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Acqui Terme

“L'indifferenza dilaga ma non vince”: Acqui condanna l'aggressione

Il richiedente asilo vittima dell'aggressione da parte di un gruppo di minorenni è un ragazzo somalo da poco tempo in Italia. A soccorrerlo è stato un ristoratore, che ha assistito alla scena. Il comune intenzionato a costituirsi parte civile nel caso in cui gli aggressori saranno rinviati a giudizio
ACQUI TERME – “Il ragazzo sta bene, è seguito dai nostri operatori”. La ferita che gli aggressori gli hanno provocato alla testa è già guarita. Per quella all'anima ci vorrà ben di più. E' ospite di una cooperativa accredita dalla Prefettura, nell'ambito del programma di accoglienza. Era scappato dalla Somalia, dalla guerra. In Italia ha trovato altra violenza.
“Un caso isolato”, dicono gli acquesi. Acqui è la città delle terme e dell'accoglienza turistica, non quella dei bulli. A dimostrarlo, più di tante parole, è stato il gesto del ristoratore che ha soccorso il ragazzo, aggredito senza motivo l'8 agosto da un gruppetto di bulli, minorenni. Il video girato da uno di loro e messo su Facebook ha consentito di individuarli, nel giro di poche ore. Sono stati denunciati per lesioni ed istigazione a delinquere alla procura dei minori di Torino. “Vai via dal ca.., vattene” diceva uno di loro, mentre gli altri ridevano.
E' durata qualche minuto l'aggressione verbale, poi il minorenne acquese è passato ai fatti, ha spintonato il richiedente asilo, facendolo cadere a terra. E' a quel punto che è intervenuto Davide titolare di un locale in centro. “Ma cosa state facendo?” ha chiesto. Il gruppetto di balordi siè allontanato e Davide ha chiamato il 118.
Sulle pagine di facebook, dopo che la notizia dell'aggressione e della denuncia da parte dei carabinieri ha fatto il giro di tutta Italia, si sono scatenate le reazioni. Per lo più di condanna verso un gesto di brutalità gratuita.
Il sindaco di Acqui, Lorenzo Lucchini, chiesto “scusa a nome di tutta la città”: “Provo imbarazzo, sia come cittadino sia come amministratore, dover commentare le immagini di questa aggressione. Sono atti gravi che rigetto e che non hanno nulla da spartire con Acqui Terme. Mi sento in dovere di chiedere scusa a nome di tutta la città. Intendiamo, come amministrazione, costituirci parte civile nel processo e stiamo verificando le procedure con i nostri legali. In tempi brevi vogliamo incontrare la persona che ha subito l’aggressione per mostrargli la nostra vicinanza e ringraziare il giovane ragazzo che è intervenuto per allontanare l’aggressore".
La cooperativa che ospita il giovane, nell'ambito del programma di accoglienza varato dalla Prefettura, invita alla riflessione:

La cooperativa CrescereInsieme, responsabile dell'accoglienza del richiedente asilo, al verificarsi
dell’episodio ha provveduto alle procedure del caso: segnalando alle locali autorità di polizia e sporgendo denuncia.
Scrive il responbile delle ralazioni esterne della cooperativa"Tuttavia, questo ulteriore sviluppo degli eventi ha portato sul caso una attenzione dei social e ci chiama a rispondere a quanti ci interrogano in merito a quanto accaduto.
CrescereInsieme, che da anni si occupa di integrazione e accoglienza su questo territorio, vuole così
commentare:
- la violenza fisica agita contro il ragazzo richiedente asilo è anche frutto della dilagante e incontrollata violenza verbale che circola intorno al tema dei migranti, delle difficoltà che la loro presenza sul territorio comporta e della fatica ad incontrare il diverso-da-me.
- La comparsa del video sui social - e la sua virulenta circolazione online e sugli smartphone - sono la prova di una fatica ormai sempre più evidente di distinguere il vero dal virtuale, dei minori come degli adulti; la brutalità dei commenti che si possono leggere (su questo caso, come su molti altri) dovrebbe ferire i sentimenti di ogni uomo e donna, e non dare libero sfogo ad un compiaciuto cattivismo.
- Il fatto che l'aggressore sia un minore e l'aggredito sia un giovane richiedente asilo - ovvero entrambi persone che hanno bisogno di essere tutelate, guidate, aiutate, ed accolte - interroga le coscienze di tutti noi cittadini, sul lavoro da fare per recuperare umanità sul piano sociale, politico e delle relazioni tra le persone. Quando due fragilità si scontrano, invece di incontrarsi per costruire insieme un mondo bello e giusto, il senso stesso del nostro convivere civile viene stravolto e offeso.
- L'indifferenza dilaga, ma non vince. Alla fine del video si vede chiaramente una persona intervenire per arrestare la violenza dell'aggressore. Vogliamo dirgli GRAZIE, di cuore, per aver trovato il coraggio di un gesto così importante. E con lui ringraziare tutti coloro che lavorano per la pace, il bene comune, il rispetto dei diritti e doveri e la democrazia.
Fortunatamente il nostro ospite ad oggi sta bene, è seguito dagli operatori e affiancato dai compagni, anche questa vicenda porta tutti i nostri sforzi a pensare all’importanza del nostro lavoro quotidiano e dall'impegno di tutti per costruire occasioni di incontro, dialogo e amicizia chiamando al nostro fianco istituzioni e cittadini di buona volontà."
1/09/2017
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