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Opinioni

Il rosso è il mio colore preferito

L’imbarazzo e l’ansia sono da sempre due dei più grandi ostacoli che le persone incontrano quando la paura di sbagliare o di fare brutta figura vince sulla padronanza di se stessi. Non esiste una cura in grado di trattare queste piccole timidezze, ma con un po’ di esercizio (anche fisico) possono iniziare a comparire i primi risultati
OPINIONI - L’imbarazzo e l’ansia sono da sempre due dei più grandi ostacoli che le persone incontrano quando la paura di sbagliare o di fare brutta figura vince sulla sicurezza e sulla padronanza di se stessi. Non esiste una cura o un farmaco in grado di trattare e sconfiggere queste piccole timidezze, ma con un po’ di esercizio, giorno dopo giorno, possono iniziare a comparire i primi risultati.

Qualcuno ha provato a occuparsene, infatti, alcuni studi fatti tra il 2001 e 2002 ad un campione di popolazione italiana pari circa a 5000 soggetti maggiorenni, ha rilevato che le donne presentano il triplo di possibilità in più, rispetto agli uomini, di sviluppare questa angoscia e che, sono più a rischio, i giovani, i non sposati, i disoccupati, le casalinghe e chi vive in città.

Del resto, quasi tutti, almeno una volta nella vita si sono ritrovati davanti ad una situazione in cui l’imbarazzo ha preso il sopravvento, ma c’è chi la vive in maniera diversa, senza sviluppare nessun sintomo di questa “debolezza”. Nessun rossore, la gola che non si secca, il sudore che non prende la meglio sul nostro profumo nuovo, gambe e mani che non tremano. Nulla di tutto questo. Ma perché c’è questa distinzione? Qual è il loro segreto?

Aprendo internet scoprirete migliaia di siti che parlano e raccontano di come prendersi cura di questo problema, consigliando molti esercizi e stimoli che ti permettano di dare BASTA! Bisogna solo trovare quello più efficace. Navigando si scovano molte pagina di benessere, una di queste ci spiega che, per esempio, un modo utile per evitare di arrossire è sicuramente quello di non pensarci, di liberare la mente, di provare a pensare, al contrario, a qualcosa di fresco, ghiacciato, come un lago o una bibita in piena estate. Prova a compilare una lista in cui ricorrano tutti i momenti in cui per lo più ti senti a disagio, e prova ad affrontarli.

L’allenamento può essere un grande aiuto: sembra infatti che correndo per mezz’ora ogni giorno tu possa migliorare a controllare questa timidezza. Anche l’acqua è un valido alleato. Se bevi un po’ d’acqua 5-10 minuti prima di evento importante, il rossore non si presenterà per circa trenta minuti (per davvero!).
Consultando medici e psicologi c’è chi non trova risolutiva nessuna di queste opzioni. Da qui, infatti, nasce un disturbo ancora più grave, che ti chiude in te stesso, facendoti vivere in un mondo completamente isolato. Quando non riesci a relazionarti con le persone, perché questa paura si trasforma nella paura stessa della paura, ecco qua che dici ciao al mondo reale e ti butti in qualche virtuale. Non essendo obbligatorio farsi conoscere per chi davvero si è, e non dovendo parlare faccia a faccia con nessuno, tanti si nascondo dietro ad uno schermo, impedendo così la crescita di un rapporto. All’inizio risulta un lavoro difficile, perché si entra in un luogo apparentemente sconosciuto, in cui cerchi di essere capito e compreso.

A volte è utile parlare con persone di cui non conosci nemmeno il nome, perché forse l’impatto risulta meno duro e difficile, ma in altre situazioni. Qui vai a descrivere nei minimi particolari tutti i disturbi che ti circondano, a gente di cui non hai nessuna certezza, ne se siano killer seriali o tossico dipendenti in cerca di conforto. Il secondo passo di questa “convivenza” sta nel creare quelle che sono definite relazioni virtuali, che consistono nel condividere un sentimento reciproco tramite la tastiera di un portatile. La maggior parte delle volte, questo tipo di rapporto tende a non finire bene, facendo manifestare una sorta di malessere e senso di abbandono da parte della persona. Potete immaginare voi stessi cosa può succedere dopo.
Ma il messaggio in realtà è un altro. La morale della favola è che tutto parte da una piccolezza, qualcosa che si può risolvere con il tempo e con l’aiuto di poche persone a noi fidate e in un attimo riesce a convertirsi in un problema a cui nessuno, ancora oggi, sa dare un rimedio.
La cosa più importante da ricordare, però, è che l’imbarazzo non è una cosa di cui vergognarsi, ma è una piccola qualità che produce il nostro viso e di cui non tutti conoscono a pieno il significato.
5/02/2017
Martina Serafin - novionline@novionline.net
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