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Lavoro

Crescono le morti sul lavoro: ''Le aziende risparmiano sulla sicurezza''

Una riflessione doverosa per un fenomeno - quello delle morti bianche, che nel 2017 si è ripresentato in tutta la sua gravità - di cui si è discusso ampiamente durante le celebrazioni per la Festa dei lavoratori

OVADA - E’ iniziata con un minuto di silenzio per ricordare Islami Ylber, l’operaio di Itinera travolto a inizio aprile sull’A21 a Felizzano, l’orazione conclusiva della festa provinciale del lavoro nel giardino della scuola di musica di Ovada. Una riflessione doverosa per un fenomeno, quello delle morti bianche, che nel 2017 si è ripresentato  in tutta la sua gravità. Secondo i dati diffusi da Inail, la provincia di Alessandria è al 25° posto in graduatoria nazionale per incidenza di fatti tragici sul posto di lavoro. In sintesi, l’anno scorso si sono registrate 9 morti. Dati che non parlano della tragedia che più di tutte ha toccato l’Ovadese, la scomparsa sull’A10 tra Albisola e Celle Ligure degli operai Giovanni Casaburi e Antonio Gigliotti, travolti con i loro colleghi da un tir uscito di strada mentre erano impegnati in lavori di ripristino di un guardrail in un tratto molto pericoloso. I loro cinque compagni di cantiere si sono salvati per miracolo. Per Casaburi e Gigliotti un tragico destino in comune con Ylber. I settori più critici restano l’edilizia, l’agricoltura e in parte l’industria.

“Negli ultimi dieci anni, dall’inizio della crisi, - spiega il segretario della Cgil alessandrina, Franco Armosino - sul territorio si sono persi circa 15 mila posti di lavoro ma gli incidenti mortali, invece di diminuire, sono aumentati. Nel 2012 erano stati 3, poi si è saliti, fino ai 10 del 2015 e ai 9 dell’anno scorso. Anche il 2018 è iniziato male, con già un paio di decessi”. “Dopo la morte di Islami Ylber, - puntualizza Marco Ciani, segretario Cisl di Alessandria e Asti - c’è stato un incontro col prefetto Tafuri che fa ben sperare. Si sta lavorando per implementare alcuni protocolli di sicurezza, specie nel settore edile, e per introdurre nella nostra provincia buone pratiche già sperimentate in Piemonte. Bisogna poi sensibilizzare i lavoratori perché siano consci dei loro diritti e collaborino”. Le difficoltà delle aziende sempre più spesso si sono tradotte in tagli agli investimenti in materia di sicurezza. E la precarietà stessa delle condizioni di lavoro induce chi ha un posto a diventare incolpevole complice dei trasgressori. Gli enti preposti sono sempre più in difficoltà a portare avanti i controlli. Di tutto questo s’è parlato alla festa ovadese.

“Solo il lavoro può mandare avanti un Paese – ha precisato Riccardo Sanna, settore Politiche dello sviluppo Cgil nazionale, nel suo intervento conclusivo – La tanto dibattuta riforma sul lavoro ha tolto benessere e libertà a molti, ha "isolato" le periferie. l modello della svalutazione competitiva sta penalizzando l'Italia e i suoi lavoratori. Lo Stato non deve fare leggi nuove, deve applicare quelle che già ci sono”. Chiaro il riferimento a quanto affermato dal sindacato su tutto il territorio, anche nell’ambito della sua manifestazione nazionale: la crescita non può essere ottenuta derogando su diritti e procedure di sicurezza. Sul palco, al fianco di Sanna, i rappresentanti di zona dei sindacati, la presidente nazionale dell’Anpi Carla Nespolo, la più applaudita, l’onorevole Federico Fornaro (LeU), il presidente della provincia Gianfranco Baldi, tanti sindaci e rappresentanti degli enti locali. Il corteo, più partecipato rispetto al recente passato, si è sviluppato lungo il centro storico, fondendosi con i tanti visitatori arrivati in città per il tradizionale appuntamento con il Mercatino dell’Antiquariato. “Si parla tanto di dati a proposito di morti sul lavoro. Ogni volta piangiamo dei padri di famiglia – ha ricordato Fabrizio Topa, delegato Feneal Uil – a cause di una mancanza cultura della sicurezza accettata dalla società in nome del risparmio”.

8/05/2018
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