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In cammino

Sentiero 535: l’impegnativo Anello dei Pianazzi

Tredicesima puntata della rubrica “In cammino”, una selezione di percorsi del nostro territorio che il Cai ha censito, mappato e segnalato sul campo. La rassegna prevede sentieri per ogni tipo di preparazione
IN CAMMINO - Oggi segnaliamo un percorso ad anello piuttosto lungo che attraversa ambienti diversi, identificato come Sentiero 535 “Anello dei Pianazzi” della zona Acqui Terme e le sue valli. Per un tratto occorre risalire il corso del rio del Capraro su rocce che in certe condizioni meteo possono divenire scivolose, pertanto il sentiero è adatto a escursionisti dotati di esperienza.

Descrizione del percorso. Dopo aver superato Acqui Terme, si prosegue sulla SS 334 in direzione Sassello e si prende la SP 210 in direzione Ponzone. Si continua fino alla frazione Moretti dove al km 23,500 si trova la fonte Berbuia e si può parcheggiare l’auto. Dalla fonte Berbuia (698 m) si ripercorre la strada in direzione Moretti e, dopo aver superato una stradina a destra, si percorrono ancora alcuni metri sulla provinciale per poi svoltare a destra in prossimità di un’area giochi, seguendo le indicazioni per borgata Pessina.

Si segue la piccola strada asfaltata per circa 1,2 km, fino a girare a destra, imboccando una carrozzabile inghiaiata che scende con ampi tornanti in un bel bosco di castagno (Castanea sativa). Giunti a un crocevia all’interno del castagneto si prende il sentiero sulla destra, arrivando a costeggiare il rio Siriti. Arrivati sul fondovalle si guada il piccolo ruscello, passando sulla sponda destra e si prosegue in un ambiente caratterizzato dal nocciolo (Corylus avellana) e dall’ontano nero (Alnus glutinosa.

Poco dopo si lascia il rio girando a destra e nei pressi della cascina Sodoni (Sedovì) si attraversa un tratto più aperto, giungendo a una piccola frana che si supera senza difficoltà; da qui si prosegue a mezza costa per un lungo tratto, camminando ora nel bosco ora in aree più aperte e, superati alcuni impluvi, si raggiunge un punto panoramico.

Raggiunto un costone roccioso si risale svoltando a destra e si transita nei pressi del Bric Alto delle Scarne dove, tenendo sempre la destra, si percorre il crinale tra le rocce fino a sbucare sull’ampio pianoro erboso della località Pianazzi (772 m), caratterizzato dalla presenza del ginepro (Juniperus communis) e dove è presente l’omonima cascina abbandonata.

A questo punto del percorso ci sono due  possibilità: rientrare verso Moretti attraverso una scorciatoia che riporta in un’ora al punto di partenza, oppure svoltare a sinistra e proseguire sul sentiero arrivando in pochi passi al bordo di un dirupo dove si svolta a destra scendendo su un aspro costone, seguendo i segnavia e gli ometti di pietra che indicano il percorso tra le rocce.

Oltrepassati i ruderi di un antico essiccatoio si costeggia un piccolo rio che si oltrepassa proseguendo nel bosco di rovere (Quercus petraea) e arrivando a incrociare il rio del Capraro, che qui segna il confine con la Liguria. Si risale il letto del ruscello per circa 500 metri, ora su una riva, ora sull’altra, passando sulle rocce levigate dallo scorrere dell’acqua che possono risultare scivolose.

Giunti a una confluenza si prende a destra e dopo pochi metri s’imbocca il sentiero che risale sulla sinistra, lasciando il corso d’acqua; si continua a salire, prima su sentiero e poi su un’ampia carrareccia, fino a un bivio dove si incrocia il sentiero 536 (che per un tratto si sovrappone al 535) e si prosegue diritto. Poco dopo la carrozzabile entra in una pineta dove il sentiero 536 gira a sinistra e dove si trova il Rifugio Forestale dei Pianazzi e un’area attrezzata con una fontanella.

Il sentiero s’inoltra in un castagneto e prosegue in un bosco di faggio (Fagus sylvatica) nella vallata del rio Roccabianca; si scende verso il fondovalle e, dopo aver oltrepassato due piccoli rii, si risale giungendo al pianoro dove sorgono le case di Pian Siriti. Con una strada inghiaiata si risale fino all’asfalto e si svolta a sinistra scendendo verso il sottostante tornante; ripresa la stradina asfaltata si risale fino alla provinciale e, girando a sinistra, si fa ritorno alla fonte Berbuia da dove era partito l’itinerario.

Difficoltà: escursionisti esperti
Lunghezza: 13,35 km
Tempo: 6 ore

Per ulteriori informazioni, cartografia e tracce gps: http://www.provincia.alessandria.gov.it/sentieri/index.php?whattodo=sentieri&file=singola&id=107
 



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8/09/2017
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