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Economia e lavoro

Quando il vino si legge in cinese

Tre aziende alessandrine, associate alla Cia, sono state raccontate dalla rivista 'Global Gourmet Magazine'. È il risultato di una azione di promozione verso il Paese del Dragone che apre le porte ad altri scenari di sviluppo
ECONOMIA - “Monferrato at the southeastern part of Piedmont is where my story starts. It is a picture perfect wine region of rolling hills blessed by the Po river, and spans to the provinces of Alessandria and Asti”. In inglese suona bene, in cinese la traduzione non la proponiamo, però la riproduciamo a fianco. Ma quello che più conta è che l'attenzione del Paese del Dragone per i vini del Piemonte e della zona del Monferrato non è solo una dichiarazione di principio, bensì un dato reale che si traduce in esportazioni e business crescente. Certo, ogni azienda lo può fare in base alle dimensioni e alla capacità produttiva che possiede, ben sapendo che il mercato cinese non è più solo quelli dei grandi volumi, ma dalla qualità incerta, come ha dimostrato l'iniziale penetrazione in Cina delle etichette francesi, bensì si è aperta la seconda fase: quella di mercati di nicchia che cominciano a capire il vino italiano e ad apprezzarlo. I numeri 'di nicchia' cinesi sono pari a enormi mercati per le aziende italiane ed ecco perché deve fare particolarmente piacere l'attenzione dimostrata dal magazine cinese di food&style, 'Global Gourmet Magazine', con reportage a cura della giornalista Serena Guo. Di sei aziende censite, tre sono alessandrine e associate alla Cia, Confederazione italiana agricoltori. “I nostri produttori – commenta Gian Piero Ameglio, presidente provinciale della Cia - sono rimasti molto soddisfatti dall'evento che la Confederazione ha organizzato con gli importatori esteri e questo è uno dei risultati. Le recensioni delle aziende sul 'Global Gourmet Magazine' dimostrano il grande interesse verso le nostre produzioni e la nostra cultura, agricola ed enogastronomica, che apre a opportunità stimolanti”.

Ecco come sono descritte le aziende e i vini dall'autrice del servizio. La prima è Cà del Bric di Montaldo Bormida con il 'Blanco del Pilar Piemonte Chardonnay Doc 2016'. “L'annata – si legge - è evidentemente fresca, fruttata e vibrante. È facile berlo e sentire deliziose note e malti che si proteggono con un retrogusto interessante e distinto”. Poi è la volta della Tenuta San Pietro di Tassarolo e del 'Mandorlo Gavi Doc 2015'. “È prodotto dalle uve del vigneto di una tenuta storica in cima ad una suggestiva collina contrassegnata da un enorme albero di mandorlo secolare. Questo vino presenta un colore giallo dorato con strati di bouquet espressivo di frutta, mandorla e fiori” Infine, ecco l'azienda agricola Fratelli Facchino di Rocca Grimalda e del 'Carasoi Dolcetto di Ovada Superiore Docg 2011'. “Questa annata – scrive sempre la giornalista cinese - è positivamente intensa, ricca e liscia, piena di aromi complessi e note di spezie, balsami, ciliegie mature, mirtillo, prugne e pepe bianco macinato che seguono il profumo leggero delle erbe balsamiche, liquirizia e legno dall'invecchiamento delle botti di rovere”. Le altre aziende raccontate dal giornale sono la cantina di Vinchio e Vaglio Serra, 'Braida' (quella di Giacomo Bologna, ndr) di Rocchetta Tanaro, 'Cà ed Cerutti' di Cassinasco, tutte in provincia di Asti.

Per facilitare lo scambio di conoscenze e la promozione dei prodotti all'estero, la Cia in collaborazione con Ice (Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane), parallelamente all'edizione 2017 del Vinitaly aveva organizzato una serie di incontri tra produttori del territorio del Monferrato e acquirenti esteri per favorire l'incrocio tra domanda e offerta. Protagonista era stato un gruppo di compratori stranieri provenienti da Canada, Cina, Regno Unito e Svezia. La base logistica era stata il castello medioevale di Cortanze, nel nord dell'Astigiano, mentre la Cia aveva organizzato, nell'Astigiano e nell'Alessandrino, alcuni incontri con aziende vitivinicole della zona patrimonio dell'Unesco e due iniziative con i vignaioli dell’area astigiana, a Nizza, e con quelli dell'Alessandrino, all'Enoteca regionale di Ovada. 
13/07/2017
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