l'uomo in un altro appartamento. Approfittando di un attimo di distrazione, la vittima è però riuscita a divincolarsi e fuggire, nascondendosi in un garage poco distante. Nel frattempo i carabinieri sono riusciti ad individuarlo per primi e a metterlo in salvo. Sono partire una serie di indagini per l'identificazione dei quattro, dei quali la vittima conosceva i soprannomi ma non i nomi. Questa mattina sono stati eseguiti gli arresti, su ordine di custodia cautelare emessa dal tribunale di Torino.
Per arrivare all'individuazione dei quattro, sono stati perquisiti sei appartamenti, utilizzati come base di appoggio dai sequestratori. Durante uno dei controlli è stato fermato il quinto uomo, trovato in possesso di 5 grammi di cocaina, ma al momento estraneo al sequestro.

Sull'operazione condotta dai carabinieri, il sindaco Gianfranco Cuttica di Revigliasco ha diffuso un comunicato stampa: 
“Ringrazio le Forze dell’Ordine che hanno portato a compimento questa importante operazione dopo mesi di indagini sul territorio. I colpevoli sono stati identificati e tratti in arresto. I fatti compiuti appaiono di gravità estrema per una Città come Alessandria e sono l’ennesima conferma che in Città non dobbiamo abbassare la guardia di fronte al rischio di una criminalità capillare ed invasiva nei confronti della quale tutti, istituzioni e cittadini, dobbiamo essere vigili.
Per questa ragione dobbiamo prestare la massima attenzione anche agli episodi che in apparenza possono sembrare meno rilevanti, come il racket organizzato dell’accattonaggio”.

5/02/2018
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