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Provincia

La 'minaccia' della Riccoboni: tangenziale subito, altrimenti risarcimento danni

Il Comune di Sezzadio ha chiesto alla Regione l'applicazione del procedimento 9-bis della L.R. 56/77 che prevede la sospensione delle costruzione di opere pubbliche o private nelle aree colpite da calamità naturali. La Riccoboni, pero, avverte: se l'iter previsto per la nuova tangenziale non riparte verrà richiesto un ingente risarcimento
PROVINCIA - La Riccoboni non ci sta ed avverte: se la nuova tangenziale di Sezzadio non sarà realizzata nei tempi previsti, l'azienda si riserverà la facoltà di adire a vie legali per chiedere un cospicuo risarcimento danni agli enti preposti. La holding di Parma prova così a forzare la situazione, dopo che l'iter procedurale per la realizzazione del tratto stradale richiesto dalla stessa ditta per il passaggio dei camion della 'Grassano' di Predosa diretti alla cava di Cascina Borio risulta al momento in stand by a causa degli eventi alluvionali del 25 novembre scorso. Esondazioni che hanno riguardato gran parte dei terreni interessati dal progetto della nuova tangenziale e che hanno spinto l'amministrazione sezzadiese a richiedere alla Regione l'applicazione del procedimento 9-bis della Legge Regionale 56/77 relativa a dissesti e calamità naturali, in base alla quale possono essere adottati provvedimenti di “inibizione e sospensione anche di opere in corso di realizzazione (...), nonché la costruzione di opere pubbliche o private nelle aree colpite da gravi calamità naturali o nelle aree soggette a dissesto, pericolo di valanghe o di alluvioni”. 

Un atto del tutto legittimo quello del Comune di Sezzadio, che ha indotto la Provincia a rinviare a data da destinarsi la conferenza dei servizi prevista nei primi giorni di dicembre. “Ora siamo in attesa che la Regione si pronunci in merito al procedimento '9-bis', - commenta Piergiorgio Camerin del comitato 'Sezzadio per l'Ambiente' - nel frattempo la Riccoboni ha pensato bene di minacciare il Comune con questa assurda richiesta di risarcimento danni. Una mossa decisamente inopportuna. Ci chiediamo come sia possibile che una ditta privata si arroghi il diritto di richiedere un risarcimento per un procedimento che riguarda un evento naturale come l'esondazione di un corso d'acqua”. 

La dura presa di posizione della holding parmense viene interpretata dai comitati della Val Bormida come un'inaccettabile ingerenza e come un chiaro atto di arroganza, che allo stesso tempo, però, “nasconde evidenti segnali di debolezza e di preoccupazione. - aggiunge Camerin - Probabilmente si sentono con l'acqua alla gola e non sanno davvero più quali pesci pigliare per far sì che i tempi si accorcino”. 

Si allarga intanto la 'famiglia' dei Comuni della Val Bormida che dicono 'no' alla realizzaione della discarica a Sezzadio: anche Castellazzo, infatti, ha deciso di aderire alle convenzione territoriale che riunisce 25 amministrazioni locali schierate contro il progetto della Riccoboni. Da Sezzadio, inoltre, è partita in questi giorni la 'protesta dei lenzuoli': nelle prossime settimane gli abitanti dei comuni di tutta la Val Bormida saranno invitati ad appendere a balconi e finestre lenzuoli con scritte e slogan anti discarica. 
11/01/2017
Alessandro Francini - redazione@alessandrianews.it
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