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Ambiente

No all'abbattimento dei lupi, sì alla prevenzione e agli aiuti per la difesa

Mentre si discute a livello nazionale il “nuovo piano di conservazione e gestione del lupo in Italia”, varato dal ministro dell'Ambiente Sergio Costa, in provincia Coldiretti chiede misure di prevenzione, "concedendo aiuti per la realizzazione di opere di protezione”
AMBIENTE – Va bene la tutela degli animali selvatici, lupi e cinghiali in testa, ma anche agricoltori e allevatori chiedono più attenzione.
Mentre si discute a livello nazionale il “nuovo piano di conservazione e gestione del lupo in Italia”, varato dal ministro dell'Ambiente Sergio Costa, ad Alessandria torna sull'argomento Coldiretti, con la richiesta rivolta al ministro di “lavorare sulla prevenzione concedendo aiuti per la realizzazione di opere di protezione”.
Il piano, che dovrà essere portato in discussione alla conferenza Stato-Regioni, non contempla il capitolo “abbattimenti”, introdotto dal ministro precedente. Secondo Costa, infatti, “la convivenza tra il lupo e l'uomo è possibile”. Introduce, invece, il contrasto al bracconaggio e all'ibridazione tra lupi e cani. Si punta poi su piani di monitoraggio attenti. In regione Piemonte è attivo già da diversi anni un piano di monitoraggio denominato WoflsAlp”.

Coldiretti apprezza “il passo avanti del ministro Costa per ripristinare una situazione di equilibrio”, ma sottolinea come “la presenza di animali selvatici, dai lupi ai cinghiali, stia mettendo a rischio la presenza e il lavoro dell’uomo anche in alcune aree della provincia alessandrina, la Val Borbera, Tortonese e Val Curone in particolare, dove si moltiplicano le segnalazioni di attacchi”.
Coldiretti Alessandria evidenzia così la necessità di “lavorare sulla prevenzione concedendo aiuti per la realizzazione di opere di protezione, quali ad esempio la costruzione e ristrutturazione delle stalle, i sistemi fotografici di allarme e la costruzione di recinti per la permanenza notturna degli animali. – ha affermato il presidente provinciale Mauro Bianco - Ma è anche necessario rivedere il sistema di accertamento e risarcimento dei danni affinché oltre a garantire un completo reintegro della perdita di reddito per l’agricoltore siano coperti non solo i danni da lupo, ma anche quelli causati da cani inselvatichiti nonché quelli indiretti per aborti e cali di produzione, prevedere un sistema di misure di prevenzione dei danni incentivando le imprese agricole con un adeguato regime di sostegno”.

Essendo il lupo una specie protetta dalla normativa europea “si rende indispensabile trovare un giusto equilibrio perché questa convivenza forzata tra l’animale e l’uomo non porti all’abbandono dell’attività di allevamento”. Non sarebbero solo gli allevatori a perderci, “ma l’intera comunità poiché i pastori attraverso la loro opera conservano e valorizzano la montagna e le sue tradizioni” sottolinea l'associazione degli agricoltori che ritiene come: “la presenza di branchi di lupi sta scoraggiando in molte aree l’attività di allevamento mettendo in difficoltà anche il tradizionale trasferimento degli animali in alpeggio che, oltre ad essere una risorsa fondamentale per l’economia montana regionale, rappresenta anche un modo per valorizzare il territorio e le tradizioni culturali che lo caratterizzano”.
“In attesa di conoscere i dettagli del nuovo Piano – aggiunge il direttore Roberto Rampazzo - serve un forte impegno dalla Regione Piemonte affinché in sede della Conferenza Stato-Regioni si possa velocizzare l’iter e rafforzare il piano, dove necessario. Di fondamentale importanza, quindi, che siano presenti a livello territoriale misure anche coraggiose per controllare e contenere i lupi e gli ibridi cane-lupo. Altrettanto importante è il tema del risarcimento dei danni e del mancato reddito per cui vanno previsti ulteriori premi economici a supporto delle difficoltà che, comunque, gli allevatori incontrano nel loro lavoro quotidiano”.
4/04/2019
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