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Economia e lavoro

La 'cassa' cala ancora, ma sarà un buon segno?

I dati emergono dal dodicesimo Rapporto nazionale Uil sulla cassa integrazione realizzata dal Servizio Politiche del lavoro della Uil. La provincia registra un meno 36,3 per cento di ore autorizzate fra i mesi di novembre e dicembre
ECONOMIA E LAVORO - Il segno negativo è pesante: meno 36,3 per cento fra i mesi di novembre e dicembre. Altrettanto marcata la differenza tra 2015 e 2016 con un meno 27,9 per cento. È questo il calo delle ore autorizzate di cassa integrazione in provincia di Alessandria. Una diminuzione netta, ma che non corrisponde a un miglioramento generalizzato dello stato di salute dell'economia. Le modifiche normative hanno avuto un peso nel calcolo del ricorso all'ammortizzatore sociale, così come le chiusure di attività e la conclusione di processi di ristrutturazione hanno ridotto in modo sensibile l'uso della 'cassa'. Sono i dati che emergono dal dodicesimo Rapporto nazionale Uil sulla cassa integrazione realizzata dal Servizio Politiche del lavoro della Uil. Ancora una volta l'organizzazione sindacale (il responsabile provinciale è Aldo Gregori) propone un utile strumento di analisi di un sistema socioeconomico sempre più complesso. Il caso della cassa integrazione è esemplare, come ammortizzatore sociale e come indicatore di un Paese ancora in notevole affanno. “La Uil – spiega Guglielmo Loy, segretario nazionale confederale - da tempo ha segnalato le numerose criticità nell’utilizzo degli ammortizzatori sociali come riformati dal Jobs Act, chiedendo alla politica e ai governi, di prendere atto della necessità di rivedere alcune delle norme che regolano la cassa integrazione. La piccola modifica sulla 'straordinaria', dedicata solo ad alcune realtà particolari (le aree di crisi complesse), è stata necessaria, ma non risolutiva. In sostanza pensiamo che si debba prendere atto che il Paese e il sistema produttivo necessitano, nel campo delle integrazioni salariali, di strumenti flessibili che evitino il rischio licenziamenti e permettano alle imprese di mantenere la forza lavoro e le grandi professionalità che vi operano, anche con sospensioni temporanee”.

Rispetto alla diminuzione nel 2016 della cassa integrazione in deroga, ha contribuito oltre alla diminuzione delle risorse e dei periodi indennizzabili (massimo tre mesi), anche l’introduzione del nuovo Fondo di integrazione salariale “i cui possibili beneficiari – ricorda la Uil - sono tutti i datori di lavoro (imprenditori e non) che hanno più di cinque dipendenti e non rientrano nel campo di applicazione della cassa ordinaria o straordinaria”. Il nuovo strumento è entrato a regime dal gennaio 2016, ma “ancora non si hanno dati certi di quante aziende (anche per grandezza dimensionale) stiano versando al nuovo Fondo, di quanti siano i lavoratori interessati e quante ore di integrazione salariale siano state richieste, non essendo stati ufficializzati i dati dall’Inps” puntualizza Loy.

Il rapporto nazionale Uil analizza l'andamento a livello provinciale delle ore autorizzate di cassa integrazione. A fine anno, nell'Alessandrino, si è passati dalle 693.509 ore di novembre alle 441.685 di dicembre. Questo l'andamento per tipologia: ordinaria da 92.648 a 132.883; straordinaria da 578.678 a 289.334; in deroga da 22.189 a 19.508. A livello annuale, 2015/2016, la provincia di Alessandria è passata da 7.269.966 a 5.243.982 ore autorizzate. L'ordinaria è passata da 2.082.764 ore nel 2015 a 1.005.236, la straordinaria da 4.432.652 a 3.918.760, quella in deroga da 754.550 a 319.986. 
7/02/2017
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