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Economia e Lavoro

Avviati gli incontri zonali di Confagricoltura Alessandria

Nel corso del primo appuntamento, che si è svolto ad Acqui Terme, focus sulla viticoltura biologica e sull'Asto secco, la versione brut dello spumante prodotto con il Moscato, che è entrato a fine anno scorso sul mercato
ECONOMIA E LAVORO - E’ partito venerdì 2 febbraio da Acqui Terme il ciclo di Assemblee di Zona di Confagricoltura Alessandria. Appuntamento annuale che si ripete nei mesi invernali, periodo più fruibile per chi opera in agricoltura, per analizzare con la base associativa la situazione del settore, le problematiche e le sfide future.

A Palazzo Robellini si sono aperti i lavori a cura del presidente provinciale Luca Brondelli di Brondello, al tavolo dei relatori insieme al vice presidente provinciale Franco Priarone, al direttore provinciale Valter Parodi e al direttore di Zona Matteo Ferro; sono poi seguiti gli interventi tecnici.

Affrontando il tema della viticoltura biologica, il dott. Matteo Monchiero, docente di patologia della vite, ha accennato alle principali problematiche del vigneto bio e la possibilità della razionalizzazione della lotta fungicida in viticoltura biologica in vista di una possibile riduzione dei fungicidi contro peronospora e oidio.
“Gli studi svolti hanno portato alla conclusione che sia possibile ridurre l’utilizzo di derivati del rame, non essendo possibile ad oggi sostituirlo efficacemente, ma razionalizzandone gli interventi e scegliendo formulati efficaci a basso tenore di rame metallo, soprattutto nelle prime fasi di sviluppo della pianta evitando trattamenti inutili, avvalendosi di dati agrometeorologici puntuali. Per quanto riguarda la riduzione dello zolfo contro l’oidio è possibile utilizzare strumenti alternativi quali estratti derivati da alghe e da altri organismi naturali, tenendo conto però dell’andamento climatico dell’annata” ha concluso Monchiero.
“La strada del biologico, molto sentita dall’opinione pubblica, può essere percorribile nel prossimo futuro anche da aziende che hanno sempre svolto agricoltura convenzionale. In ogni caso, esorto gli associati a formarsi e aggiornarsi su qualsiasi tema possa essere utile per lo sviluppo della propria azienda” ha affermato il presidente Brondelli.

A seguire, Andrea Fisi, responsabile commerciale di Autogas Nord, sponsor degli incontri zonali 2018, ha messo a disposizione degli associati le competenze ed i servizi offerti dall’azienda nei settori gas, luce ed energia.

Altro argomento trattato nel corso dell’Assemblea della città termale è l’Asti secco, la versione brut dello spumante prodotto con il Moscato, che è entrato a fine anno scorso sul mercato.
Il Presidente di Confagricoltura Alessandria ha fotografato la situazione attuale: “Nel 2017 sono state rilasciate 777.000 fascette; altre sono state rilasciate nel 2018, per un totale di un milione di bottiglie vendute ad oggi. Ciascuna azienda si è mossa come meglio ha creduto attraverso i canali di distribuzione dei bar e ristoranti oppure la GDO con un prezzo medio di vendita alla bottiglia di 6.50/7 euro”.
Il mercato dell’Asti, che comprende Asti secco, Asti e Moscato d’Asti, al momento registra un leggero aumento di vendite rispetto al passato con circa 88 milioni di bottiglie. Ha concorso all’aumento delle vendite totali il Moscato cosiddetto “tappo raso”.
Altro aspetto positivo del comparto dell’Asti è una notevole riduzione delle giacenze, che permette di affrontare la nuova annata con prospettive di aumento del reddito per i produttori.

La platea presente all’incontro è intervenuta con numerosi spunti di dibattito.
Tommaso Alberto Boido ha parlato prima di redditività dell’Asti in relazione alla caratteristiche di DOCG e poi del sistema di etichettatura.
Silvio Bragagnolo ha disquisito di diversi argomenti dall’approccio che bisogna avere nella coltivazione moderna alla valutazione dei vigneti più adatti per la nuova tipologia di Asti, dal rapporto con AGEA, l’agenzia per le erogazioni in agricoltura, alle Misure del Programma di Sviluppo Rurale in relazione alle esigenze aziendali.
Aureliano Galeazzo ha ragionato sulla sostenibilità economica dell’impresa in relazione alle tecniche innovative.
Pier Luigi Olivieri e Gianfranco Trinchieri sono intervenuti sul sistema di telerilevamento e sui suoi limiti, a cui ha risposto il direttore Parodi chiarendo che l’Organizzazione agricola sta concertando i propri interventi anche sugli aspetti relativi alla “tolleranza” delle misurazioni telematiche della superficie vitata.
Alfredo Cavelli e Andrea Viotti hanno chiesto informazioni sull’azione svolta da Confagricoltura per il contenimento degli ungulati, cui il presidente Brondelli ha risposto sottolineando la mancata realizzazione degli interventi da parte della Provincia.
Una maggiore attenzione alle zone coltivate a Dolcetto di Ovada è stata chiesta da Luca Pesce, che ha sottolineato la situazione difficile in cui versano questi viticoltori.
 
4/02/2018
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